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JR - "Il Gesto": a Venezia l'artista trasforma il Refettorio di Bottura in un nuovo Veronese

JR – “Il Gesto”: a Venezia l’artista trasforma il Refettorio di Bottura in un nuovo Veronese

| On 06, Mag 2026

Sulla facciata di Palazzo Ca’ da Mosto, l’artista francese installa 176 ritratti che rileggono le “Nozze di Cana”: non più apostoli e nobili, ma chef, volontari e ospiti della mensa solidale di Parigi.


di Francesco Spaghi


Picture: JR, Palazzo Ca’ da Mosto, Venezia. image via: venicevenice.com


C’è un filo invisibile che attraversa i secoli e si tende lungo il Canal Grande. Da un lato, le Nozze di Cana di Paolo Veronese, capolavoro del 1563 oggi custodito al Louvre, concepito proprio per Venezia.

Dall’altro, il Refettorio della Madeleine di Parigi, il progetto di ristorazione solidale fondato dallo chef Massimo Bottura, dove ogni sera le persone in difficoltà vengono accolte come ospiti d’onore. In mezzo, l’obiettivo dello street artist francese JR, che di quel filo ha fatto un’opera.

Si intitola Il Gesto ed è uno dei lavori più attesi della Biennale di Venezia 2026. L’installazione occupa la facciata veneto-bizantina di Palazzo Ca’ da Mosto, oggi sede dell’hotel Venice Venice, con un’immagine monumentale: 176 volti che reinterpretano la composizione rinascimentale, sostituendo figure bibliche e dignitari con i protagonisti reali del Refettorio Paris. Chef, volontari, commensali. Ciascuno con una storia di riscatto. Ciascuno a incarnare quello che JR definisce il miracolo laico della solidarietà.

 

Dal sacro al sociale, passando per Rialto

L’operazione è tanto visiva quanto concettuale. Veronese aveva celebrato l’abbondanza, il miracolo dell’acqua mutata in vino, ambientandola in una Venezia sontuosa, affollata di personaggi illustri del suo tempo.

JR sposta la scena a Parigi, nella cripta di una chiesa, e cambia i termini del miracolo: qui il vino è il cibo recuperato dagli sprechi, trasformato in pasto e dignità. Il formato è lo stesso, la grammatica visiva è la stessa, ma il soggetto è radicalmente altro.

Durante la settimana di vernice, dal 5 al 9 maggio, l’opera ha invaso la facciata del palazzo, visibile dal Canal Grande e dall’area di Rialto. Dal 5 maggio e per tutta la durata della Biennale, il progetto prosegue all’interno negli spazi del Venice Venice Hotel.

 

Un arazzo da 600 ore e plastica riciclata

Il percorso interno conduce al Secondo Piano Nobile, dove l’installazione immersiva — costruita anche sulle voci registrate dei protagonisti, culmina in un arazzo monumentale di 4,30 per 7,80 metri. L’opera tessile è firmata dal Maestro Giovanni Bonotto e prodotta dalla Fondazione Bonotto con filati ricavati da plastica riciclata, lana vergine, cotone biologico e carta washi: circa 600 ore di lavorazione, che saldano il patrimonio manifatturiero veneziano alla sperimentazione contemporanea e a una dichiarata responsabilità ambientale.

L’installazione è visitabile su prenotazione, con la possibilità di sostenere un’associazione benefica locale tramite donazione volontaria.

 

 


– website: jr-art.net


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