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Art Vibes | September 23, 2020

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Ren Hang, photography - Fondazione Sozzani

Ren Hang, photography – Fondazione Sozzani

| On 12, Set 2020

Provocazioni dolorose, sognanti e surreali: la fotografia di Ren Hang in mostra a Milano. Un inno all’uomo, al suo corpo, alla sessualità, alla bellezza e alla vulnerabilità.

di Redazione Art Vibes


Picture: Ren Hang, 2015. Courtesy Stieglitz19 and the Estate of Ren Hang.


Con oltre ottanta fotografie, video, libri e riviste, la retrospettiva organizzata dalla Fondazione Sozzani, dedicata al fotografo Ren Hang, figura tra le più rilevanti nel panorama contemporaneo cinese, costituisce un’occasione unica per osservare da vicino la potenza della poetica espressiva dell’artista tragicamente scomparso nel 2017 a soli ventinove anni.


La fotografia di Ren Hang è un inno all’uomo, al suo corpo, alla sessualità, alla bellezza e alla vulnerabilità. Le sue immagini mettono in relazione i sentimenti, i desideri, le paure e la solitudine delle giovani generazioni in Cina in modo quasi ironico, attraverso la loro corporeità.

Il nudo è al centro del suo lavoro perché, racconta Ren: “gli esseri umani vengono al mondo nudi, quindi il corpo nudo rappresenta la versione originaria delle persone. Fotografando i nudi, si coglie l’esistenza più reale e autentica”.

“gli esseri umani vengono al mondo nudi, quindi il corpo nudo rappresenta la versione originaria delle persone. Fotografando i nudi, si coglie l’esistenza più reale e autentica.”

Ren Hang

 

Ren Hang – La storia di un effimero talento della fotografia

Ren Hang è nato nel 1987 a Changchun, nella provincia di Jilin, in Manciuria, e comincia a fotografare da autodidatta fin dai primi anni del liceo. A diciassette anni si trasferisce a Pechino dove studia pubblicità. Lascia presto l’università per dedicarsi alla fotografia.

Scatta con piccole macchine fotografiche compatte da 35mm, maneggevoli ed economiche, che confessa di rompere abitualmente. Ne fa un uso quasi ossessivo, scattando incessantemente. Il suo compagno di stanza e i suoi amici sono i suoi primi soggetti, ma presto riceve sempre più richieste da coetanei suoi ammiratori che si offrono come modelli.

 

Ren Hang, 2015. Courtesy Stieglitz19 and the Estate of Ren Hang
Ren Hang, 2015. Courtesy Stieglitz19 and the Estate of Ren Hang

Hang raffigura il corpo umano come una forma astratta, spesso in composizioni e prospettive inattese, sovrapponendo motivi e tradizioni ben noti dell’arte occidentale. Le sue fotografie sono dolorosamente provocatorie, a volte sognanti e surreali, con una forte resa grafica.

Richiama immagini iconiche come Ofelia morente nel fiume circondata da ninfee o Leda e il cigno, con un vocabolario visivo che attinge spontaneamente all’astrazione, al surrealismo, al dada e alla fotografia storica. Le sue opere sono state considerate come una forma di ribellione alle convenzioni di un regime restrittivo, quello della Repubblica Popolare Cinese, in cui i nudi e l’editoria indipendente, in particolare l’auto-pubblicazione, sono considerati illegali. Racconta Ren: “Non considero il mio lavoro come un tabù, perché non penso tanto al contesto culturale o politico… Non è mia intenzione sfidare i limiti, faccio semplicemente ciò che mi viene naturale”.

 

Ren Hang, 2015. Courtesy Stieglitz19 and the Estate of Ren Hang
Ren Hang, 2015. Courtesy Stieglitz19 and the Estate of Ren Hang

Ren ha pubblicato quasi una ventina di libri autoprodotti, oggi diventati da collezione, tra cui “Ren Hang 2009-2011” (2011) e “Son of a Bitch” (2013). Nel 2016 decide di pubblicare 12 libri, uno per ogni mese, dedicati, come ha spiegato su Instagram, alla “sopravvivenza e all’amore”. La prima casa editrice internazionale a interessarsi al suo lavoro è Edition du Lic di Oslo che pubblica nel 2013 la monografia Republic, considerata dal fotografo il suo miglior libro.

Ren Hang aveva un blog, “My depression”, che aggiornava quasi quotidianamente dal 2007 al 2016 con un diario di poesie in mandarino, pubblicate per la prima volta in inglese dall’editore BHKM di Hong Kong, con il titolo “word or two” nel 2017. Proprio la depressione, che lui definiva “My dog”, lo porterà al suicidio.

Ren Hang ha collaborato alle campagne pubblicitarie di alcuni tra i marchi contemporanei più noti, mantenendo uno sguardo proprio. Il suo lavoro è stato pubblicato dalle principali riviste di moda internazionali come Antidote, Beauty Papers, Numéro China, Purple Fashion, Tank, raccolte dalla Fondazione Sozzani in un approfondimento specifico sul lavoro del fotografo in questo ambito.

 

Ren Hang, 2014. Courtesy Stieglitz19 and the Estate of Ren Hang
Ren Hang, 2014. Courtesy Stieglitz19 and the Estate of Ren Hang

– via: fondazionesozzani.org – photo credits: Ren Hang, Courtesy Stieglitz19 and the Estate of Ren Hang


Exhibition info: Ren Hang, photography, in collaborazione con
OstLicht. Gallery for Photography, Vienna Stieglitz19, Anversa, The Estate of Ren Hang

When: 13 settembre 2020 – 29 novembre 2020.
Where: Fondazione Sozzani, Corso Como 10 – 20154 Milano, Italia.


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