IN-DEPENDANCE by IBASHO - Group exhibition: The Alternative Landscape
Redazione Art-Vibes | On 09, Set 2025
Una mostra collettiva che reinterpreta il concetto di paesaggio, frammentandolo, visualizzandolo e ricostruendolo attraverso un’ampia gamma di materiali e tecniche.
di Redazione Art Vibes
– Picture: © Albarrán Cabrera – NYX #60126, courtesy of IN-DEPENDANCE by IBASHO.
IN-DEPENDANCE by IBASHO è orgogliosa di presentare la sua prima mostra collettiva, incentrata sul tema “Il Paesaggio Alternativo“.
La mostra presenta dieci artisti internazionali che reinterpretano il concetto di paesaggio, sfidandone le nozioni tradizionali, distorcendolo, frammentandolo, visualizzandolo e ricostruendolo attraverso un’ampia gamma di materiali e tecniche.
Queste opere ci invitano a riconsiderare il significato del paesaggio nel nostro mondo complesso e in continua evoluzione.
Artisti partecipanti:
Albarrán Cabrera (ES) è un duo artistico che affronta la fotografia come un’indagine filosofica sulla realtà. Fondendo processi analogici del XIX secolo con materiali innovativi e tecniche sviluppate autonomamente, utilizzano il vetro o combinano la carta gampi giapponese fatta a mano con la foglia d’oro, creando paesaggi luminosi.
In questa mostra, le loro stampe diventano oggetti poetici che uniscono il reale e l’immaginario.
© Albarrán Cabrera – THE INDESTRUCTIBLE #60022, 2024-2025 , courtesy of IN-DEPENDANCE by IBASHO
Vera van Almen (NL) crea paesaggi immaginari ed eterei senza l’uso della macchina fotografica, affidandosi esclusivamente a luci e ombre attraverso il processo di stampa marrone Van Dyke.
Le sue immagini invitano gli spettatori a riflettere sull’invisibile e sull’ignoto. La sua pratica senza macchina fotografica sfida le nozioni convenzionali di controllo, accogliendo l’imprevedibile come elemento integrante del processo artistico.
Thierry Cohen (FR) reinterpreta il paesaggio in Carbon Catchers. Fondendo scene forestali a lunga esposizione con cieli stellati, crea immagini suggestive che offrono un commento visivo su paesaggi in via di scomparsa e sul nostro posto nel cosmo più ampio.
© Thierry Cohen – Carbon Catchers #10, courtesy of IN-DEPENDANCE by IBASHO
In anteprima, Bert Danckaert (BE) presenta un’opera di un nuovo importante progetto che verrà presentato nel 2026: El Jardín de los Cerezos. In questa serie, l’artista trasforma spazi urbani dell’Avana spesso trascurati, come teatri, chiese e cinema, in tableaux visivamente stratificati.
Attraverso un’attenta inquadratura e una composizione geometrica, queste ambientazioni vengono astratte in scene paesaggistiche.
Casper Faassen (NL) unisce pittura e fotografia per rimodellare la nostra percezione del paesaggio. Dal 2013, ha lavorato a una serie di paesaggi urbani ispirati ai dipinti del prolifico paesaggista Jan van Goyen, noto per i suoi paesaggi nuvolosi tipicamente olandesi. Dopo aver raffigurato luoghi come Leida e L’Aia, la nuova opera di Faassen, Veduta di Anversa, segna la sua prima esplorazione di una città al di fuori dei Paesi Bassi.
Il fiume Schelda è al centro della scena come arteria vitale della città, con monumenti famosi come la Cattedrale di Nostra Signora (Onze-Lieve-Vrouwekathedraal) e il Boerentoren catturati in questa suggestiva composizione. L’opera riflette anche l’influenza di Van Goyen attraverso l’orizzonte basso e il cielo altrettanto drammatico e carico di nuvole.
© Bert Danckaert – El Jardín de los Cerezos, Cine Lido, 2018, courtesy of IN-DEPENDANCE by IBASHO
Margaret Lansink (NL) presenta una serie di sculture stratificate ispirate alle sue esplorazioni nel cuore del ghiacciaio del Morteratsch, nell’Engadina svizzera. Di fronte alla sua inevitabile scomparsa a causa dei cambiamenti climatici, ha cercato di esprimerne la vulnerabilità e la storia stratificata. Combinando strati di immagini stampate su carta washi e fogli trasparenti montati tra plexiglas, Lansink cattura la profondità e la trasformazione del ghiacciaio.
Jaume Llorens (ES) presenta GAIA, una serie di immagini abbinate che riflettono l’interdipendenza dei sistemi terrestri. Ispirati dall’ipotesi Gaia di James Lovelock e Lynn Margulis, secondo cui la vita sulla Terra funziona come un sistema autoregolante, questi dialoghi visivi generano nuovi significati e sottolineano il delicato equilibrio tra elementi viventi e non viventi.
Sean Lotman (Stati Uniti/Giappone) è presente in mostra con opere della sua serie “Spaceman, Lost Your Way“, in cui i paesaggi vengono reinterpretati come un viaggio cosmico e onirico. Le fotografie, come frammenti di documenti, raffigurano astronauti che si schiantano in un lago extraterrestre, viaggiando attraverso un mondo cinematografico, vivido e desolato. Ispirandosi a “2001: Odissea nello spazio“, Lotman esplora realtà sfocate plasmate dalla crisi climatica e dal mistero post-apocalittico.
Aindreas Scholz (DE/IE/UK) si concentra sugli ambienti plasmati dall’attività umana. Sperimenta processi fotografici alternativi e sostenibili per evidenziare la necessità di riflettere criticamente sulla nostra impronta di carbonio quotidiana. In We Are Making a New World, crea cianotipi astratti plasmati direttamente da elementi naturali come acqua di mare, alghe, pioggia e luce solare. Nella serie The Most Beautiful Anthropocene, piante e fiori sono persino incorporati fisicamente nelle opere, fondendo materiale organico con il processo fotografico.
Arcipelago di Marco Tagliafico (IT) è una serie di opere interconnesse che nascono da un’unica fotografia di paesaggio. Una lastra di vetro dipinta è sovrapposta a una stampa analogica, realizzata in camera oscura con la luce di uno smartphone.
Il vetro funge da schermo, rivelando solo frammenti dell’immagine, mentre altre parti sono oscurate dal colore. Separare i due elementi altererebbe radicalmente la percezione del paesaggio, sottolineando l’impossibilità di una visione univoca. In questo modo, Tagliafico esplora come la tecnologia filtri la nostra percezione, giustapponendo il mondo digitale all’esperienza fisica.
© Marco Tagliafico Arcipelago (n. 88-94), 2025 courtesy of IN-DEPENDANCE by IBASHO
Insieme, gli artisti di The Alternative Landscape mettono in discussione le percezioni convenzionali della natura, offrendo prospettive stratificate che sono poetiche, riflessive, critiche e trasformative.
La mostra inaugura il 6 settembre e rimarrà aperta fino al 9 novembre 2025.
– Exhibition info: IN-DEPENDANCE by IBASHO – Group exhibition: The Alternative Landscape.
– When: 6 settembre – 9 novembre 2025.
– Where: IN-DEPENDANCE , Waalsekaai 59, 2000 Antwerp.
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