“Madre Serpiente”: un murale collettivo che unisce il Messico e il Regno Unito nel cuore di San Simón Ticuma
Francesco S. | On 13, Nov 2025
Arte, comunità e dissenso convergono nel Distrito de Arte Indeleble, un laboratorio creativo che riattiva il tessuto sociale della popolazione nativa di San Simón attraverso il muralismo a sgraffito, i mosaici e il dialogo.
di Francesco Spaghi
– Picture: Madre Serpiente 2025. Carrie Reichardt, Said Dokins, Tamara Froud, Kim Wozniak, Jesús Valenzuela, Óscar Pérez Jiménez, Abraham Alonso. San Simon, Mexico.
Nel quartiere di San Simón Ticumac, uno dei sette villaggi originari a sud di Città del Messico, nel distretto di Benito Juárez, un gruppo di artisti nazionali e internazionali ha collaborato con la comunità locale per trasformare lo spazio pubblico in una tela collettiva.
Il murale del mosaico Madre Serpiente, recentemente terminato, è il risultato di una collaborazione tra Carrie Reichardt (Reino Unido), Tamara Froud (Reino Unido), Kim Wozniak (Stati Uniti), Said Dokins (Messico), Jesús Valenzuela (Messico), Óscar Pérez Jiménez (Messico), Abraham Alonso (Messico) e altro ancora di 20 membri della comunità come parte dell’Encuentro de Muralismo Distrito Arte Indeleble.
Per diverse settimane, residenti, artisti, amici e studenti locali hanno partecipato a laboratori di mosaico tenuti da artisti britannici presso il chiosco della musica di San Simón, accanto alla storica chiesa parrocchiale dedicata all’apostolo San Simone.
Il murale è stato installato presso la scuola secondaria n. 80 “Dr. Martin Luther King“, situata in Eleuterio Méndez 53, San Simón, Benito Juárez, Città del Messico.
In questo progetto, tessere, colori e storie locali si intrecciano in una composizione monumentale ispirata a Cihuacóatl, la donna serpente, simbolo ancestrale del potere femminile e della creazione.

Madre Serpiente 2025. Carrie Reichardt, Said Dokins, Tamara Froud, Kim Wozniak, Jesús Valenzuela, Óscar Pérez Jiménez, Abraham Alonso. San Simon, Mexico
Cihuacóatl: dove l’estetica punk si incontra con il simbolismo preispanico
In Madre Serpiente, l’immaginario ancestrale di Cihuacóatl, il serpente femmina, raccoglitore di anime, protettore delle donne morte di parto, condottiero di eserciti e, in generale, nostra madre (Tonanzin), viene riconfigurato come un manifesto visivo sulla continuità del principio femminile nella storia mesoamericana e sulla sua persistenza nei corpi e nei territori contemporanei.
L’opera stabilisce un dialogo tra passato e presente, tra la cosmologia nahua, la resistenza di una delle più antiche comunità indigene di Città del Messico e il linguaggio dell’arte pubblica contemporanea, utilizzando il mosaico come strumento di memoria e di rafforzamento dello spirito comunitario.

Madre Serpiente 2025. Fidel Dokins, Pamela Díaz, Ana Foncerrada, Xochitl Rivera volunters in San Simon, Mexico
Composta da immagini donate dagli abitanti di San Simón Ticumac, che spaziano da fotografie storiche della lotta sociale per l’alloggio condotta principalmente dalle donne, a scene religiose, feste popolari, danze, giochi e ritratti quotidiani del quartiere, l’opera incorpora queste immagini attraverso un processo di trasferimento con inchiostro ceramico su tessere, cotte sia nel Regno Unito che in Messico.
Accanto a calligrafie incise e frammenti di mosaico di vetro, l’opera fonde un’estetica sovversiva e una critica sociale, con calligrafie gestuali e il tratto lineare di motivi preispanici che Carrie Reichardt e Said Dokins hanno combinato con precisione in una composizione simmetrica, generando una narrazione in cui cuori, fiori, vulve ribelli, occhi, teschi, feti e serpenti si intrecciano come simboli di resistenza e vita.
Nella composizione visiva, le forme di Cihuacóatl si intrecciano. Dall’alto emerge il suo copricapo con i toni del rosso, coperto da occhi che si fondono con serpenti ascendenti. Dal centro emergono le immagini della Vergine di Guadalupe, un occhio e un cuore, seguiti da un assorbente e una luna, simboli del corpo femminile e dei suoi cicli.
L’intero insieme è avvolto nella forma di una vulva che lascia spazio a un utero da cui nasce l’immagine della crescita fetale. Nella parte inferiore, una Cihuateteo, una donna divinizzata morta di parto, indossa una corona di teschi e una collana di teschi e mani che formano l’ornamento nasale del volto femminile di Cihuacóatl, con occhi e vulve a forma di cuore; i suoi orecchini, a forma di occhi, versano lacrime che si trasformano in fiori, bambini, e questi a loro volta in uteri.

Madre Serpiente 2025. Carrie Reichardt, Said Dokins, Tamara Froud, Kim Wozniak, Jesús Valenzuela, Óscar Pérez Jiménez, Abraham Alonso. San Simon, Mexico.
L’opera propone un parallelo tra il culto di Guadalupe e le figure di Tonantzin e Cihuacóatl, un legame che, sebbene a prima vista possa sembrare artificiale, rivela una profonda continuità nell’immaginario messicano, dalla dea madre alla Vergine di Tepeyac, dalla profetessa che annuncia la rovina di Tenochtitlan alla Llorona che vaga tra le memorie coloniali.
Dialogo e dissenso: costruire comunità attraverso l’arte pubblica
Organizzato dall’Indelible Art District, diretto da Daniel Silva e Joui Turandot di Casa Womb, l’evento ha cercato di rivitalizzare il tessuto sociale attraverso l’arte pubblica. “Oltre al murale in sé, emerge come una comunità si riconosca attraverso la creazione collettiva“, ha spiegato Said Dokins. Il workshop ha riunito i residenti di San Simón Ticumac e numerosi partecipanti che hanno aderito a questo processo, celebrando la memoria, la diversità e l’arte collaborativa.
Oltre ai mosaici e ai graffiti murali che ora adornano le strade del quartiere, una serie di conferenze e dibattiti ha ampliato la riflessione sull’arte pubblica e sul suo ruolo nella vita sociale. Tra gli eventi più significativi, il seminario regionale “Mappe del dissenso: arte urbana e diritti culturali in America Latina“, tenutosi presso il Centro Culturale Spagnolo in Messico (CCEMx), ha aperto uno spazio di dialogo tra artisti, curatori e manager culturali per ripensare l’arte urbana in relazione ai diritti culturali e ai territori in cui si manifesta. Le discussioni, intitolate “Indelible Art District: Memory, Territory, and Community“, tenutesi il 21 ottobre, hanno riunito esperienze di muralismo, partecipazione comunitaria e costruzione di memoria collettiva.

Madre Serpiente 2025. Carrie Reichardt, Said Dokins, Tamara Froud, Kim Wozniak, Jesús Valenzuela, Óscar Pérez Jiménez, Abraham Alonso. San Simon, Mexico

Madre Serpiente 2025. Carrie Reichardt, Said Dokins, Tamara Froud, Kim Wozniak, Jesús Valenzuela, Óscar Pérez Jiménez, Abraham Alonso. San Simon, Mexico
Durante le discussioni, i partecipanti hanno esplorato gli interventi comunitari e la loro capacità di generare linguaggi visivi distintivi, nonché il loro potenziale di costruire spazi per il pensiero critico e la vita collettiva autonoma di fronte alle pratiche estrattive dominanti. Il panel ha incluso Dan Silva (Messico), Florencia Muñoz (Argentina), Marcelo Carpita (Argentina), Fernando Magdaleno (Messico), Carrie Reichardt (Regno Unito) e Tamara Froud (Regno Unito).
A San Simón Ticumac, il mosaico ha unito generazioni, tradizioni e luoghi geografici, diventando al tempo stesso un testamento e un ponte, tracciando nuove mappe di memoria, territorio e azione collettiva. Il progetto ha ricevuto il supporto di Laticrete, azienda specializzata in adesivi per mosaici, Kolorines, produttore messicano di vetro veneziano, e Witsend Mosaic.












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