CHEAP - "CONFLITTO E CURA": in strada i Poster della Call For Artists 2026
Redazione Art-Vibes | On 17, Set 2026
220 poster affissi nello spazio pubblico di Bologna, una call che ha raccolto visioni da 26 paesi. Lotte, pratiche di cura e desideri di trasformazione prendono posizione nella città.
di Redazione Art Vibes
Picture: CHEAP – Call for Artists 2026, CONFLITTO E CURA, Bologna. Photo credit: Margherita Caprilli.
Centinaia di manifesti arrivati da 26 paesi del mondo, centinaia di artist* partecipanti, 220 poster selezionati e affissi nello spazio pubblico di Bologna: “CONFLITTO E CURA”, la nuova call for posters di CHEAP, restituisce una mappa plurale e sorprendente di immaginari politici contemporanei.
Lotta, futuro, diritti, comunità, cura, autodeterminazione e rivendicazione attraversano le immagini, si sovrappongono e prendono posizione nello spazio pubblico.
Più che nei numeri della partecipazione, la misura di questa edizione sta nella qualità e nella radicalità delle visioni che oggi abitano le strade della città.
Se nei 26 paesi di provenienza di chi ha partecipato alla call for artists non c’è la Palestina, il popolo palestinese e la sua lotta di autodeterminazione sono ben presenti nell’immaginario dei manifesti: bandiere, angurie, dichiarazioni di complicità e un poster di 3 metri di una donna incinta che indossa una kefiyah.

CHEAP – Call for Artists 2026, CONFLITTO E CURA, Bologna. Photo credit: Margherita Caprilli
Un’immagine potente, emblema del progetto che ha già raccolto il plauso di chi l’ha vista ma che probabilmente farà innnervosire una certa area politica: d’altronde, questa edizione della call for artists di CHEAP ha come concept “CONFLITTO E CURA”.
Il tema, lanciato a gennaio, indica conflitto e cura non come dicotomia, ma come gesto circolare. La cura è il primo conflitto con lo stato delle cose quando significa difendere corpi, territori, relazioni e forme di vita; il conflitto, a sua volta, non è soltanto opposizione, ma può diventare pratica di cura quando apre uno spazio per ciò che ancora non c’è.
È in questo movimento che si collocano le pratiche femministe, le lotte per la giustizia sociale e climatica, le forme di autodeterminazione e le esperienze collettive che contestano l’ordine esistente e costruiscono possibilità alternative.
È a partire da questa tensione che CHEAP ha consegnato il tema della call alla comunità artistica, chiedendo di trasformare conflitto e cura in immagini capaci di prendere spazio nella città.
Anche quest’anno la Call for Posters di CHEAP conferma la propria vocazione corale, politica, ironica e a tratti eversiva, portando in strada una costellazione di posizioni che non accettano il presente come unica possibilità.

CHEAP – Call for Artists 2026, CONFLITTO E CURA, Bologna. Photo credit: Margherita Caprilli
I manifesti parlano di guerra e di pace, di confini e migrazioni, di crisi climatica e devastazione ambientale, di patriarcato e autodeterminazione, di lavoro e sfruttamento, di diritti, corpi, comunità e forme di resistenza. Insieme, questi poster costruiscono un discorso pubblico che non cerca il consenso ma il conflitto, non la pacificazione ma la possibilità di cambiare le coordinate del possibile.
Le biografie di chi ha partecipato vanno da nomi storicizzati della street art a illustratrici appena uscite dall’accademia, artiste premiate e matite dissidenti di varie aree di movimento, fotogiornaliste argentine e fotografe che stanno preparando la tesi, artistə rappresentatə da gallerie londinesi a muralisti di collettivi clandestini sudamericani.

CHEAP – Call for Artists 2026, CONFLITTO E CURA, Bologna. Photo credit: Margherita Caprilli
Allo stesso modo, la call tiene insieme universi visivi tradotti da altrettanti strumenti espressivi. Fotogiornalismo, fotografia di studio e street photography. Illustrazione e grafica d’arte. Manifesti politici e flinta futuristi. Lettering e incisione. Claim e poesia. Massimalismo e ironia, inchiesta e immaginazione radicale, sguardi iconoclasta e nuovi ordini del simbolico, tensioni denstruens ed energie consturens – conflitto e cura.
Soprattutto, c’è un’energia incredibile che scorre in questa affissione collettiva, in questa operazione che ogni anno realizza una riappropriazione di spazio pubblico con immaginari dissidenti.
“Abbiamo scelto un tema complesso, in grado di affrontare universale e particolare: tanto che questa call parla anche di noi, parla anche di CHEAP.
Nonostante questa complessità, con l’edizione 2026 abbiamo visto probabilmente il punto più alto della call for posters: per qualità, sforzo e risultato. Soprattutto, in questi tempi oscuri non era da dare per scontato un esito così luminoso, così ideale, così propositivo: non c’è sconfitta negli immaginari che i manifesti veicolano, l’universo simbolico che esce da questo progetto è pieno di speranza, di desiderio, di lotta. Mentre il pianeta è in fiamme e governato da guerrafondai, l’immaginazione radicale sembra continuare a macinare visioni di futuri possibili: qui, non si è ancora arresa nessuna”.
Da oltre dieci anni CHEAP lavora sulla città come spazio politico, attraversandone le fratture e intervenendo nei punti in cui il paesaggio urbano mostra le proprie contraddizioni.
Il manifesto è il dispositivo attraverso cui questa pratica prende forma: un linguaggio immediato, riproducibile e pubblico con cui far circolare posizioni, conflitti e immaginari che eccedono le narrazioni dominanti.
CHEAP è una piattaforma perché mette in relazione artist*, pratiche e soggettività diverse e le porta dentro lo stesso campo: quello della città, dove le immagini possono diventare strumenti di presa di parola e di conflitto, e dove l’immaginazione radicale smette di essere un esercizio astratto e comincia a confrontarsi con il presente.

CHEAP – Call for Artists 2026, CONFLITTO E CURA, Bologna. Photo credit: Margherita Caprilli

CHEAP – Call for Artists 2026, CONFLITTO E CURA, Bologna. Photo credit: Margherita Caprilli

CHEAP – Call for Artists 2026, CONFLITTO E CURA, Bologna. Photo credit: Margherita Caprilli

CHEAP – Call for Artists 2026, CONFLITTO E CURA, Bologna. Photo credit: Margherita Caprilli

CHEAP – Call for Artists 2026, CONFLITTO E CURA, Bologna. Photo credit: Margherita Caprilli

CHEAP – Call for Artists 2026, CONFLITTO E CURA, Bologna. Photo credit: Margherita Caprilli

CHEAP – Call for Artists 2026, CONFLITTO E CURA, Bologna. Photo credit: Margherita Caprilli

CHEAP – Call for Artists 2026, CONFLITTO E CURA, Bologna. Photo credit: Margherita Caprilli

CHEAP – Call for Artists 2026, CONFLITTO E CURA, Bologna. Photo credit: Margherita Caprilli

CHEAP – Call for Artists 2026, CONFLITTO E CURA, Bologna. Photo credit: Margherita Caprilli

CHEAP – Call for Artists 2026, CONFLITTO E CURA, Bologna. Photo credit: Margherita Caprilli

CHEAP – Call for Artists 2026, CONFLITTO E CURA, Bologna. Photo credit: Margherita Caprilli
– website: cheapfestival.it











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