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Art Vibes – Let's share beauty | October 9, 2026

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LANZA atelier - Serpentine Pavilion 2026

LANZA atelier – Serpentine Pavilion 2026

| On 21, Gen 2026

Ispirandosi all’architettura inglese, lo studio messicano LANZA atelier è stato incaricato di progettare il Serpentine Pavilion 2026.


di Redazione Art Vibes


Picture: Serpentine Pavilion 2026 a serpentine, designed by Isabel Abascal and Alessandro Arienzo, LANZA atelier. Design render, aerial view. © LANZA atelier. Courtesy Serpentine.


Lo studio di architettura messicano LANZA atelier, fondato da Isabel Abascal e Alessandro Arienzo, è stato incaricato di progettare il Serpentine Pavilion 2026.

Intitolato “a serpentine“, il padiglione aprirà al pubblico il 6 giugno 2026 presso la Serpentine South, nei Kensington Gardens di Londra.

L’annuncio coincide con la 25a edizione del Padiglione, che la Serpentine celebrerà attraverso una speciale collaborazione con la Fondazione Zaha Hadid, riflettendo sull’eredità del padiglione inaugurale progettato da Hadid nel 2000.

La proposta di LANZA atelier trae ispirazione dal muro a serpentina, o crinkle-crankle, una storica caratteristica architettonica inglese composta da curve alternate.

Originariamente sviluppato nell’antico Egitto e successivamente introdotto in Inghilterra da ingegneri olandesi, il muro a serpentina trae la sua stabilità strutturale dalla sua geometria, che gli consente di avere uno spessore di un solo mattone pur mantenendone la resistenza.

Il padiglione è posizionato sul lato nord del sito ed è strutturato attraverso due muri principali. Uno ricalca la geometria serpentina, mentre l’altro si allinea con la chioma degli alberi esistenti. Un tetto traslucido poggia delicatamente su colonne in mattoni, evocando un boschetto e consentendo alla luce e all’aria di fluire liberamente attraverso la struttura.

 

Serpentine Pavilion 2026 a serpentine, designed by Isabel Abascal and Alessandro Arienzo, LANZA atelier. Design render, aerial view. © LANZA atelier. Courtesy Serpentine.
Serpentine Pavilion 2026 a serpentine, designed by Isabel Abascal and Alessandro Arienzo, LANZA atelier. Design render, aerial view. © LANZA atelier. Courtesy Serpentine.

Fin dalla sua nascita, il Serpentine Pavilion è stato una piattaforma per la sperimentazione architettonica, offrendo agli architetti una rara opportunità di testare le proprie idee in un contesto pubblico e aperto al pubblico.

Nel tempo, la commissione si è evoluta da una struttura unica a un’infrastruttura culturale più ampia, ospitando conferenze, spettacoli, proiezioni ed eventi interdisciplinari.

Bettina Korek, CEO di Serpentine, definisce il Padiglione come una struttura che si estende oltre la sua forma fisica, connettendo persone, paesaggio e idee.

Il direttore artistico Hans Ulrich Obrist sottolinea la crescente attenzione dell’istituzione verso gli studi più giovani nell’ultimo decennio, descrivendo il lavoro dell’atelier LANZA come profondamente radicato nei materiali, nel contesto e nell’esperienza vissuta.

Il loro padiglione, osserva, funzionerà come una “macchina di contenuti”, ospitando eventi dal vivo interdisciplinari durante l’estate e l’autunno.

L’edizione 2026 includerà anche un programma architettonico dedicato, sviluppato in collaborazione con la Fondazione Zaha Hadid. Questa iniziativa mira a riflettere sull’eredità di Hadid, promuovendo al contempo un dialogo transnazionale e transgenerazionale sulle questioni architettoniche contemporanee. Ex architetti del Padiglione saranno invitati a contribuire, collegando la storia del Padiglione alle sue traiettorie future.

Il mattone è utilizzato come materiale principale, in riferimento sia alla tradizione dei giardini inglesi sia all’attuale facciata in mattoni della Serpentine South Gallery, che in origine era essa stessa un padiglione da tè.

Attraverso una ripetizione ritmica, le colonne in mattoni passano da opache a permeabili, creando un gradiente di apertura.

LANZA atelier inquadra questa strategia materica come un ponte metaforico tra Europa e Americhe, collegando le tradizioni vernacolari attraverso logiche costruttive condivise piuttosto che gesti simbolici.

Secondo il duo di architetti, il progetto è concepito come “un dispositivo che allo stesso tempo rivela e trattiene“, plasmando il modo in cui le persone si muovono nello spazio.

Tracciano parallelismi con i muri di frutta inglesi, che storicamente mitigavano il clima e creavano microambienti protetti.

Da questa discendenza emerge un padiglione costruito con semplici mattoni di argilla, che mette in primo piano quella che gli architetti descrivono come “la capacità elementare dell’architettura di unire le persone“.


– via: serpentinegalleries.org


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