FORME - Festival di Arte Pubblica internazionale a Montespertoli
Redazione Art-Vibes | On 31, Ago 2026
Vite, olivo, memoria contadina e rivoluzioni tecnologiche: FORME riaccende i muri di Montespertoli con le prime tre opere del festival a cura di Thiago Mazza, Luca Zamoc e Ufo Cinque.
di Redazione Art Vibes
Picture: Ufo Cinque x FORME – Istoria del cavaliere errante che per queste terre andò peregrinando, Via Sonnino 30, Montespertoli.
Un muralista brasiliano porta viti e ulivi sulla pietra del borgo, mentre due artisti italiani reinterpretano la memoria rurale attraverso trattori, rivoluzioni tecnologiche, mappe medievali, forconi e stemmi antichi.
FORME – Festival di Arte Pubblica a Montespertoli entra nel vivo con le sue prime tre opere, che stanno trasformando il borgo storico di Montespertoli in una galleria a cielo aperto, libera e accessibile a tutti.
Il festival è promosso dal Comune di Montespertoli in co-progettazione con l’associazione A Testa Alta A.P.S., con la curatela di Street Levels Gallery e il sostegno di Fondazione CR Firenze.
Un progetto reso possibile anche grazie al contributo del main sponsor Livith S.p.A., degli sponsor tecnici Caparol e Aurora Color Srl e di una rete di imprese del territorio che hanno scelto di investire nella cultura della propria comunità.
Le opere nascono da un processo partecipato: prima dell’avvio ai lavori, gli artisti e i curatori hanno incontrato la cittadinanza, raccogliendo storie, memorie e testimonianze attraverso interviste e sessioni di documentazione sul campo.
È da questo materiale vivo, fatto di voci, fotografie d’epoca e racconti, che hanno preso forma i concept e le immagini di ciascun intervento. Un metodo che fa di FORME non solo un festival di street art, ma un atto collettivo di restituzione identitaria al territorio.
Le opere
“Sangiovese e frantoio” di Thiago Mazza, Via Martini 36, Montespertoli
La prima opera di FORME è stata realizzata da Thiago Mazza, uno dei principali esponenti del muralismo brasiliano contemporaneo, riconosciuto a livello internazionale per la sua straordinaria capacità di restituire la flora nello spazio pubblico.
Nato nel 1984 a Belo Horizonte, ha partecipato a festival in oltre venti paesi, tra cui Artscape in Svezia, Nuart in Scozia e UpFest nel Regno Unito, sviluppando una ricerca che si muove all’intersezione tra pittura classica, arte urbana e indagine botanica contemporanea.
A Montespertoli, Mazza ha scelto di lavorare con le due piante che da secoli definiscono questo paesaggio e la sua identità produttiva: la vite e l’olivo.
Prima di dipingere, le ha studiate, osservate, fotografate sul territorio, indagandone la struttura, la texture e il modo in cui la luce le attraversa.
Il risultato, su una superficie di via Martini 36, è un’opera in grado di raccontare il borgo oltre che decorarlo, restituendo allo sguardo del visitatore qualcosa che c’è sempre stato, ma che raramente si è fermato a guardare.

Thiago Mazza x FORME – Sangiovese e frantoio, Via Martini 36, Montespertoli

Thiago Mazza x FORME – Sangiovese e frantoio, Via Martini 36, Montespertoli

Thiago Mazza x FORME – Sangiovese e frantoio, Via Martini 36, Montespertoli
“Non trova posa” di Luca Zamoc, Angolo tra Via Roma 4 e Via Alighieri 3, Montespertoli.
La seconda opera è di Luca Zamoc, artista visivo che lavora all’incrocio tra memoria, natura e spazio abitato, con una ricerca che indaga le radici dei sistemi di credenze e i sincretismi visivi che connettono il passato rurale alle narrazioni contemporanee.
Ha insegnato Disegno e Illustrazione al Polimoda di Firenze, realizzato opere pubbliche in numerosi paesi europei ed extra-europei. Vive e lavora ad Atene.
Al centro del suo intervento per FORME c’è un grande trattore, immagine costruita a partire da fotografie d’epoca e materiali di repertorio raccolti durante le sessioni di documentazione con la comunità locale.
Il tema è la battitura della paglia: un lavoro che per generazioni ha scandito la vita dei campi di Montespertoli, coinvolgendo gruppi numerosi di persone che lavoravano insieme, fianco a fianco con gli animali, in un ritmo fisico e collettivo. Poi è arrivato il trattore, e quelle scene si sono svuotate. Le persone sono scomparse dal campo, sostituite dalla macchina.
Zamoc porta questo passaggio sul muro senza nostalgia e senza giudizio, ma con la consapevolezza che quella trasformazione parla ancora, e parla in modo urgente, in un momento in cui l’intelligenza artificiale sta ridisegnando con la stessa velocità i confini del lavoro umano.
Il trattore gigante che campeggia sulla superficie di via Alighieri non è un monumento al progresso né un rimpianto per il passato: è una domanda aperta su come le tecnologie cambiano le società, e su cosa rimane quando il lavoro cambia forma.

Luca Zamoc x FORME – Non trova posa, Angolo tra Via Roma 4 e Via Alighieri 3, Montespertoli

Luca Zamoc x FORME – Non trova posa, Angolo tra Via Roma 4 e Via Alighieri 3, Montespertoli

Luca Zamoc x FORME – Non trova posa, Angolo tra Via Roma 4 e Via Alighieri 3, Montespertoli

Luca Zamoc x FORME – Non trova posa, Angolo tra Via Roma 4 e Via Alighieri 3, Montespertoli
“Istoria del cavaliere errante che per queste terre andò peregrinando” di Ufo Cinque, Via Sonnino 30, Montespertoli.
A firmare la terza opera di FORME è Ufo Cinque, nome d’arte di Matteo Capobianco, artista visivo nato a Novara nel 1981, attivo dalla metà degli anni Novanta nella scena del writing e della street art italiana.
La sua ricerca intreccia pittura murale, illustrazione, installazione e scenografia, trasformando lo spazio in un luogo di racconto, memoria e apparizione.
Parte centrale del suo lavoro è dedicata alla pittura murale, con interventi che raccontano storie del territorio, architetture, paesaggi, leggende, figure simboliche e frammenti di memoria collettiva, ricomposti in immagini dal carattere arcaico e sospeso.
In questo percorso si inserisce il suo progetto delle mappe murali, ispirate ad atlanti antichi, cartografie medievali, stemmi, miniature e incisioni, non semplici rappresentazioni geografiche, ma dispositivi narrativi e simbolici in cui borghi, sentieri, figure storiche, elementi naturali e riferimenti popolari si dispongono come tracce di una geografia interiore.
Per FORME, Ufo Cinque riprende il linguaggio delle mappe antiche, dell’araldica e delle cronache medievali attraverso la figura di un cavaliere errante che impugna un forcone, in cammino tra i castelli delle terre di Montespertoli tra passato e presente, per raccontare paesaggi, vie antiche, stemmi e memoria locale.

Ufo Cinque x FORME – Istoria del cavaliere errante che per queste terre andò peregrinando, Via Sonnino 30, Montespertoli

Ufo Cinque x FORME – Istoria del cavaliere errante che per queste terre andò peregrinando, Via Sonnino 30, Montespertoli

Ufo Cinque x FORME – Istoria del cavaliere errante che per queste terre andò peregrinando, Via Sonnino 30, Montespertoli
– images courtesy of: Street Levels Gallery











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