CHEAP: PARI OPPORTUNITÀ - MAGARI
Redazione Art-Vibes | On 29, Mag 2026
Un nuovo intervento di CHEAP, realizzato con il Piano per l’Uguaglianza della Città metropolitana di Bologna, per affrontare il tema della crisi occupazionale femminile dopo la gravidanza.
di Redazione Art Vibes
– Picture: CHEAP: PARI OPPORTUNITÀ – MAGARI, Bologna. Photo credit: Margherita Caprilli.
“Pari opportunità – magari”, il nuovo progetto del Piano per l’Uguaglianza della Città metropolitana di Bologna realizzato da CHEAP, non gira intorno alla questione. In affissione in questi giorni sul territorio metropolitano di Bologna, i poster affrontano il tema della crisi occupazionale femminile dopo la gravidanza.
I manifesti della campagna nascono da uno shooting fotografico partecipato: pance scoperte, corpi reali, posture naturali e determinate. Corpi tatuati, imperfetti, stanchi, fieri, autodeterminati: proprio come le donne a cui appartengono. Nessuna immagine simbolica o idealizzata della maternità, corpi non segnati dal male gaze (sguardo maschile), corpi che non subiscono un’erotizzazione né un’eroicizzazione – corpi politici.
Corpi attraversati dalla gravidanza e associati a testi che rimandano a questioni enormi legate ai diritti sul lavoro dopo la gravidanza: il fenomeno (non sapremmo come altro definirlo) delle cosiddette dimissioni volontarie; i dieci giorni di congedo di paternità; il mito della conciliazione vita-lavoro che continua a sembrare un dovere quasi esclusivamente femminile; la difficoltà di accedere a servizi di cura compatibili con i tempi reali della vita; l’idea, durissima a morire, che il lavoro di cura sia una predisposizione naturale delle donne e non una responsabilità collettiva.

CHEAP: PARI OPPORTUNITÀ – MAGARI, Bologna. Photo credit: Margherita Caprilli
La campagna nasce all’interno del percorso promosso dal Piano per l’Uguaglianza della Città metropolitana di Bologna, che ha commissionato a CHEAP un intervento sul tema dell’occupazione femminile dopo la gravidanza.
In un paese dove il tasso di occupazione femminile supera di poco il 50%, dove quasi una donna su due è inattiva dal punto di vista lavorativo, dove il gender pay gap continua a produrre dipendenza economica e vulnerabilità, non stupisce che l’occupazione femminile dopo la gravidanza resti attraversata da profonde disuguaglianze.
I dati raccolti negli anni dall’Ispettorato Nazionale del Lavoro raccontano una situazione tanto nota quanto strutturale. In Italia, tra i 20 e i 49 anni, in presenza di figli lavora l’83,5% degli uomini e solo il 55,2% delle donne.
Le ragioni si ripetono con impressionante regolarità: costo troppo alto dei servizi per l’infanzia, assenza di reti familiari di supporto, rigidità degli orari di lavoro, impossibilità di modificare tempi e luoghi della prestazione lavorativa, salari troppo bassi perché lavorare continui a essere sostenibile dopo la maternità.
Mentre gli uomini si dimettono prevalentemente per cambiare azienda, per le donne la motivazione principale continua a essere la gestione della cura. In questo scenario, chiamarle “dimissioni volontarie” significa spesso spostare sul piano della scelta individuale una questione che riguarda il lavoro, il welfare e la distribuzione della cura.

CHEAP: PARI OPPORTUNITÀ – MAGARI, Bologna. Photo credit: Margherita Caprilli
Il progetto dialoga con il lavoro di ricerca sviluppato negli ultimi anni dalla Città metropolitana insieme all’Università di Bologna, al Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali, in collaborazione con l’Ispettorato Territoriale del Lavoro. Le indagini avviate sul territorio bolognese confermano infatti, anche a livello locale, le profonde asimmetrie di genere che attraversano il rapporto tra lavoro, maternità e cura.
“I diritti non sono materia astratta, si incarnano – come il femminismo, ci dicono. Per questo i corpi della campagna sono corpi reali: corpi di donne incinte, donne che lavorano e che vorrebbero continuare a farlo, in maniera sostenibile anche dopo la maternità. Donne che con una generosità totale hanno risposto a una nostra call pubblica. Mesi fa abbiamo condiviso un post in cui raccontavamo il lavoro che stavamo facendo sull’occupazione femminile dopo la gravidanza e aprivamo alla possibilità di partecipare a uno shooting collettivo. Una delle donne ritratte ci ha scritto che voleva ‘usare la propria pancia come un megafono’. È esattamente quello che è successo. Abbiamo ricevuto molte più email di quante immaginassimo. Tanta disponibilità, tanta fiducia, che per tutte noi dentro CHEAP si sono trasformate nella responsabilità e nella necessità di prendere parola insieme su un tema così complesso”.
Nonostante non sia stato possibile ritrarre tutte le donne che hanno risposto alla call, CHEAP ha scelto di coinvolgere comunque tutte le partecipanti nel progetto attraverso un survey anonimo dedicato al rapporto tra maternità, lavoro, autonomia economica e carico di cura.
Le risposte raccolte costituiranno uno dei materiali di partenza di una conversazione pubblica che proseguirà durante le giornate promosse dal Piano per l’Uguaglianza della Città metropolitana di Bologna il 10 e 11 giugno 2026.
Il 10 giugno, presso la Sala del Consiglio della Città metropolitana di Bologna in via Zamboni 13, verranno presentate la campagna di CHEAP e il rapporto “Le Equilibriste 2026” promosso da Save the Children. La giornata vedrà la partecipazione, tra le altre, di Simona Lembi, Martina Linguerri, dell’Agenzia Regionale per il Lavoro e delle associazioni e realtà invitate da CHEAP, all’interno di un confronto dedicato al contrasto delle dimissioni volontarie nei primi anni di vita dei figli e delle figlie e alle politiche di conciliazione.

CHEAP: PARI OPPORTUNITÀ – MAGARI, (work in progress), Bologna. Photo credit: Margherita Caprilli
Durante gli incontri, CHEAP lancerà la prima fase di costruzione di un manifesto partecipato contro la crisi occupazionale delle donne dopo la gravidanza: un documento pensato per rivendicare diritti, proporre strategie concrete, parlare di welfare e riportare sul piano del reale ciò che troppo spesso continua a essere evocato soltanto come principio: le pari opportunità. Magari.
Oltre che sulle bacheche di CHEAP a Bologna, “Pari opportunità – magari” arriva nello spazio pubblico di tutto il territorio della Città metropolitana grazie alla sinergia di tutti i Comuni coinvolti: per incidere sul tema, sono stati messi a disposizione spazi affissivi per oltre 250 manifesti.
Il progetto è realizzato con il contributo della Regione Emilia-Romagna.

CHEAP: PARI OPPORTUNITÀ – MAGARI, Bologna. Photo credit: Margherita Caprilli

CHEAP: PARI OPPORTUNITÀ – MAGARI, Bologna. Photo credit: Margherita Caprilli
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