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L’artista, i soldi e il museo - Una storia finita male (per l’artista)

L’artista, i soldi e il museo – Una storia finita male (per l’artista)

| On 24, Set 2023

Il Kunsten Museum of Modern Art di Aalborg presta i soldi all’artista Jens Haaning per realizzare le opere commissionate, lui intasca i soldi e consegna due tele bianche intitolate “Take the Money and Run”. Ora deve restituire il denaro ricevuto.

di Redazione Art Vibes


Picture: Jens Haaning – Take the money and run, 2021. Photo via: ©Kunsten.


Jens Haaning è un artista concettuale danese, incaricato nel 2021 dal Kunsten Museum of Modern Art di Aalborg di ricreare due sue opere appartenenti alle precedenti produzioni in cui venivano utilizzati tagli di banconote per mostrare il salario annuo di un lavoratore medio della Danimarca e dell’Austria

Il Museo prestò ad Haaning 532.549 corone (76.304 dollari) in banconote per ricreare i suoi lavori, ma l’artista si tenne i soldi e consegnò tele completamente bianche, intitolando i pezzi incorniciati “Take the Money and Run”, commentando che le drastiche rappresentazioni non erano altro che un’interpretazione sintetica dei bassi salari.

Sulla carta, il museo si è riferito all’opera, descrivendo Take the Money and Run come un riconoscimento e che l’arte nonostante le intenzioni contrarie è “parte di un sistema capitalista che valorizza un’opera sulla base di alcune condizioni arbitrarie”. Citava il nome dell’artista e la sua galleria di rappresentanza come alcune delle condizioni che definiscono il valore nel mondo dell’arte.

Anche il denaro mancante nell’opera ha un valore monetario quando viene chiamata arte e dimostra così come il valore del denaro sia una quantità astratta“, ha aggiunto il museo. Ha anche paragonato i pezzi bianchi a Love is in the Bin di Banksy, precedentemente noto come Girl with a Balloon, che ha visto la famosa stampa essere distrutta subito dopo essere stata messa all’asta.

Tuttavia, l’Istituto in seguito ha intentato una causa civile contro Haaning e ha chiesto di riavere i soldi inviati. “Non siamo un museo ricco”, ha riferito al Guardian un portavoce del Kunsten Museum nel 2021.

Il creatore dal canto suo ha reagito sostenendo che l’opera avrebbe potuto essere considerata arte solo se non avesse restituito i soldi. “Non è un furto”, ha sostenuto in un’intervista radiofonica. “È una violazione del contratto e la violazione del contratto fa parte del lavoro.

Elaborando la sua posizione, Haaning ha condiviso con i notiziari che le 10.000 corone (1.433 dollari) che gli sono state offerte per completare le opere non sarebbero state sufficienti per ripagare l’incorniciatura, la consegna, gli stipendi del personale e i costi dello studio.

Quando è stato minacciato di azioni legali, Haaning ha accolto il tutto con favore, proclamando di essere armato di avvocati e di avere una rappresentanza legale gratuita. Purtroppo per lui ora avrà ben bisogno di assistenza poiché il tribunale della città di Copenaghen gli ha chiesto di rimborsare al museo 492.549 corone (70.565 dollari USA), ossia la somma che il museo gli aveva già dato meno il compenso dell’artista. Haaning dovrà inoltre sborsare altre 78.500 corone (11.246 dollari) in spese giudiziarie.

Take the Money and Run si è rivelato dunque un’opera incredibilmente abile nel suscitare clamore mediatico ma un folle boomerang in termini meramente economici. Ne sarà valsa la pena?


– website: kunsten.dk/en/content/jens-haaning-13291


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