Filippo Poli - "Alpine Hiatus: The Snow No Longer Tastes Like Snow"
Francesco S. | On 12, Apr 2026
Un paesaggio sospeso tra memoria e trasformazione: una serie fotografica che riflette sulla fragile condizione delle Alpi tra assenza, artificialità e stress ecologico.
di Francesco Spaghi
Picture: ©Filippo Poli /courtesy All About Photo – Artificial Reservoir, Gran Sometta, 2.982 m., 2024.
Per tutto il mese di Aprile sarà “Alpine Hiatus: The Snow No Longer Tastes Like Snow”, la mostra di Filippo Poli, l’esibizione protagonista sulla piattaforma di All About Photo.
Il fotografo e architetto italiano Filippo Poli cattura un paesaggio sospeso tra memoria e trasformazione. La serie riflette sulla fragile condizione delle Alpi, un tempo simbolo di purezza e resistenza, ora segnate da assenza, artificialità e stress ecologico.
Attraverso immagini profondamente personali che collegano l’archivio fotografico della sua famiglia con visioni contemporanee degli stessi luoghi, Poli esplora l’erosione emotiva e ambientale di un mondo un tempo familiare.
Il progetto trae origine dalla Valle d’Aosta, dove Poli trascorse gli inverni della sua infanzia negli anni Ottanta.
Tornando decenni dopo con il figlio, scopre un paesaggio al contempo riconoscibile e alieno: i campi innevati della memoria sono ora sostituiti da bacini artificiali, cannoni sparaneve e infrastrutture che mantengono viva l’illusione dell’inverno.
Il contrasto tra le fotografie d’archivio in bianco e nero e le immagini a colori di oggi rivela un dialogo inquietante tra passato e presente, tra ciò che è stato vissuto e ciò che rimane.

©Filippo Poli /courtesy All About Photo – The green Alps, 2024
Alpine Hiatus si erge come documentazione ed elegia, una meditazione sul cambiamento climatico e sul mutevole legame tra l’uomo e il paesaggio.
In ogni inquadratura, Poli unisce precisione architettonica e sobrietà poetica, trasformando la perdita in consapevolezza visiva.
Il suo lavoro invita gli spettatori a riconsiderare come il progresso rimodelli non solo il territorio, ma anche l’identità e il senso di appartenenza.
Il progetto Alpine Hiatus di Poli non si limita a fotografare un mondo che sta scomparendo, ma insiste sulla necessità di ricordarlo, offrendo un atto di testimonianza silenzioso ma potente.

Skiers climbing the mountain, 1932. Family archive, 2024 /courtesy All About Photo
Filippo Poli
Filippo Poli, architetto di formazione, vive e lavora a Milano e dal 2008 collabora come fotografo con studi di architettura, fondazioni ed editori.
I suoi progetti personali esplorano il paesaggio culturale e il rapporto in continua evoluzione tra uomo e natura, insieme alle sue conseguenze.
Le sue opere sono pubblicate su importanti riviste e pubblicazioni internazionali.
Ha ricevuto numerosi riconoscimenti: 5° Concorso Nazionale Nuova Visione Fotografica León (2025), Fondazione Enaire (2017, 2025), Master in Fotografia di Architettura d’Interni, PX3 Parigi, Premi ND, Premio Hopper, Arles OFF (La Kabine), Premio IPA, Monochrome, FotoDoc, Arte Laguna e Borsa di Studio PhotoEspaña Master.
Tra le mostre a cui ha partecipato si annoverano una personale a León (2025), la galleria Dispara (collettiva Quatro Amigos), PhotoEspaña (2017, 2025), la Biennale di Venezia, il Vertice sul Clima (COP25, 2019), ARCO Madrid (2018) e la Fondazione Vila Casas. Le sue fotografie sono presenti in collezioni pubbliche e private, tra cui la Fondazione Enaire, il Deutsches Architekturmuseum (Francoforte) e la Galleria Basho (USA).

©Filippo Poli /courtesy All About Photo – Alps archeology, pylon before being removed, 2024

©Filippo Poli /courtesy All About Photo – Plateau Rosa, 3.500 m., 2024
– website: all-about-photo.com











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