FUTUREFORMS - Definire una nuova esperienza urbana attraverso la lente del Digital Craft
Redazione Art-Vibes | On 11, Mar 2026
Tra arte pubblica, architettura e digital craft, la nuova definizione di spazio pubblica attraverso l’interpretazione creativa dello Studio Futureforms.
di Redazione Art Vibes
Picture: Whether visitors pause to take in its sculptural form or spend time within its colorful interior, Orbital creates a memorable, immersive experience that encourages connection. Photo credit: Matthew Millman.
Il pluripremiato studio FUTUREFORMS si è affermato attivando lo spazio pubblico attraverso opere che sfumano i confini tra arte pubblica e architettura.
Cosa significa creare arte pubblica e architettura nel XXI secolo? Con la crescente digitalizzazione delle città, il confine tra l’ambiente costruito e gli algoritmi che plasmano le nostre vite sta iniziando a dissolversi.
Questo cambiamento è definito da una nuova era di “Digital Craft“, un processo che utilizza la logica computazionale per andare oltre la standardizzazione di massa.
Trattando il computer come lo strumento di un maestro artigiano, l’architettura non è più un oggetto statico, ma un intervento site-specific che reagisce al suo ambiente come un elemento vivente del contesto urbano.
In prima linea in questo movimento c’è lo studio FUTUREFORMS, con sede nella Bay Area, guidato da Jason Kelly Johnson e Nataly Gattegno.
Con oltre 20 anni di esperienza, lo studio è diventato un punto di riferimento nell’attivazione degli spazi pubblici attraverso la sperimentazione, il coinvolgimento e il gioco, trasformando magistralmente calcoli complessi in punti di riferimento tangibili e suggestivi.

The faceted exterior is cloaked in a constellation of fine perforations, while the fluid interior reveals a tactile surface of colorful shingles. By night, these layers become a lantern of diffused light, casting an ethereal glow. Photo credit: Matthew Millman
Arte rivoluzionaria: Orbital e Weatherscape
Due dei recenti progetti dello studio sono esempi significativi di come la tecnologia interagisca con lo spazio pubblico per promuovere una profonda connessione tra le persone e il loro ambiente.
Nella piazza d’ingresso dell’OpenAI Headquarters (ex Uber HQ) a Mission Bay, San Francisco, FUTUREFORMS ha installato Orbital. Concepita come una follia da giardino contemporanea, la struttura trasforma magistralmente calcoli complessi in un’icona urbana tangibile.
Composta da migliaia di elementi in alluminio e acciaio realizzati digitalmente su misura, la scultura offre una duplice esperienza: un esterno in acciaio inossidabile perforato, altamente riflettente e un interno intimo e luminoso che gli artisti descrivono come una “Creatura da Giardino”.
A El Paso, in Texas, lo studio ha completato Weatherscape, una tettoia scultorea di 21,7 x 12,1 metri per il nuovo El Paso Children’s Museum (“La Nube“). Più che una semplice struttura ombreggiante, Weatherscape è un ambiente immersivo concepito come un “laboratorio vivente delle meraviglie”.
Incanala sole, vento e acqua in energia cinetica e nebbia, rendendo le forze invisibili del deserto visibili e interattive per tutte le età.
Esplorando l'”intermedio”: METAXIS al CCA
Mentre queste installazioni permanenti definiscono gli skyline delle città, il processo creativo interno dello studio è attualmente oggetto di un’importante mostra personale: METAXIS: A Collection of Ideas and Objects, in mostra presso la Campus Gallery del California College of the Arts (CCA) fino al 20 marzo 2026.

METAXIS is the first solo exhibition of work from FUTUREFORMS. Over 20 models and representations of extraordinary artworks and installations rethink how we dream, design and build with one essential ambition: to create vibrant and meaningful objects that are dynamically intertwined with their sites. Photo credit: Jared Elizares
La mostra prende il nome dalla parola greca metaxi, che si riferisce a una condizione “intermedia“, ovvero appartenere a due mondi contemporaneamente. METAXIS offre una rara opportunità di osservare l’evoluzione dello studio nella sua forma più grezza.
Strutturata come una visita in studio, la galleria presenta oltre 20 modelli, prototipi stampati in 3D e artefatti speculativi creati tra il 2015 e il 2025.
“METAXIS esplora ciò che accade nel mezzo: tra idee, oggetti, spazi e modi di vedere“, ha affermato Nataly Gattegno. “Le opere esposte si muovono fluidamente tra percezione e immaginazione, interno ed esterno, presenza e assenza“.
Presentando modelli di processo accanto a opere più finite, la mostra illustra come FUTUREFORMS riunisca conoscenze e strumenti provenienti da diverse discipline – arte, architettura e design computazionale – per ripensare il modo in cui sogniamo e costruiamo.
FUTUREFORMS
FUTUREFORMS è uno studio d’arte e design pluripremiato con sede nella Bay Area di San Francisco. Fondato nel 2009 da Jason Kelly Johnson e Nataly Gattegno, il duo collabora da oltre 20 anni a una serie di progetti che esplorano le intersezioni tra arte, design e spazio pubblico. Tra i recenti progetti di arte pubblica figurano pensiline scultoree, padiglioni artistici, oggetti d’arte, arredi e illuminazione, oltre a installazioni di arte urbana su larga scala e consulenze per la pianificazione urbanistica.
L’impegno di Johnson e Gattegno nell’arte pubblica nasce dall’interesse nell’attivare la sfera urbana offrendo al pubblico un modo per interagire, creando luoghi di scambio, luoghi di sosta o semplicemente un punto di connessione.
Le opere d’arte di FUTUREFORMS sono esperienziali, giocose, integrate e in relazione al contesto, ma si sforzano anche di presentarsi come un elemento identificabile nel paesaggio costruito. Per raggiungere questo obiettivo, lo studio si affida a concetti ricchi, diversificati e sfaccettati, in grado di entrare in sintonia con pubblici eterogenei, età diverse e utilizzi diversi: il passante, il turista o il vicino, l’adulto o il bambino.

Orbital serves as both an iconic gateway and a vibrant gathering point, offering space for anything from quiet reflection to lively celebration. Photo credit: Matthew Millman

Weatherscape was envisioned as fundamentally playful, an open invitation to curiosity, much like a collection of petri dishes set out for experimentation. Photo credit: Genaro Limon
– website: futureforms.us
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