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Woman Life Freedom spinge per l'esclusione dell'Iran dalla Biennale di Venezia

Woman Life Freedom spinge per l’esclusione dell’Iran dalla Biennale di Venezia

| On 03, Mar 2024

“Perché un’importante istituzione come La Biennale di Venezia si presta a legittimare la delegazione di un regime dittatoriale che da 45 anni censura ogni espressione artistica?”


di Redazione Art Vibes


Picture: image via: Adobe Stock.


Dopo la prima nota risalente al 18 ottobre 2023, il nuovo appello lanciato dal Woman Life Freedom Europe e da Woman Life Freedom Italy, e sottoscritto da numerose personalità della cultura, dell’arte, del cinema e della musica, ribadisce la volontà di escludere la Repubblica Islamica dell’Iran dalla Biennale di Venezia 2024, un sollecito dovuto alla continua escalation di atti di violenza disumani e indescrivibili, specialmente contro le donne, contro i giovani che osano protestare pacificamente e contro gli artisti che non si allineano al regime.

Riportiamo qui di seguito il contenuto della nota:

“È con grande stupore e rammarico che abbiamo appreso dal sito della Biennale di Venezia che, contrariamente a quanto da Voi annunciato ad ottobre, la Repubblica Islamica dell’Iran sarà presente tra le partecipazioni nazionali con un curatore e un artista scelti dal regime iraniano. Nel pieno del terrore, “Woman Life Freedom Italy Community” e “Woman Life Freedom Europe Community“, a nome degli artisti dissidenti e degli artisti indipendenti, e del popolo iraniano perseguitato, chiede di dare un segnale forte e chiaro alla comunità internazionale, con una voce autorevole che annulli la partecipazione dell’Iran e degli artisti asserviti al regime alla Biennale Arte di Venezia 2024”, così nella lettera inviata oggi 28 febbraio al Presidente della Biennale di Venezia Roberto Cicutto, al Direttore Generale della Biennale Andrea Del Mercato, al Consiglio di Amministrazione della Biennale – Luigi Brugnaro, Luca Zaia, Claudia Ferrazzi -, nonché al Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, al Ministro Affari Esteri Antonio Tajani, al Ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano, al Presidente Commissione Cultura della Camera dei Deputati Federico Mollicone, al Sindaco di Venezia Luigi Brugnaro.

“Dall’omicidio di Mahsa Amini (16 settembre 2022), il Governo Italiano, come tanti altri Paesi e istituzioni democratiche, ha preso le distanze e ha evitato gli incontri governativi con il regime iraniano o qualsiasi loro partecipazione ufficiale in Italia. Perché un’importante istituzione come La Biennale di Venezia si presta a legittimare la delegazione di un regime dittatoriale che da 45 anni censura ogni espressione artistica? Con questa presenza La Biennale si fa complice di un governo criminale e sanguinario. Ora più che mai è necessario prendere una posizione netta e chiara contro il regime della Repubblica Islamica dell’Iran, con chi ha le mani sporche di sangue. Questo regime non può e non ha più il diritto di rappresentare il popolo iraniano e gli artisti iraniani. “Stranieri ovunque” siamo noi, costretti a lasciare il nostro paese.”

Tra i firmatari l’artista iraniana Shirin Neshat, la regista Marjane Satrapi, l’avvocata Shirin Ebadi (premio Nobel per la pace 2003), i registi Marco Bellocchio e Nanni Moretti, gli artisti Joseph Kosuth e Alberto Biasi, i musicisti Paolo Fresu, Davide Toffolo, Franco Piersanti, i registi Francesca Archibugi, Daniele Luchetti, Giulio Manfredonia, Marco Simon Puccioni, Ferdinando Vicentini Orgnani, Paolo Virzì, gli sceneggiatori Francesca Marciano, Sandro Petraglia, Stefano Rulli, gli scrittori Gabriella Caramore, Mariolina Venezia, Marcello Fois, Diego De Silva, i curatori Luca Massimo Barbero e Chiara Bertola.


– website: womanlifefreedomitaly.com


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