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Facebook: una placida ossessione.

Facebook: una placida ossessione.

| On 28, Ago 2014

Facebook ci ha trasformato in un unico inconsapevole corpo collettivo, insieme eppure così divisi.

di Annalisa Grassano


Facebook ci induce ogni giorno ad una polifonia infinita di emozioni altrui, le persone si raccontano, esprimono piacere, sconforto, amore, odio, paura, vanità.
Ecco Tizia che anche oggi esprime la sua lamentosa esistenza tra le sbarre di vetro di una tristezza auto-inflitta, e più in là Caio racconta le sue prodezze amorose di una notte trascorsa segretamente solo, poi gli sposini felici che postano tutte le foto del viaggio di nozze alle Maldive e l’immancabile tuttologo di turno che vanta le solite formule cieche sulla vita.

Osservo spaventata questo zibaldone di attori improvvisati, che recitano su di un palcoscenico di bugie feroci, tutti in fervente attesa, ad aspettare il proprio personalissimo Godot.
Basta un “Like” per sentirsi accettati, per far finta che la vita possa avere un senso.
Lo stesso senso che bisognerebbe cercare fuori, lontano dagli schermi, lontano dalle frasi fatte, lontano da…ormai è troppo tardi, il fiume facebookiano non si placa, continua a scorrere sempre più veloce, clic, clic, clic, clic, un susseguirsi di post sommergono anche me.

Ora non osservo dal di fuori, ma navigo sommersa nelle acque finte della vita altrui, più che semplice curiosità, è diventata una modalità d’azione, una placida ossessione .
Clic, clic, clic, clic, Like, Like, Like, gli occhi diventano rossi e il cervello comincia a rallentarsi, così come i pensieri che vorticano lentamente su sé stessi, in un circolo di assoluta “nientità”, che non è solo vuoto, non è semplicemente assenza, è qualcosa di più infimo ed indescrivibile.
Clic, clic, clic, Like, Like…Guerra, Pace, Morte, Vita…solo post, solo parole…clic, clic, clic.

Ecco è successo! Facebook ci ha trasformato in un unico inconsapevole corpo collettivo, insieme eppure così divisi in un frammentario individualismo fatto di auto-celebrazione e di totale assenza di empatia.
Non siamo uniti, siamo solo incastrati uno nella vita dell’altro come in una melma appiccicosa, non ci interessa nulla delle altre persone, nulla.
Clic.


– images credits: Pawel Kuczynski

– images via: designtaxi.com

Pawel Kuczynski – Illustration

Vi proponiamo una serie di illustrazioni dell’illustratore polacco Pawel Kuczynski, che riesce con grande abilità e talento a sintetizzare le contraddizioni della nostra società e a provocare una profonda e viva riflessione.

Pawel Kuczynski - Illustration

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Further reading:

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