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Art Vibes – Let's share beauty | July 22, 2026

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Cyprien Gaillard - "When you expect flutes, it’s whistles"

Cyprien Gaillard – “When you expect flutes, it’s whistles”

| On 07, Lug 2026

Alla Kunsthaus Bregenz un’indagine sui margini del tessuto urbano tra fotografia, collage e scultura.


di Redazione Art Vibes


Picture: Cyprien Gaillard – When you expect flutes, it’s whistles. Exhibition view ground floor Kunsthaus Bregenz, 2026. Visitant (no dancing 2020 – 2021), 2021. Photo: Timo Ohler. © Cyprien Gaillard, Kunsthaus Bregenz. Courtesy of the artist, Berlin Atonal, Sprüth Magers, Gladstone Gallery.


Il lavoro di Cyprien Gaillard si muove attraverso le città e le loro periferie, trattando l’entropia come strumento creativo: interpreta l’erosione e l’accumulo come tracce, non semplicemente come segni di perdita e decadenza.

Le sue opere rifiutano la resilienza come quadro interpretativo, piuttosto invece rappresentano la vita in luoghi inospitali come qualcosa che semplicemente persiste, senza commenti o giudizi.

Alla Kunsthaus Bregenz, Gaillard ha installato, dietro la facciata esterna, uno scivolo da cantiere usato, attraverso il quale i resti di edifici demoliti sono già stati trasportati via in diverse occasioni.

Lo scivolo per detriti, realizzato con tubi arancioni incastrati tra loro e sospesi da catene, simboleggia lo smaltimento, la decostruzione, la distruzione e un processo di rinnovamento senza fine.

Al piano terra, siamo accolti da Visitor, 2021-2026, un’imponente scultura gonfiabile: una sorta di ospite fugace, un fantasma dai gesti erratici e dalla forma indefinita.

Figure simili ci sono familiari dai festival, dai campi sportivi o dalle concessionarie d’auto. Al Kunsthaus Bregenz, l’opera danza seguendo una coreografia programmata dall’artista e musica riprodotta dal sistema audio KILLASAN, molto influente nella scena musicale underground berlinese, costruito negli anni ’90 per un locale notturno di Osaka.

Gaillard estrae l’imponente creatura dal suo contesto abituale e la colloca nell’atrio del Kunsthaus Bregenz, uno spazio il cui design ascetico rappresenta un approccio contemplativo all’arte, qui interrotto dalla presenza del Visitatore.

 

Cyprien Gaillard - When you expect flutes, it’s whistles. Installation view facade Kunsthaus Bregenz, 2026. Chute, 2026. Photo: Timo Ohler. © Cyprien Gaillard, Kunsthaus Bregenz, Courtesy of the artist, Sprüth Magers, Gladstone Gallery

Cyprien Gaillard – When you expect flutes, it’s whistles. Installation view facade Kunsthaus Bregenz, 2026. Chute, 2026. Photo: Timo Ohler. © Cyprien Gaillard, Kunsthaus Bregenz, Courtesy of the artist, Sprüth Magers, Gladstone Gallery

La figura cava è in movimento, si gonfia e si sgonfia, troppo grande per rimanere completamente eretta: una struttura mobile, controllata dall’esterno, composta unicamente d’aria e di un involucro di nylon.

Diverse volte all’ora, una musica forte e penetrante entra in scena, creando per brevi istanti l’atmosfera di un locale notturno. Il Visitatore è impressionante sia per le sue dimensioni che per i suoi movimenti sorprendentemente delicati.

Un tema ricorrente nella mostra è quello dei “deterrenti“, ovvero misure progettate per dissuadere.

Di fatto, gli spazi pubblici sono spesso plasmati e controllati attraverso interventi deliberati. Panchine, recinzioni, così come illuminazione, suoni e musica, vengono utilizzati in modo da accogliere alcune persone e tenerne altre a distanza.

Coloro che sono già emarginati dalla società vengono in tal modo spinti ulteriormente ai margini. Il potere agisce dietro le quinte, esercitando un’azione preventiva e normativa.

Gaillard è interessato all’intersezione tra attrazione e repulsione. La musica classica suonata negli spazi pubblici, ad esempio, non viene utilizzata per accrescere il valore culturale, ma come deterrente, un mezzo per segnalare chi è benvenuto in quello spazio e chi no.

Ciò che viene celebrato come alta cultura in una sala da concerto viene qui utilizzato, per usare le parole di Gaillard, come un’arma morbida.

Al primo piano sono esposte nuove opere che combinano fotografia, collage e scultura. Consistono in gruppi di nove Polaroid ciascuno, disposte a forma di rombo e appoggiate su un pezzo di cartone.

Appese alla parete e tenute tese da un filo metallico, la curvatura le costringe in una posizione semi-verticale. Questo archivio visivo, realizzato da Gaillard con il formato ormai obsoleto Polaroid Spectra fino al 2011, offre una visione caleidoscopica di luoghi familiari e sconosciuti, oggetti conservati e strutture naturali segnate dall’intervento umano.

Le Polaroid, per loro stessa natura, non possono essere alterate, conferendo loro una qualità forense. Assemblate con cura e presentate senza vetro né alcuna protezione, le fotografie rivelano la loro fragilità. Sono al contempo osservazioni private e testimonianze sociali di istituzioni pubbliche e identità culturali.

Al secondo piano, Gaillard fa riferimento alla celebre leggenda tedesca del Pifferaio Magico di Hamelin. Qui, l’artista adorna dei flauti con banconote da zero euro, arrotolate come carta per sigarette o cannucce usate per consumare droghe.

Si tratta di autentiche banconote da zero euro emesse dalla Banca Centrale Europea, che tuttavia non hanno alcun valore corrente: su di esse sono raffigurati, tra l’altro, la figura del Pifferaio Magico e la città di Hamelin. L’immagine della musica è così legata a quella del consumo e della seduzione, del valore e dell’inganno, dell’ebbrezza e della repressione.

Un’altra opera su questo piano prosegue questa linea di pensiero, sculture a forma di ventaglio in acciaio inossidabile si incurvano dalle pareti.

Gaillard ha sviluppato questi oggetti, ispirandosi alle schermature solari italiane per gli sportelli automatici, in collaborazione con un produttore di accessori per bancomat.

Sul pavimento giacciono cartucce d’inchiostro e altri componenti provenienti da sportelli automatici danneggiati, restituiti al produttore dopo essere stati forzati. Se uno sportello automatico viene aperto con la forza, questi componenti macchiano di blu le banconote, rendendole inutilizzabili.

Così come i ventagli smontati indicano un’interruzione nella circolazione dell’aria, anche le banconote contrassegnate come rubate rappresentano un’interruzione nella circolazione. L’attenzione si concentra sul momento in cui il valore si trasforma in inutilità e sulla violenza nascosta che emerge in questo processo.

 

Cyprien Gaillard - When you expect flutes, it’s whistles. Exhibition view third floor Kunsthaus Bregenz, 2026, DETERRENT, 2026. Photo: Timo Ohler. © Cyprien Gaillard, Kunsthaus Bregenz. Courtesy of the artist, Kunsthaus Bregenz, Fondazione Prada

Cyprien Gaillard – When you expect flutes, it’s whistles. Exhibition view third floor Kunsthaus Bregenz, 2026, DETERRENT, 2026. Photo: Timo Ohler. © Cyprien Gaillard, Kunsthaus Bregenz. Courtesy of the artist, Kunsthaus Bregenz, Fondazione Prada

Al terzo piano è esposto DETERRENT, 2026, una nuova opera che Gaillard ha girato a Los Angeles e in diverse città del Nord Europa. Prodotta dalla Kunsthaus Bregenz in collaborazione con la Fondazione Prada di Milano, viene presentata per la prima volta a Bregenz.

Il film inizia all’esterno, davanti a un minimarket americano 7-Eleven, dove la musica classica viene diffusa ad alto volume per scoraggiare i soffermarsi senza meta, per poi passare a scene di graffiti imbiancati, covi di spaccio di droga, vetrine di musei, l’architettura innevata della Scandinavia e il ricorrente motivo della segnaletica stradale.

Il progetto si concentra sui margini del tessuto urbano, dove il controllo è più chiaramente visibile. Lungo i canali di cemento del fiume Los Angeles, i muri fungono da confini tra spazio abitabile e inabitabile. Le superfici diventano anche luoghi per i graffiti – ripetutamente ricoperti da spessi strati di vernice applicati dalle amministrazioni comunali – che danno forma a un linguaggio visivo non intenzionale. Ogni atto di sovraverniciatura sopprime l’espressione, generando al contempo nuove forme. La cancellazione diventa così una forma di produzione in cui l’atto stesso di rimozione lascia tracce come una freschezza collettiva” Cyprien Gaillard

 

Cyprien Gaillard - When you expect flutes, it’s whistles. Exhibition view ground floor Kunsthaus Bregenz, 2026. Visitant (no dancing 2020 – 2021), 2021. Photo: Timo Ohler. © Cyprien Gaillard, Kunsthaus Bregenz. Courtesy of the artist, Berlin Atonal, Sprüth Magers, Gladstone Gallery

Cyprien Gaillard – When you expect flutes, it’s whistles. Exhibition view ground floor Kunsthaus Bregenz, 2026. Visitant (no dancing 2020 – 2021), 2021. Photo: Timo Ohler. © Cyprien Gaillard, Kunsthaus Bregenz. Courtesy of the artist, Berlin Atonal, Sprüth Magers, Gladstone Gallery

Exhibition info: Cyprien Gaillard – “When you expect flutes, it’s whistles.”

When: 13 giugno – 4 ottobre 2026.
Where: Kunsthaus Bregenz


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