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Art Vibes | June 6, 2020

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Antonio Sena - Xensura

Antonio Sena – Xensura

| On 22, Mag 2020

Il ruolo della fotografia nei giorni della pandemia: tra censura e proiezione una riflessione sul significato originario delle immagini.

di Redazione Art Vibes


Picture: Antonio Sena – Xensura, Napoli.


Nei giorni del lockdown il traffico sul web è cresciuto in maniera esponenziale. Questo incremento è stato evidente su molti social che hanno assunto il ruolo di “piazza sociale” dove l’interazione si trasformava in post personali, catene di Sant’Antonio, video e foto condivise.

Xensura è un lavoro che nasce proprio nei giorni della pandemia da COVID-19. Discende da una riflessione personale sull’uso dell’immagine fatto nei giorni della pandemia. In questo periodo infatti sui social più votati all’infotainment, postare una foto spesso ha assunto una connotazione quasi censoria, di denuncia, con nuance da stato di polizia.

Le immagini fotografiche e i video vengono spesso utilizzate per segnalare comportamenti illeciti, con tecnologie disparate come l’uso di droni, riprese dagli elicotteri o “segnalazioni” di assembramenti via app. Questo ricorda un tipo di fotografia che, in origine, ne accrebbe molto il suo uso, almeno in Francia, quale nuovo mezzo utilizzato per schedare i pregiudicati e facilitarne il riconoscimento in caso di recidiva.

Questa condizione è avvertita anche dai soggetti ritratti che spesso sfuggono all’inquadratura quando si accorgono di essere ripresi. Quindi nel lavoro si è scelto di applicare una “seconda censura” coprendo i volti delle persone ritratte come artificio per annullare questo significato originario delle immagini.

Il metodo di “seconda censura” scelto è un vuoto bianco. È un metodo molto più invasivo rispetto altre formule come pixellato o sfumato, ma permette, a chi guarda la foto, di avere una fruizione attiva, stimolando l’immaginazione di chi osserva la foto che, inconsciamente, sarà portato a riempire il vuoto con una sua proiezione.

 

Antonio Sena – Note biografiche

Irpino di nascita, con gli studi in conservazione e restauro del patrimonio artistico si sposta Napoli. Dal 2010 alterna la professione di fotografo, in particolare di architettura e opere d’arte, a quella di restauratore. La ricerca fotografica negli ultimi anni è indirizzata in modo particolare al rapporto tra uomo/uomo e l’uomo/natura, dal paesaggio urbano e rurale alle interazioni che derivano dal rapporto del singolo individuo con l’ambiente.

Socio fondatore del Collettivo Boca, associazione orientata alla diffusione dell’arte pubblica. Dal 2016 cura “Bag Out” festival di arte pubblica a Lioni (AV). Insieme alla e-zine ziguline.it e agli artisti Collettivo Fx e Nemo’s porta avanti il progetto di arte partecipata nelle carceri italiane “Non me la racconti giusta”.

 

Antonio Sena - Xensura, Napoli
Antonio Sena – Xensura, Napoli

Antonio Sena - Xensura, Napoli
Antonio Sena – Xensura, Napoli

Antonio Sena - Xensura, Napoli
Antonio Sena – Xensura, Napoli

Antonio Sena - Xensura, Napoli
Antonio Sena – Xensura, Napoli

Antonio Sena - Xensura, Napoli
Antonio Sena – Xensura, Napoli

Antonio Sena - Xensura, Napoli
Antonio Sena – Xensura, Napoli

Antonio Sena - Xensura, Napoli
Antonio Sena – Xensura, Napoli

– via: Art Vibes submission – photo credits & courtesy of: ©Antonio Sena


– website: facebook.com/antoniosenaphoto


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