JR - “LES ESQUISSES DE LA CAVERNE”
Redazione Art-Vibes | On 09, Giu 2026
Parigi, Perrotin Gallery: la mostra di JR riflette sulle apparenze, sull’illusione e sul formidabile potere dell’artificio artistico.
di Redazione Art Vibes
– Picture: View of the exhibition “Les esquisses de la Caverne” at Perrotin Paris (France), 2026 Photographer: CLAIRE DORN. Courtesy of the artist and Perrotin.
Testo a cura di Paul Ardenne, storico dell’arte e scrittore
La quinta mostra di JR alla Galleria Perrotin si è aperta proprio nel momento in cui l’artista, con audacia non comune, e fronteggiando le avversità del maltempo, sta completando a Parigi la sua monumentale Caverne du Pont Neuf (6-28 giugno 2026).
Quest’opera d’arte pubblica, innegabilmente originale e già leggendaria, trasforma temporaneamente il Pont Neuf, il ponte più antico di Parigi, in una passerella pedonale convertita in una grotta di tela stampata lunga 120 metri, larga 20 e alta 18 metri: un’installazione immersiva che il pubblico potrà contemplare o attraversare 24 ore su 24 per quasi un mese.
Omaggio, a quarantun anni di distanza, al Pont-Neuf avvolto (1985) di Christo e Jeanne-Claude, La Caverne du Pont Neuf segue le orme delle grandi opere trompe-l’œil create da JR negli ultimi anni al Louvre, all’Opéra di Parigi e sulle facciate dei palazzi italiani.
Ispirate all’allegoria della caverna di Platone e ai dibattiti sulla percezione (cos’è la visione? la visione evoca un senso di verità o di immaginazione?), queste opere ci incoraggiano a riflettere sulle apparenze, sull’illusione e sul formidabile potere dell’artificio artistico, capace di trasformare il mondo, proiettare la nostra coscienza in altri universi, inediti e mai visti prima, e, nella sua dimensione pubblica, promuovere la comunità.
View of the exhibition “Les esquisses de la Caverne” at Perrotin Paris (France), 2026. Photographer: CLAIRE DORN. Courtesy of the artist and Perrotin
La Caverne du Pont Neuf, così come concepita da JR, muta il paesaggio urbano parigino. attraverso la magia dell’arte,
Un elemento storico e funzionale della Città delle Luci si trasforma in un passaggio simile a un tunnel, che ricorda una galleria di montagna, animato dalla musica di Thomas Bangalter, ex membro dei Daft Punk, e da un’esperienza interattiva pensata per stimolare i sensi dei visitatori.
“È un passo nell’ignoto“, ha affermato l’artista, “un viaggio in sé. Ho concepito il passaggio attraverso la Grotta come un’esperienza in cui pienezza e vuoto coesistono in equilibrio“.
Una fonte di meraviglia garantita. Con una precisa coerenza tematica, le opere presentate in galleria, in concomitanza con l’apertura al pubblico del rinnovato Pont-Neuf, sono tutte bozze preparatorie per il progetto, proprio come le numerose immagini create da Christo e Jeanne-Claude prima delle loro installazioni.
Prospettiche e descrittive al contempo, queste bozze costituiscono il fondamento stesso del progetto, una storia concreta e dettagliata del suo sviluppo, frutto di una scrittura mentale e di un assiduo lavoro di progettazione e allestimento.
Questi schizzi preparatori, diventati opere d’arte a sé stanti, sono realizzati con un’unica tecnica che incorpora diversi media. Innanzitutto, la fotografia. JR “fotografa” il Pont-Neuf da diverse angolazioni e seleziona le immagini. Poi, il disegno.
Nel suo studio, l’artista disegna e ritaglia le forme minerali che la Caverne du Pont Neuf assumerà realmente, traendo ispirazione da elementi paesaggistici visti e raccolti in diverse località montuose o sottomarine: in questo modo, prefigura il suo aspetto finale.
Un altro mezzo è costituito da lastre di zinco, che fungono da supporto sia per le fotografie che per i disegni, attraverso la tecnica del collage.
Questo materiale, recuperato dai tetti parigini e presentato così com’è, recante i segni e l’impronta del tempo, conferisce a queste opere la loro dimensione contestuale, il loro tocco distintamente “parigino”.
A questo gesto di collage e montaggio, che ricorda il metodo Combine Painting di Robert Rauschenberg, che prevede l’accumulo e la giustapposizione di elementi disparati, JR aggiunge, per i suoi disegni, una fase di accartocciamento calcolato, studiato per farli gonfiare e dare loro volume.
View of the exhibition “Les esquisses de la Caverne” at Perrotin Paris (France), 2026. Photographer: CLAIRE DORN. Courtesy of the artist and Perrotin
Fotografia, disegno, collage e manipolazione gestuale si fondono qui per un risultato omogeneo, a metà tra due e tre dimensioni, una volta che ogni elemento è “montato” sul supporto di zinco – un progetto costruttivo concepito non tanto come un diagramma tecnico quanto come una rêverie.
Per un quarto di secolo, JR ha accompagnato i suoi progetti di arte pubblica con un approccio estetico più leggero: i suoi collage, o, come li chiama lui, le sue De-composizioni. Queste opere visive destinate a un pubblico privato, siano esse fotografie o litografie, sono tutte caratterizzate dal primato del montaggio e dalla giustapposizione di frammenti visivi.
Il mondo grezzo, come lo immagina JR, simbolicamente parlando, è un agglomerato di forme distinte, separate e isolate. Spetta quindi all’artista, pronto a ricomporre ciò che la realtà si decompone, tenere insieme questi elementi isolati, in una prospettiva di riconciliazione, riunificazione e concordia. È come se stesse orchestrando, per il bene del benessere, puntando all’armonia e a piacevoli sorprese, il nostro universo, così ricco di disparità e solitudine.
– Exhibition info: JR – “LES ESQUISSES DE LA CAVERNE”
– When: 5 giugno – 25 luglio 2026.
– Where: Perrotin Gallery, Paris.
– website: perrotin.com











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