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ACHTUNG BANDITEN - Il nuovo intervento di CHEAP che celebra la Resistenza antifascista

ACHTUNG BANDITEN – Il nuovo intervento di CHEAP che celebra la Resistenza antifascista

| On 23, Apr 2026

Immagini quotidiane che disinnescano la retorica del combattente solitario e restituiscono la Resistenza come esperienza collettiva, diffusa, attraversata da corpi e soggettività molteplici.


di Redazione Art Vibes


Picture: CHEAP – 25 APRILE, Poster art Bologna. Photo credit: Margherita Caprilli.


ACHTUNG BANDITEN” è il nome del nuovo intervento di arte pubblica realizzato dal collettivo CHEAP, che in occasione della Festa della liberazione del 25 aprile, interviene nello spazio urbano di Bologna attraverso una serie di poster realizzati a partire da fotografie provenienti da archivi della Resistenza antifascista, sia istituzionali che familiari.

Le immagini ritraggono partigiane e partigiani lontani dall’iconografia eroica e armata: volti in abiti civili, spesso sorridenti, talvolta in formato fototessera.

Immagini quotidiane che disinnescano la retorica del combattente solitario e restituiscono la Resistenza come esperienza collettiva, diffusa, attraversata da corpi e soggettività molteplici.

A marzo abbiamo trascorso alcuni giorni nel Parco storico di Marzabotto, all’interno di una scuola femminista di immaginazione radicale. In un luogo così carico della storia partigiana e dell’eccidio nazifascista, la Scuola di Pace di Monte Sole ci ha sollecitate a riflettere sull’iconografia della lotta: quella dell’eroe maschio, solitario, con il fucile in spalla, proiettato verso il proprio destino di gloria o martirio”, scrivono da CHEAP.

 

CHEAP - 25 APRILE, Poster art Bologna. Photo credit: Margherita Caprilli
CHEAP – 25 APRILE, Poster art Bologna. Photo credit: Margherita Caprilli

Eppure la Resistenza è stata prima di tutto un’esperienza di comunità, fatta da persone comuni, diverse per età, genere, classe, razza e provenienza. Da qui nasce il nostro percorso: provare a restituire questa complessità, questa dimensione corale”.

Su questi volti si innesta un elemento di attrito: la scritta ACHTUNG BANDITEN, formula utilizzata dalle truppe nazifasciste per segnalare e criminalizzare chi partecipava alla lotta partigiana.

Il dispositivo visivo mette così in corto circuito due narrazioni opposte: da un lato la dimensione intima, umana e condivisa della lotta antifascista; dall’altro il linguaggio del potere, che nomina il dissenso per delegittimarlo, isolarlo e reprimerlo.

Nel presente, segnato dall’avanzata globale delle destre e dal rafforzamento di dispositivi repressivi che ridefiniscono il dissenso come minaccia, l’antifascismo viene progressivamente delegittimato, sorvegliato e criminalizzato.

Non si tratta di un’anomalia, ma di una strategia: nominare per isolare, classificare per colpire.

“Quello che sta accadendo in Europa non è una semplice stretta securitaria, ma un passaggio politico più profondo. Dall’esperienza di Trump all’Ungheria di Orbán, fino alle proposte avanzate anche in Italia, si afferma un paradigma che trasforma l’antifascismo da pratica democratica a minaccia terroristica.

 

CHEAP - 25 APRILE, Poster art Bologna. Photo credit: Margherita Caprilli
CHEAP – 25 APRILE, Poster art Bologna. Photo credit: Margherita Caprilli

Il caso di Ilaria Salis e di Maja T, detenute in Ungheria, lo mostra chiaramente: chi si oppone a manifestazioni neonaziste viene trattato come parte di un’organizzazione criminale.

Non è solo repressione, ma una ridefinizione di ciò che è legittimo. Eppure l’antifascismo non è un’opinione tra le altre: è una radice costitutiva dell’Europa democratica, nata dalla Resistenza. Criminalizzarlo significa colpire il fondamento stesso della sua legittimità”.

ACHTUNG BANDITEN riattiva un immaginario storico per esporre questa continuità e prenderne parte. I “banditi” non sono una figura del passato, ma una categoria politica che si rinnova ogni volta che il potere trasforma il dissenso in reato.

I manifesti non si configurano come un gesto commemorativo, ma come un intervento critico che rende visibile un conflitto tuttora aperto tra l’antifascismo, inteso come pratica controegemonica, e il potere.

Il progetto conferma la visione di CHEAP nel portare avanti una pratica di arte pubblica capace di coniugare ricerca curatoriale e attivismo. Attraverso interventi nello spazio urbano e un’attenzione costante ai linguaggi contemporanei, CHEAP prosegue nella costruzione di dispositivi visivi che interrogano il presente e ne mettono in discussione le narrazioni dominanti.

La realizzazione del progetto non sarebbe stata possibile senza l’apporto dell’Istituto Nazionale Ferruccio Parri – Milano e dell’Istituto Storico Parri – Bologna Metropolitana, né senza il contributo dell’Unione Nazionale Femminile o quello dell’Associazione Nazionale Ex Deportati nei campi nazisti.

 

CHEAP - 25 APRILE, Poster art Bologna. Photo credit: Margherita Caprilli
CHEAP – 25 APRILE, Poster art Bologna. Photo credit: Margherita Caprilli

CHEAP - 25 APRILE, Poster art Bologna. Photo credit: Margherita Caprilli
CHEAP – 25 APRILE, Poster art Bologna. Photo credit: Margherita Caprilli

CHEAP - 25 APRILE, Poster art Bologna. Photo credit: Margherita Caprilli
CHEAP – 25 APRILE, Poster art Bologna. Photo credit: Margherita Caprilli

– website: cheapfestival.it


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