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Art Vibes – Let's share beauty | June 16, 2026

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Paola Pivi - "Live Again": la meraviglia come cortocircuito cognitivo

Paola Pivi – “Live Again”: la meraviglia come cortocircuito cognitivo

| On 20, Mar 2026

L’arte come atto politico e di meraviglia: la mostra di Paola Pivi a Parigi presso Perrotin condensa surrealismo, sogni, ironia, giocosità e sovversione della realtà.


di Redazione Art Vibes


Picture: View of the exhibition “Live again” at Perrotin Paris (France), 2026. Photographer: CLAIRE DORN. Courtesy of the artist and Perrotin.


Perrotin presenta Live Again, una mostra che esplora la straordinaria capacità di Paola Pivi di trasformare un universo meraviglioso attraverso un potente strumento di riflessione politica e spirituale.

Pivi presenta New Life, una nuova serie di opere che comprende un’installazione di cinquanta stelle realizzate con rami di limoni, oltre a una composizione in bronzo.

Per la mostra, l’artista ha utilizzato limoni per creare le opere, tagliandoli accuratamente per permettere alle radici di ricrescere e dare vita a nuove piante.

Questa mostra è la sesta di Pivi a Parigi e la dodicesima con la galleria.

Paola Pivi è attualmente protagonista della sua mostra personale I Don’t Like It, I Love It presso l’Art Gallery of Western Australia a Perth, visitabile fino al 26 aprile. Dal 2 aprile, diverse sue opere saranno inoltre incluse in Tragicomica, una mostra collettiva al MAXXI – Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo a Roma.

Nella primavera del 2026, l’artista sarà protagonista di un’importante mostra personale intitolata “Come check it out. Lies lies lies“, presentata dalla Fondazione PHI per l’Arte Contemporanea di Montréal.

Il 4 maggio, Pivi presenterà inoltre al Teatro Goldoni il progetto speciale “This Is Life“, ideato da Karma Culture Brothers, in collaborazione con Gelitin, Roberto Cuoghi e Luigi Ontani, nell’ambito della 61ª Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia.

 

View of the exhibition “Live again” at Perrotin Paris (France), 2026. Photographer: CLAIRE DORN. Courtesy of the artist and Perrotin
View of the exhibition “Live again” at Perrotin Paris (France), 2026. Photographer: CLAIRE DORN. Courtesy of the artist and Perrotin

 

Paola Pivi: Towards a Politics of Wonder. Testo a cura di Valentino Catricalà

In un’intervista del 2015, Paola Pivi ha risposto a una domanda apparentemente semplice, persino ingenua, posta da Maurizio Cattelan: “Cos’è l’arte per te?“.

Pivi ha risposto: “Immagina due mosche su un tavolo: una morta e una volante. Qual è la differenza tra le due? La magia della vita. Questa è l’unica cosa che si avvicina all’arte, o meglio, l’arte si avvicina a questa cosa. È strettamente connessa alla meraviglia della vita, ed è consapevole. E per te?“.

Questa potrebbe essere considerata una sorta di manifesto della visione di Paola Pivi, fondata sulla meraviglia, sulla consapevolezza e sull’annullamento della distanza tra vita e morte.

Tuttavia, non si tratta di meraviglia intesa come mero gioco, svago o semplice estraniamento dalla quotidianità. L’opera di Pivi è un atto di consapevolezza, una riflessione politica sul mondo.

È un “pugno allo stomaco” sferrato attraverso elementi familiari – orsi colorati, elicotteri rovesciati, aerei che ruotano sui loro assi – che inizialmente ci attraggono, per poi aprirci un orizzonte inaspettato: una riflessione potente e diretta sulla nostra vita quotidiana.

Questo diventa immediatamente evidente nella prima sala della mostra, che si apre con un messaggio incisivo. La prima opera che lo spettatore incontra è la scritta “INTERNATIONAL LAW”, con “FREEDOM” in lettere maiuscole direttamente sotto.

Sulla parete opposta, quasi a completare la frase, troviamo la parola “HUMANS”. La scritta è giocosa e colorata, dipinta a mano sul muro, e ci attrae con la sua semplicità; eppure, non appena la leggiamo, ci rendiamo conto della natura profonda e diretta del messaggio.

Parla al nostro presente e al nostro futuro – un “superamento” che può basarsi, come suggerisce il testo, solo su un “POST POST POST COLONIALISM”.

Segue poi un riferimento che è allo stesso tempo spirituale, politico e ironico: “GOD LET ME HUNT”. Questo si riferisce all’atto della caccia, ma anche alla “caccia” in senso figurato: inseguire un sogno, un obiettivo o qualcosa che si desidera ardentemente per il presente e il futuro.

 

View of the exhibition “Live again” at Perrotin Paris (France), 2026. Photographer: CLAIRE DORN. Courtesy of the artist and Perrotin
View of the exhibition “Live again” at Perrotin Paris (France), 2026. Photographer: CLAIRE DORN. Courtesy of the artist and Perrotin

Sparse lungo le pareti si trovano sontuosi ricami di seta che raffigurano altre frasi, scritte con lo stesso iconico carattere tipografico creato dall’artista. I ricami vengono presentati per la prima volta in questa mostra.

Al centro della stanza si trova la scala gonfiabile di 20 metri, originariamente presentata alla Triennale di Echigo-Tsumari in Giappone nel 2015 e successivamente sulla facciata del Grand Palais nel 2025.

Qui, viene reinterpretata in scala ridotta, in dialogo con i colori del testo a parete e i suoi temi.

Le stanze successive sulla destra ospitano opere inedite. Un profumo aleggia dalla stanza, un aroma di alberi che evoca la Sicilia. All’interno, troviamo alberi di limoni, alcuni veri e altri riprodotti in bronzo.

È difficile distinguerli perché entrambi sembrano muoversi; entrambi appaiono reali. Questi alberi, tuttavia, sono come cespugli, o meglio, a un’osservazione più attenta, sono stelle.

Un’idea del 1999 che si concretizza oggi in questa mostra alla galleria Perrotin: alberi che diventano stelle, che diventano un universo. Ci connettono direttamente alla parte più profonda di noi stessi: il naturale e, ancora una volta, lo spirituale.

Gli alberi di bronzo sono stati realizzati magistralmente presso la Fonderia Artistica De Carli di Torino, utilizzando tecniche innovative che permettono di creare rami di bronzo incredibilmente sottili, che sembrano ondeggiare al vento.

Mentre il bronzo si mescola con piante vive nella stessa sala, la distinzione tra reale e artificiale si dissolve.

Palloncini sgonfi accolgono il visitatore nell’ultima sala della mostra, un’opera che dialoga con lo spazio adiacente, riempito di frasi, come atto di critica politica diretta, in questo caso contro la mafia.

Commissionata per un progetto della Triennale sugli attentati terroristici in Italia, Pivi espone palloncini scoppiati, sostenuti da anelli di ferro. Quei palloncini siamo noi: non sono solo un
riferimento diretto alle vittime della mafia, ma anche un simbolo di noi stessi, inerti di fronte a un fenomeno così doloroso.

Accanto all’atto politico, questa stessa sala ospita la sua significativa opera con le perle, una serie iniziata negli anni ’90. Qui incontriamo un altro elemento vitale della pratica dell’artista che viene spesso trascurato: la spiritualità.

In effetti, c’è qualcosa di spirituale nell’opera di Paola Pivi; come lei stessa afferma: “Voglio esprimere il lato spirituale del pensiero creativo e dell’invenzione, che è naturalmente molto diverso dal pensiero creativo della decorazione. Quando mio figlio impara a contare, la sua mente è spirituale, e questo contare gli permetterà di ragionare sulla sua vita futura“. E continua: “È ancestrale. Primitivo“.

Le perle rappresentano questo atto spirituale, uno degli aspetti più ipnotici e tattili della ricerca di Pivi.

 

View of the exhibition “Live again” at Perrotin Paris (France), 2026. Photographer: CLAIRE DORN. Courtesy of the artist and Perrotin
View of the exhibition “Live again” at Perrotin Paris (France), 2026. Photographer: CLAIRE DORN. Courtesy of the artist and Perrotin


Se gli orsi polari sono i suoi “personaggi“, le perle rappresentano la sua anima più astratta, zen e quasi ossessiva. Non si tratta di semplici decorazioni, ma di vere e proprie sculture da parete.

Pivi utilizza migliaia di perle artificiali (spesso di plastica o plexiglass) infilate e fissate su grandi tele o pannelli di legno.

Sebbene gli animali siano una costante nel lavoro di Pivi, qui l’animale è solo evocato: l’ostrica che produce la perla, l’oggetto puro per eccellenza che emerge dal suo guscio, lasciandoci qualcosa di valore culturale, economico e naturale.

Quando un intruso entra nel guscio, l’ostrica inizia a depositare migliaia di strati microscopici di madreperla intorno a sé come difesa. Questi strati sovrapposti creano la caratteristica iridescenza della perla: la luce passa attraverso i livelli e viene riflessa, creando l’effetto visivo noto come “lucentezza“.

Proprio come un’ostrica deposita strato dopo strato per creare una perla, Pivi accumula migliaia di questi piccoli oggetti per costruire un’opera imponente.

È un lavoro di infinita pazienza, quasi una meditazione: una riflessione sul rapporto tra sistemi chiusi e aperti, e sul parassita o intruso come forza capace di creare qualcosa di speciale come una perla.

Surrealismo, sogni, ironia, giocosità, sovversione della realtà: l’opera di Pivi è stata descritta in molti modi. Eppure, questa mostra dimostra qualcosa di più: come sogni, ironia e il ribaltamento della realtà possano essere atti sia politici che di meraviglia.

In un’epoca in cui molti incubi storici che credevamo alle spalle stanno ritornando, l’opera di Pivi acquista un’importanza crescente. La meraviglia è proprio questo: quella frazione di secondo in cui il mondo si “spezza” e smette di essere dato per scontato.

È un cortocircuito cognitivo: i sensi ricevono informazioni che la mente non sa ancora classificare, creando così consapevolezza. Questo è ciò che Paola Pivi fa: ci attrae con i suoi colori e la sua ironia, per poi condurci in un’esperienza della complessità del mondo.


Testo a cura di Valentino Catricalà
Ph.D.
Museum Director – Museum Commission, Saudi Arabia Ministry of Culture
Advisory Board ZKM-Centre for Art and Media, Karlsruhe
Advisory Board ESEA Contemporary, Manchester


Exhibition info: Paola Pivi – “Live Again

When: 14 marzo – 18 aprile 2026
Where: Perrotin Paris.


– website: perrotin.com


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