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Art Vibes | December 18, 2017

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Karlos Pérez - La seduzione della memoria

Karlos Pérez – La seduzione della memoria

| On 03, Ott 2017

“Recuperare preziosità di vecchie fotografie per proiettarle nell’oggi sottolineando l’ineguagliabile pregio e valore della memoria”.

di Redazione Art Vibes


Picture: Karlos Pérez – After Memories, 2017, olio su tela, 150×270 cm.


Dall’8 al 24 ottobre viene ospitata al Palazzo della Cancelleria di Roma la mostra “Karlos Pérez: la seduzione della memoria”.

L’artista cubano Karlos Pérez, nato a Camagüey nel 1990, “riesce a recuperare certe preziosità legate a vecchie fotografie per proiettarle nell’oggi sottolineando l’ineguagliabile pregio della memoria”, come scrive Luciano Caprile nel saggio in catalogo e aggiunge: “Egli prende a pretesto quelle icone (ovvero il loro spirito di intrigante reliquia) intervenendo su di esse per recuperarne e per rinnovarne il valore espressivo”.

Nella circostanza vengono esposte ventiquattro grandi tele ricavate da simili suggestioni: le figure sembrano lievitare dall’impasto della materia, da una sorta di fioritura di sostanza che evidenzia certe sottolineature pittoriche: si aggiunge così un’ulteriore, palpabile nota narrativa (dovuta anche a una modulata presenza del colore) alla primitiva interpretazione essenzialmente fotografica.

 

Karlos Pérez - After Memories, 2017, olio su tela, 150x250 cm
Karlos Pérez – After Memories, 2017, olio su tela, 150×250 cm

Alle ore 17,30 di sabato 7 ottobre si terrà, su invito, l’inaugurazione nella Sala del Vasari alla presenza dell’artista, di Jorge Quesada Concepción (Ambasciatore di Cuba presso la Santa Sede) e del curatore Eriberto Bettini. Presenterà l’evento il critico d’arte Luciano Caprile, autore altresì del testo di presentazione dell’esibizione che riportiamo in parte qui di seguito.

 

Luciano Caprile: Karlos Pérez – La seduzione della memoria

“La fotografia di una volta misurava il tempo della sua consunzione non solo nelle mutazioni intervenute frattanto nel paesaggio o nell’atteggiamento e nell’abbigliamento delle persone effigiate. Era la carta su cui erano stampate le immagini a decretare, nell’ingiallimento progressivo dei toni o in qualche erosione, la difficoltà di conservare e documentare ai posteri l’incorruttibilità di un attimo. Ai dagherrotipi, ai successivi scatti in bianco e nero e a certe iniziali applicazioni del colore poteva toccare in sorte (se non si prendevano le opportune precauzioni) il medesimo degrado. Ma il rammarico può essere mutato in interessante opportunità di lettura e di rinascita di quelle folgorazioni, private della freschezza iniziale, attribuendo a loro una nuova vita, una interessante rinascita, una soluzione percettiva che ci possa riguardare da vicino.

Tutto questo per merito di Karlos Pérez che riesce a recuperare certe preziosità legate a vecchie fotografie per proiettarle nell’oggi sottolineando l’ineguagliabile pregio e valore della memoria, troppo spesso trascurata da una società che si nutre preferibilmente di un oggi in perenne fuga da sé e da noi che lo viviamo sovente con superficiale frenesia. Infatti l’artista cubano prende come pretesto quelle icone (ovvero il loro spirito di intrigante reliquia) e interviene su di esse pittoricamente per recuperarne e per rinnovarne il valore espressivo.

Facendo un parallelo puramente gestuale e mentale possiamo accostare il suo comportamento a quello di un Mimmo Rotella che agiva sui manifesti cinematografica (all’inizio del suo impegno creativo manipolava il loro più intimo rovescio) preventivamente strappati dai cartelloni che li accoglievano per volgerli a una interpretazione che travalicasse il senso magari anche nostalgico dell’iniziale funzione.

Pérez trasforma dunque l’immagine scandita da un passato più o meno remoto in un evento percettivamente (direi quasi tattilmente) attuale nella sua perenne fragilità o precarietà emozionale. Si tratta di un qualcosa che ci appartiene ma che sembra perennemente sulla via dell’evanescenza, di una progressiva sparizione in avanti ovvero in quella modulata delicatezza del colore che nel frattempo l’immagine ha conquistato. Ne deriva una specie di ectoplasma o di ombra che ci appartiene e ci segue, che possiamo afferrare (nonostante la concreta, emergente sovrapposizione dei pigmenti) solo attraverso lo sguardo del desiderio.

Per chi osserva si erge, tra lui e l’immagine, un limbo di magica sospensione. Infatti queste figure lievitano dall’impasto della materia, da una sorta di fioritura di sostanza che parrebbe l’anticamera della definitiva scomparsa. Invece si impongono in un galleggiamento spaziale che evidenzia certe sottolineature pittoriche decretate dall’artista che in tal modo inserisce un ulteriore motivo di curiosità alla primitiva interpretazione.

 

Karlos Pérez - After Memories, 2017, olio su tela, 140x180 cm
Karlos Pérez – After Memories, 2017, olio su tela, 140×180 cm

Il prima e il dopo si rincorrono e si intersecano come si evince dai più recenti cicli di suoi lavori che passano da “After Memories” a “Before Memories”. Visi di adulti bloccati nell’immobilità della posa, bambine costrette alla finzione di una bambola emergono dalla sgranata dilatazione delle misure delle tele dove il pretesto fotografico trova un nuovo, inatteso, felice alimento narrativo grazie a una interpretazione del fatto raffigurato che non tiene più conto dei calcoli effimeri dello spazio e del tempo.

Anche le scene di movimento risorgono nella loro intima freschezza a perpetuare un gesto: lo scopriamo in particolare nella sequenza del 2016 intitolata “Blind Memories” dove un interprete acquisisce la sospesa precipitazione di un personaggio michelangiolesco della Cappella Sistina.

Ma questi rimandi, veri o presunti o suggeriti dalla sensibilità di chi osserva in quel momento, fanno parte della suggestione attivata per noi da un simile comportamento artistico. D’altronde la memoria, quando viene sollecitata da certi paralleli momenti della contemporaneità, riesce a trovare sorprendenti punti di comunione o di allusione. Nella memoria ripetuta si assapora un personale profumo di eternità. E questo è il seme che Karlos Pérez inserisce nel terreno fertile di un continuo recupero emozionale che contraddistingue il suo coinvolgente impegno pittorico.”

 

Karlos Pérez - After Memories, 2017, olio su tela, 150x200 cm
Karlos Pérez – After Memories, 2017, olio su tela, 150×200 cm

– via: Art Vibes submission


Exhibition info: Karlos Pérez – La seduzione della memoria, a cura di Eriberto Bettini.

When: 8 – 24 ottobre 2017.
Where: Palazzo della Cancelleria, Piazza della Cancelleria 1, Roma.


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