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Art Vibes | May 27, 2017

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Franca Ghitti - Alfabeti nascosti

Franca Ghitti – Alfabeti nascosti

| On 16, Mar 2017

Un armonico dialogo tra presente e passato: un linguaggio essenziale e concreto, legato alle linee, alle forme e alla geometria.

di Redazione Art Vibes


Picture: Franca Ghitti con Valigia all’OK Harris Gallery di New York, 2008. photo credit: ©Fabio Cattabiani.


Franca Ghitti (1932-2012), è stata una scultrice di fama internazionale, le sue opere fanno ancora oggi parte di importanti collezioni pubbliche e private tra cui la Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma e i Musei Vaticani.
Il suo percorso creativo ha preso inizio in Valle Camonica, suo paese di nascita, per poi trasferirsi negli studi artistici di Milano, Parigi, Salisburgo, fino all’esperienza africana e alla partecipazione a differenti mostre internazionali.

Molto attenta alla scelta dei materiali, ha prediletto soprattutto quelli legati alla terra e al mondo del lavoro, fra cui vecchie assi di legno e avanzi di segheria. Successivamente ha optato anche per il ferro e i metalli, recuperati nelle antiche fucine della Valcamonica, come stampi, ritagli, tondini, chiodi, polvere di fusione, ma anche scarti di lavorazione delle industrie metalliche.
Il suo stile nel ricomporre restituisce ai materiali nuova energia e profondi significati; un linguaggio essenziale e concreto, legato alle linee, alle forme, alla geometria, che unisce in un armonico dialogo il presente al passato. Numerosi sono infatti i riferimenti alle incisioni rupestri e ai simboli primitivi delle tribù africane che si mescolano a espressioni moderne e contemporanee.

 

Franca Ghitti con Valigia all’OK Harris Gallery di New York, 2008. photo credit: ©Fabio Cattabiani
Franca Ghitti con Valigia all’OK Harris Gallery di New York, 2008. photo credit: ©Fabio Cattabiani

Franca Ghitti - Bosco, primi anni Duemila, Roma, Collezione Galleria Nazionale d'Arte Moderna, installazione, scarti di ferro. photo credit: ©Fabio Cattabiani
Franca Ghitti – Bosco, primi anni Duemila, Roma, Collezione Galleria Nazionale d’Arte Moderna, installazione, scarti di ferro. photo credit: ©Fabio Cattabiani

I primi lavori in legno, realizzati negli anni sessanta, intitolati Mappe, sono tavole di legno con incisioni, ispirate alle incisioni rupestri a cui seguono altri cicli scultorei, sempre di matrice minimalista, a cui si aggiunge l’utilizzo di nuovi elementi, i chiodi, considerati dall’artista fondamentali per l’uso e la forma. Fra questi si ricordano I Rituali, Le Vicinie, Le Storie dei morti, I Reliquiari che restituiscono la cultura contadina e in cui si allude alla tradizione, alle leggende, al dialetto, ai canti, ai proverbi.


Negli anni settanta, l’esperienza africana e il suo trasferimento per alcuni anni in queste terre, conducono l’artista ad inserire nel suo linguaggio nuovi simboli, nuovi colori, nuovi materiali fra cui il cemento e il vetro, come si osserva in Orme del Tempo. Totem.
In un continuo divenire, i lavori di Franca Ghitti assumono negli anni successivi dimensioni e forme diverse sempre intrinsecamente legate al suo vissuto, come la verticalità, ispirata dalla visione dei grattacieli di Montreal e dai boschi del Labrador, che caratterizza le opere Cancelli, Libri Chiusi, Alberi. Il ritmo verticale tuttavia è spesso contrastato da un’energia orizzontale, resa dall’accostamento seriale di tessere e liste di legno, come se la materia fosse tessuta o intrecciata. In una poetica costantemente attenta al rapporto con lo spazio, alla fine degli anni ottanta si inserisce l’interesse per la forma circolare, Ciclo dei Tondi, dove il cerchio più o meno regolare evoca il concetto di ripetitività.


 

“Non credo nell’improvvisazione. Un’opera è il risultato di una lunga meditazione, di un processo di conoscenza che dura tutta la vita.”

Franca Ghitti

 

Copertina volume Franca Ghitti - Skira editore
Copertina volume Franca Ghitti – Skira editore

Franca Ghitti - Ultima Cena (particolare), 1963-2011, installazione tazze di filiera, rete di ferro, granaglie. photo: ©Fabio Cattabiani
Franca Ghitti – Ultima Cena (particolare), 1963-2011, installazione tazze di filiera, rete di ferro, granaglie. photo: ©Fabio Cattabiani

Franca Ghitti - Tondi, anni Ottanta, legno, diametro cm 160. photo credit: ©Fabio Cattabiani
Franca Ghitti – Tondi, anni Ottanta, legno, diametro cm 160. photo credit: ©Fabio Cattabiani

Anche nelle installazioni, Meridiane, temi legati al tempo e allo spazio aprono contemporaneamente nuovi orizzonti con esplicite riflessioni sulla città, sull’architettura e sul linguaggio; in Alfabeti perduti e Altri Alfabeti realizzati alla fine degli anni novanta l’artista riscopre linguaggi dimenticati, di culture passate. La sua ricerca artistica prosegue con continui approfondimenti, che contengono la memoria di vissuti comunitari connessi a epoche e luoghi differenti connessi alla contemporaneità. In seguito alla morte di Franca Ghitti, per volontà della scultrice è nata la Fondazione Archivio Franca Ghitti che si propone di promuovere l’opera dell’artista a scopo culturale in Italia e all’estero.

Per celebrare l’arte di questa grande artista La Triennale di Milano ospita, giovedì 23 marzo alle ore 18, la presentazione del volume monografico della scultrice “Franca Ghitti” a cura e con un saggio introduttivo di Elena Pontiggia, edito da Skira. All’incontro intervengono la curatrice Elena Pontiggia, Professore dell’Accademia di Belle Arti di Brera; Cecilia De Carli, Professore dell’Università Cattolica di Milano; Micol Forti, Direttrice della Collezione d’Arte Moderna dei Musei Vaticani.

Elena Pontiggia afferma nel suo testo critico: “Quello di Franca Ghitti è un mondo complesso, un crogiolo di esperienze occidentali e primitive, di arte e architettura, di ripetizione e differenza. La sua scultura è sempre un disegno di mappe, una collezione di segni: non cerca il volume, il modellato, la massa, ma la superficie, la tavola, la pagina. La sua arte insegna la ricerca di alfabeti che non si trovano nei libri e di mondi che non coincidono con il nostro. Insegna che le mani sanno quello che la mente non capisce, mentre il linguaggio dei segni custodisce qualcosa che le parole non registrano”.

L’incontro in Triennale è accompagnato dalla proiezione del trailer del documentario “Franca Ghitti. Il film” del regista Davide Bassanesi che ripercorre i momenti più significativi della vita della scultrice. Alla presentazione partecipa inoltre l’architetto Giovanni Cadeo, autore del progetto di restauro dell’edificio che sarà sede del Museo Archivio dell’artista, con una proiezione di immagini del progetto, ormai nella sua fase conclusiva.

 

Franca Ghitti - Bosco, primi anni Ottanta, installazione, legno e lamine di ferro. photo credit: ©Fabio Cattabiani
Franca Ghitti – Bosco, primi anni Ottanta, installazione, legno e lamine di ferro. photo credit: ©Fabio Cattabiani

Franca Ghitti - Bosco bruciato, anni Novanta, installazione, legno bruciato, rete di ferro. photo credit: ©Fabio Cattabiani
Franca Ghitti – Bosco bruciato, anni Novanta, installazione, legno bruciato, rete di ferro. photo credit: ©Fabio Cattabiani

Franca Ghitti - Pagine chiodate, Altri Alfabeti, 1990-1995, chiodi su carta trattata e colorata, cm 70x50 cad. photo credit: ©Fabio Cattabiani
Franca Ghitti – Pagine chiodate, Altri Alfabeti, 1990-1995, chiodi su carta trattata e colorata, cm 70×50 cad. photo credit: ©Fabio Cattabiani

Franca Ghitti - Libro fasciato, 2010, Collezione Contemporanea Musei Vaticani, carta bianca trattata, garza, chiodi, cm 49x30x25
Franca Ghitti – Libro fasciato, 2010, Collezione Contemporanea Musei Vaticani, carta bianca trattata, garza, chiodi, cm 49x30x25

– via: Art Vibes submission – photo credits: ©Fabio Cattabiani


Presentazione del volume: Franca Ghitti, a cura e con saggio introduttivo di Elena Pontiggia.

When: giovedì 23 marzo 2017, ore 18.
Where: Triennale di Milano – Sala TriennaleLab, piano terra – viale Alemagna 6, Milano.


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