Image Image Image Image Image Image Image Image Image Image

Art Vibes – Let's share beauty | May 20, 2024

Scroll to top

Top

No Comments

Il murale dei Diritti - A Milano Orticanoodles scrive la storia dei diritti sui muri dell’Ortica

Il murale dei Diritti – A Milano Orticanoodles scrive la storia dei diritti sui muri dell’Ortica

| On 08, Ott 2023

I volti di 200 persone straordinarie che si sono spese per un mondo più giusto, in difesa dei diritti umani e civili. Nel quartiere Ortica l’inaugurazione dell’opera non è stata esente da polemiche.

di Redazione Art Vibes


Picture: Inaugurazione Murale dei Diritti, via Ortica 1, Milano – OrMe, Ortica Memoria di Milano. Photo credit: Riccardo Marchesi


È stato inaugurato ieri mattina, a Milano, il grande murale dei diritti realizzato dal collettivo artistico Orticanoodles e dall’associazione OrMe – Ortica Memoria, che con questa nuova opera aggiunge un altro capolavoro al primo museo a cielo aperto di Milano.

Il murale è un omaggio a 200 persone straordinarie, visionarie che hanno avuto il coraggio di sfidare le convenzioni sociali e che, con passione, impegno e determinazione, hanno fatto la storia dei diritti umani e civili. L’opera ricorda anche i volti dei migranti che hanno perso la vita nel tragico naufragio di Lampedusa il 3 ottobre 2013, nei giorni in cui ricorre il decimo anniversario.

Il murale è stato realizzato sulla facciata di un palazzo in via Ortica 1. L’opera è un’esplosione di colori di forte impatto visivo: una grande bandiera arcobaleno avvolge il palazzo dal quale si affacciano i volti di persone che hanno scelto di non restare indifferenti e, in tempi diversi, si sono spese per un mondo più giusto, libero e dignitoso per tutti. Così, all’Ortica, il più piccolo quartiere di Milano, prende vita la storia dei diritti e il suo lungo cammino, in un’opera che ricorda “Il Quarto Stato” di Giuseppe Pellizza da Volpedo dove una folla compatta e vivace ne celebra la gioia, ma anche i sacrifici e il duro lavoro.

I diritti rappresentati sono quelli della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani approvata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite 75 anni fa, resi iconici attraverso i ritratti simbolo di duecento persone che hanno lasciato un segno con importanti conquiste in diversi campi. Dal diritto all’autodeterminazione, dei popoli, delle minoranze, delle donne, al diritto all’identità personale, e poi i pilastri fondamentali come il diritto alla salute, alla giustizia, all’istruzione e alla libertà d’espressione, includendo anche i diritti degli animali e alla giustizia ambientale.

 

Inaugurazione Murale dei Diritti,  via Ortica 1, Milano - OrMe, Ortica Memoria di Milano. Photo credit: Riccardo Marchesi
Inaugurazione Murale dei Diritti, via Ortica 1, Milano – OrMe, Ortica Memoria di Milano. Photo credit: Riccardo Marchesi

Ecco allora i volti di Altiero Spinelli, che, a Milano, 80 anni fa, insieme ad altri ex carcerati e confinati dal regime fascista fondò il Movimento Federalista Europeo; di Franca Viola, prima donna in Italia a rifiutare il matrimonio riparatore e con il suo coraggio cambiò il codice penale; di Masha Amini, a un anno dalla sua uccisione per mano della polizia di Teheran, e del movimento di protesta per i diritti delle donne in Iran. E ancora i ritratti di Amalia Ercoli Finzi , Don Virginio Colmegna, Franca Rame, Michela Murgia, Mariasilvia Spolato.

Tanti i milanesi illustri raffigurati: tra questi, Cesare Castiglioni, fondatore della Croce Rossa Italiana, Riccardo Bauer, artefice della rinascita della Società Umanitaria di Milano, la pedagogista Giuseppina Pizzigoni, ideatrice del metodo didattico della “scuola rinnovata”, Elda Mazzocchi Scarzella, che istituì, a Milano, un Centro di assistenza per le madri arrivate dai campi tedeschi con figli concepiti durante la prigionia offrendo assistenza alle reduci e dando vita al Villaggio della madre e del fanciullo.

Ma anche Gianni Delle Foglie, pioniere, insieme al compagno Ivan Dragoni, delle unioni omosessuali in Italia, con un matrimonio simbolico in piazza della Scala, nel 1992, che fece scalpore. E poi Alessandra Kustermann, prima donna primario della Clinica Mangiagalli di Milano e fondatrice, nel 1996, del primo Centro antiviolenza e di un Pronto Soccorso per le vittime di violenza sessuale e domestica che ha fatto storia. E ancora, lo storico cappellano del carcere minorile Beccaria, Don Gino Rigoldi, i fondatori di Emergency, Gino Strada e Teresa Sarti, Giovanna Cavazzoni, fondatrice dell’associazione Vidas, che offre assistenza sociosanitaria gratuita ai malati terminali, Samantha Cristoforetti, Franca Valeri, Bruno Munari e altri.

 

Inaugurazione Murale dei Diritti,  via Ortica 1, Milano - OrMe, Ortica Memoria di Milano. Photo credit: Riccardo Marchesi
Inaugurazione Murale dei Diritti, via Ortica 1, Milano – OrMe, Ortica Memoria di Milano. Photo credit: Riccardo Marchesi

Il murale è anche un inno alla libertà d’espressione attraverso i volti simbolo di giornalisti come Ilaria Alpi e Miran Hrovatin, Anna Politkovskaja, Walter Tobagi, Giancarlo Siani, Giuseppe Fava, e di attivisti come Patrick Zaki, Vittorio Arrigoni, Guido Puletti.

C’è il diritto alla giustizia, con i volti dell’ambasciatore Luca Attanasio, del medico forense Cristina Cattaneo, direttrice del Labanof (Laboratorio di antropologia e odontologia forense dell’Università degli Studi di Milano), che lavora per identificare i migranti morti nei naufragi nel Mediterraneo e spiegare la lotta alle violazioni dei diritti umani attraverso la scienza. E poi le tante figure esemplari che si sono battute per la giustizia, dal magistrato Rocco Chinnici, che istituì il pool antimafia, a Giorgio Perlasca, che salvò dallo sterminio nazista migliaia di ungheresi di religione ebraica, e Tina Merlin, di cui si ricorda la caparbietà nel mettere in luce la verità sul disastro della diga del Vajont.

E ancora, il diritto alla salute, con il ritratto di Carlo Urbani, il medico italiano che per primo identificò il virus della Sars sacrificando la sua stessa vita per scongiurare una pandemia; dello psichiatra Franco Basaglia, che rivoluzionò il sistema di cura della malattia mentale restituendo ai pazienti dignità e valore; e del primo premio Nobel per la pace Henry Dunant.

E il diritto all’istruzione e la promozione della cultura dell’infanzia basata sui diritti, con i volti di Eglantyne Jebb, fondatrice di Save the Children e autrice della prima Carta dei Diritti del Bambini, di Ersilia Bronzini Majno, fondatrice dell’Asilo Mariuccia, Don Lorenzo Milani e Malala Yousafzai.

 

Inaugurazione Murale dei Diritti con Amalia Finzi, via Ortica 1, Milano – OrMe, Ortica Memoria di Milano. Photo credit: Riccardo Marchesi
Inaugurazione Murale dei Diritti con Amalia Finzi, via Ortica 1, Milano – OrMe, Ortica Memoria di Milano. Photo credit: Riccardo Marchesi

Fino al diritto alla giustizia climatica e a un ambiente sano e sostenibile, riconosciuto, con una recente risoluzione, dal Consiglio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite. Dalla madre del movimento ambientalista, Rachel Carson, alle giovani attiviste Greta Thumberg e Autumn Peltier, e ancora il premio Nobel Giorgio Parisi, le ricercatrici Federica Bertocchini, che ha scoperto il bruco mangia plastica, e Barbara Mazzolai, direttrice per la robotica bioispirata dell’lstituto Italiano di Tecnologia.

I nomi dei volti rappresentati sono stati scelti dall’associazione OrMe – Ortica Memoria attraverso un processo partecipato che ha attivato residenti, associazioni, enti del terzo settore, tra cui: Acet Transgenere, Amnesty International, Anpi Milano, Antigone, Cooperativa Antonietta, CIG Arcigay Milano, Fondazione Asilo Mariuccia, Casa della Carità, Casa delle Donne di Milano, Croce Rossa Italiana, Emergency, Giulia Giornaliste, Medici Senza Frontiere, Save the Children, I Sentinelli, WWF.

L’opera è stata ideata e promossa dall’associazione OrMe – Ortica Memoria e realizzata dal collettivo artistico Orticanoodles, con il patrocinio del Comune di Milano e il contributo di Croce Rossa Italiana – Comitato di Milano, Cooperativa Antonietta e Cooperativa Edificatrice Ortica.

“A 75 anni dalla Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, abbiamo voluto ricordare l’attualità di questo fondamentale riconoscimento, aggiungendo, con ‘il murale dei diritti’, un importante tassello al museo a cielo aperto di OrMe. L’opera è anche un omaggio a tante e tanti milanesi che, in epoche diverse, hanno speso la propria vita per garantire l’accesso a diritti universali ai più deboli e vulnerabili: con i loro ritratti abbiamo voluto ricordare le loro storie, che sono per noi di grande esempio e d’ispirazione. Alla progettazione del murale hanno partecipato, con passione, anche tante associazioni e realtà del terzo settore: insieme a loro, vogliamo mandare, con la memoria di queste storie, un messaggio e riportare l’attenzione sull’attualità di questi diritti, che rappresentano ancora oggi una bussola in un momento storico dove guerre, crisi climatica ed episodi di intolleranza verso le minoranze rischiano di offuscarne la memoria” ha dichiarato Serafino Sorace, Presidente dell’associazione OrMe – Ortica Memoria.

“Con questo murale celebriamo l’importanza dei valori universali di dignità umana, libertà, uguaglianza e solidarietà attraverso i duecento volti qui raffigurati. Il principio che ci ha guidati nella realizzazione di questo murale è che l’essenziale è invisibile agli occhi. E così, questi valori, pur non essendo tangibili, in quest’opera si fanno materia viva attraverso uno speciale gioco di ombre sul muro. I ritratti stessi sono disegnati come se fossero delle ombre, una traccia, nel suo significato più profondo di monito e memoria. Ecco allora che il murale trova la sua realizzazione più compiuta se lo si guarda la sera, quando la luce del tramonto proietta sul muro le ombre vive dei balconi, degli abitanti e delle architetture del palazzo che dialogano con i volti raffigurati, andando a creare un’illusione tra reale e irreale, tra presente e passato, tra testimonianza e memoria”, ha dichiarato Walter Contipelli degli Orticanoodles.

 

Le polemiche a fronte dell’inaugurazione

Un’inaugurazione che si è trascinata dietro un eco mediatico di polemiche, sospinte dalla decisione della storica attivista per il diritto alla casa, Franca Caffa, di opporsi a vedere ritratto il suo volto tra le tante figure che sarebbero andate a comporre il murale.

La Caffa ha dichiarato in un’intervista all’AGI che: “Quando l’ho saputo, all’inizio sono stata lusingata ma poi ho riflettuto e detto di no. Non tanto perché non me l’hanno preannunciato ma perché la difesa dei diritti è incompatibile con questa amministrazione e i murales non solo a Milano, ma anche a New York e in tutto il mondo, sono diventati uno strumento usato dalle società immobiliari per far aumentare i prezzi“. Non mi è possibile associare il volto di un bambino povero senza casa alle iniziative di Ortica Memoria – dice  – Io parlo un’altra lingua. Considero che la condizione attuale, nella Milano del Modello Milano, in Italia, in Europa, nel mondo, sia il risultato del processo di affermazione del dominio dei potenti sui dominati in corso da almeno un cinquantennio con sempre nuove invenzioni e nuovi esiti di disumanizzazione”.

Al grido di Franca Caffa si aggiunge la protesta di un gruppo di attivisti di Lambrate che lamentano un progressivo processo di genrificazione del quartiere con conseguenti prezzi delle case in rialzo, il tutto a seguito di questi interventi di arte urbana. Come ha affermato Adriana Berra in una dichiarazione rilasciata sempre all’AGI: “Resterà un edificio non ricoperto da murales all’Ortica? Un quartiere che era caratteristico, e quasi leggendario di per sé, aveva veramente bisogno di tutti questi murales? E dei pullman di turisti che arrivano a frotte a visitare il ribattezzato ‘quartiere-museo’? Per non parlare di come la trasformazione in museo dei murales all’aperto abbia contribuito alla gentrificazione non solo dell’Ortica ma anche di Lambrate-Rubattino: prezzi delle case saliti alle stelle e un quartiere popolare sta diventando un quartiere per benestanti”.

Insomma, un’inaugurazione non priva di polemiche, che lascia aperti non pochi dubbi sul tema della diffusione dell’arte urbana in certi quartieri della città, un tema che andrebbe sviscerato in modo più approfondito per potere cogliere nel dettaglio tutti i risvolti sociali e umani che a quanto pare una moltitudine di interventi pittorici è in grado di innescare.


– photo credits: Riccardo Marchesi – courtesy of. OR Me – Ortica Memoria, Milano


Submit a Comment