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Art Vibes – Let's share beauty | September 20, 2026

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Julio Le Parc: Light. Colour. Action. - Tate Modern

Julio Le Parc: Light. Colour. Action. – Tate Modern

| On 25, Giu 2026

Una grande retrospettiva che abbraccia la straordinaria carriera settantennale di Le Parc, tra cui installazioni interattive, suggestive sculture luminose e astratti dipinti geometrici.


di Redazione Art Vibes


Picture: Julio Le Parc at Tate Modern. Photo (©) Tate Photography (Kathleen Arundell).


Alla Tate Modern ha inaugurato l’11 giugno una mostra dedicata all’opera visionaria di Julio Le Parc (1928-2026), un’esibizione in stretta collaborazione con l’artista e il suo Atelier, con esposte 60 opere che abbracciano la straordinaria carriera settantennale di Le Parc, tra cui installazioni interattive, suggestive sculture luminose e dipinti astratti geometrici.

Concepita come un labirinto, la mostra segue la missione di Le Parc, che ha accompagnato tutta la sua carriera: coinvolgere lo spettatore, utilizzando effetti ottici, esperienze sensoriali e interazioni fisiche per rendere il pubblico consapevole del ruolo che può svolgere nel dare vita all’arte.

Nato in Argentina e formatosi alla Escuela de Bellas Artes di Buenos Aires, Le Parc si trasferì in Francia nel 1958, entrando a far parte della vivace scena creativa parigina degli anni ’60.

La mostra si apre con la serie Surfaces, i primi studi e dipinti a guazzo in bianco e nero dell’artista, realizzati dopo il suo trasferimento a Parigi alla fine degli anni ’50.

 

Julio Le Parc at Tate Modern. Photo (©) Tate Photography (Kathleen Arundell)

Julio Le Parc at Tate Modern. Photo (©) Tate Photography (Kathleen Arundell)

Questi dipinti modulari utilizzano forme geometriche ripetute e principi matematici per creare illusioni ottiche, con motivi che sembrano spostarsi, ruotare o lampeggiare davanti agli occhi dello spettatore, come in Instability (1959) e Progressive Sequences (1959).

Le Parc sperimentò anche con l’immagine residua retinica, in cui motivi ad alto contrasto lasciano un’impressione negativa sulla retina per un tempo sufficiente a essere visibili su uno sfondo neutro, spingendo lo spettatore a “completare” l’opera con i movimenti oculari.

I visitatori hanno l’opportunità di interagire con le celebri e innovative opere luminocinetiche di Le Parc. Inizialmente nate nel 1959 come una serie di Light Boxes – sculture contenenti fogli di plastica acrilica trasparente e sorgenti luminose per creare sequenze ipnotiche – queste installazioni si sono rapidamente evolute nel corpus di opere chiave di Le Parc, i Continual Light Mobiles, presentati per la prima volta nel 1960.

I faretti, in combinazione con elementi mobili riflettenti o trasparenti, creano dinamiche immagini caleidoscopiche che si trasformano davanti allo spettatore.

 

Julio Le Parc at Tate Modern. Photo (©) Tate Photography (Kathleen Arundell)

Julio Le Parc at Tate Modern. Photo (©) Tate Photography (Kathleen Arundell)

L’opera Continuous Light Mobile del 1963 presenta elementi sospesi che si muovono in risposta ai flussi d’aria generati dai movimenti degli spettatori, sottolineando ulteriormente l’importanza del pubblico nella pratica di Le Parc.

Gli effetti di distorsione della luce sono esplorati anche in Unique Continual Light Cylinder del 1962 e nell’installazione di grandi dimensioni Vibrating Light – Tulles del 1968.

Questo aspetto dell’opera di Le Parc si estende oltre le pareti della mostra, con una nuova installazione di grandi dimensioni, Continual Light Mobile del 2026, collocata nell’atrio del Blavatnik Building della Tate Modern per tutta la durata dell’esposizione.

Altre opere invitano a una partecipazione fisica più profonda. 64 Reflective Blades del 2017 incoraggia gli spettatori a muoversi tra un dipinto e uno schermo con una fila di strisce riflettenti in acciaio inossidabile, frammentando e distorcendo il loro riflesso e rendendoli parte integrante dell’opera stessa.

La mostra presenta anche le installazioni di Le Parc della serie “Game Room“, come “Ensemble of Eleven Surprise Movements” (1965) e “Pattern to Manipulate” (1967), che invitano gli spettatori a interagire direttamente con le opere premendo pulsanti, ruotando elementi e compiendo altre azioni ludiche fisiche.

 

Julio Le Parc at Tate Modern. Photo (©) Tate Photography (Kathleen Arundell)

Julio Le Parc at Tate Modern. Photo (©) Tate Photography (Kathleen Arundell)

La mostra si conclude con la continua esplorazione del colore da parte di Le Parc, dai suoi dipinti più recenti ai suoi primi esperimenti.

Gran parte del lavoro di Le Parc utilizza una tavolozza caratteristica di 14 tonalità, sviluppata per la prima volta nel 1959 in opere come il “Color Project“, una serie di piccoli gouache in cui Le Parc estrapola ogni possibile variazione di colore della sua tavolozza.

Le Parc ha continuato a sperimentare con il colore, così come con motivi in ​​bianco e nero, per tutta la sua carriera, in particolare nei suoi iconici dipinti con il motivo delle onde, come “Waves 176 2024“, e nelle sue successive serie “Modulations and Alchemies“.

La suggestiva Blue Sphere 2001-22, acquisita dalla Tate nel 2024, dimostra come le recenti opere scultoree di Le Parc abbiano rivisitato e ampliato i suoi precedenti mobile e le installazioni luminose caleidoscopiche.


Exhibition info: Julio Le Parc: Light. Colour. Action. Supportata da Anthropic con il supporto addizionale di Julio Le Parc Exhibition Supporters Circle, Tate Members e Tate Americas Foundation. Curata da Val Ravaglia, Curator, Displays & International Art, and Francis Hardy, Assistant Curator, International Art.

When: 11 giugno 2026 – 3 maggio 2027.
Where: Tate Modern, Londra.


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