Ocean Photographer of the Year 2026 - The Winners
Redazione Art-Vibes | On 09, Set 2026
Il fotografo francese Julien Anton è stato nominato Ocean Photographer of the Year 2026 per il suo straordinario ritratto di un cavalluccio marino maschio con due piccoli esemplari al suo fianco.
di Redazione Art Vibes
Picture: ©Julien Anton, Overall Winner Ocean Photographer of the Year 2026 – French Polynesia. An adult seahorse pictured with newly born juveniles in the shallow seaweed-filled waters of Moorea, French Polynesia. While it is not known if these seahorses are related, their arrangement creates the impression of a farewell, as if the tiny seahorses have gathered around their father after he has released them into the world. Seahorses are now rare in French Polynesia so this image was the result of long hours of searching among the seaweed.
Dopo aver annunciato gli scatti finalisti, sono stati svelati i vincitori dell’Ocean Photographer of the Year 2026, presentato da Oceanographic e Blancpain. Dai fondali alla superficie, le immagini vincitrici abbracciano l’intera gamma ecologica ed emotiva dell’oceano, nonché il legame che la nostra specie intrattiene con esso.
Il fotografo francese Julien Anton è stato nominato Fotografo dell’Oceano dell’Anno 2026 per il suo straordinario ritratto di un cavalluccio marino maschio con due piccoli esemplari al suo fianco.
Nell’immagine, i piccoli, appena distinguibili contro la scura distesa dell’oceano, sembrano fermarsi e voltarsi indietro, come a valutare ciò che li attende.
Nei cavallucci marini è il maschio che porta in grembo e partorisce i piccoli, un fatto che conferisce all’immagine una quieta carica emotiva.
Lo scatto simboleggia il ritratto della prossima generazione, in bilico sull’orlo di un mondo incerto, un ritratto che pone un interrogativo che aleggia nell’acqua a lungo dopo che lo spettatore ha distolto lo sguardo: che tipo di oceano stiamo lasciando in eredità?
La fotografia di Anton è stata inizialmente premiata nella categoria “Ocean Wildlife”, per poi aggiudicarsi il premio assoluto.

©Rui Filipe Cardoso Duarte, Winner Human Connection Ocean Photographer of the Year 2026 – Boa Vista, Cape Verde. Volunteers, surfers, lifeguards and conserva3on groups work together to refloat stranded short-finned pilot whales. While many animals ini3ally returned to the sea, the pod stranded again further along the coast, highlighting the complexity of mass strandings. The image captures compassion in ac3on, but it also reflects how wildlife rescue continues to evolve. In the months that followed, international experts trained the local community in safer, science-based stranding response techniques, strengthening future rescue efforts.
In occasione della nomina, Anton ha dichiarato: “Vincere il premio di Fotografo dell’Oceano dell’Anno è un onore immenso, sono orgoglioso di condividerlo con la mia famiglia e con gli abitanti del luogo, i naturalisti e i pescatori di Tahiti e Moorea, la cui conoscenza ha reso possibile questa immagine.
Abbiamo trascorso innumerevoli ore alla ricerca in condizioni difficili, senza alcuna garanzia di trovare un singolo cavalluccio marino.
È proprio questo che ha reso il momento così straordinario: quando i giovani esemplari si sono voltati verso l’adulto, ho provato una sensazione che andava ben oltre ogni mia aspettativa.
Non sono un fotografo professionista; per me, la fotografia è semplicemente il modo in cui condivido ciò che vedo e sento. Spero che questa immagine possa fungere da ponte tra la scienza, la conservazione e un mondo che merita di sapere cosa è in gioco”.

©Matty Smith – Fine Art, Winner Ocean Photographer of the Year 2026 – Alimathaa Island, Maldives. A tawny nurse shark glides through the warm waters of the Maldives as the setting sun filters through the ocean surface. Beneath it, remoras travel alongside their host, illustrating a common partnership in which the smaller fish gain transport, protection and feeding opportunities. O@en perceived as fearsome predators, nurse sharks are slow-moving, bottom-dwelling animals that play an important role in maintaining healthy marine ecosystems. The shark’s direct gaze creates a sense of connection with the viewer.
La vincitrice del Female Fifty Fathoms Award di quest’anno è la fotografa britannica Jenny Stock. Il Female Fifty Fathoms Award è stato creato nel 2021 da Oceanographic e Blancpain per celebrare le donne pioniere e innovative nel campo della fotografia oceanica.
A differenza di altre categorie, la vincitrice di questo premio viene nominata dai suoi colleghi e giudicata dalla giuria dell’Ocean Photographer of the Year, che include l’stimato fotografo subacqueo Laurent Ballesta, la redazione di Oceanographic e una delegazione Blancpain guidata da Marc A. Hayek, Presidente e CEO.
Ricevendo il premio, Stock ha dichiarato: “Essere nominata da altri fotografi subacquei significa per me più di quanto possa esprimere a parole: questa comunità è tutto.
Il Female Fifty Fathoms Award è particolarmente speciale perché celebra i successi e la passione delle donne nella fotografia subacquea, e le donne che lo hanno vinto in passato sono eccezionalmente talentuose, quindi è un privilegio unirmi a loro. Il legame con l’orologio Blancpain Fifty Fathoms, il segnatempo subacqueo più iconico, lo rende ancora più straordinario. Sono immensamente onorata e spero che questo riconoscimento ispiri altre donne a prendere in mano una macchina fotografica e a scoprire la magia che si cela sotto la superficie.”
La categoria “Ocean Unseen: Hidden Worlds“, introdotta per la prima volta quest’anno, è stata vinta da Mitsuna Kawai, la cui immagine di un pesce nastro nelle acque scure al largo delle coste del Giappone incarna perfettamente l’ambizione della categoria: puntare l’obiettivo sugli abitanti più piccoli e meno visibili dell’oceano per rivelare una dimensione dell’oceano raramente intravista, ma non per questo meno vitale.
Le categorie “Human Connection” e “Adventure” esplorano il rapporto duraturo della nostra specie con il mare. La categoria “Human Connection” è stata vinta da Rui Duarte, la cui immagine di volontari che cercano di spingere in mare una balena pilota spiaggiata cattura un aspetto essenziale del nostro legame con l’oceano e di ciò che rischiamo di perdere.
La categoria “Adventure” è stata vinta da Gergo Rugli, per un’immagine di delfini che cavalcano un’onda accanto ai surfisti a Tamarama Beach, a Sydney, in Australia: una gioiosa collisione di due mondi che condividono le stesse acque.
Nella categoria “Conservation Impact“, l’immagine di James Ferrara di uno squalo balena circondato da un gruppo di snorkelisti e subacquei affronta i danni che l’oceano continua a subire: in questo caso, la distruttività e l’invasività del turismo eccessivo.

©Gergo Rugli, Adventure Winner Ocean Photographer of the Year 2026 – Tamarama Beach, Australia. Dolphins ride the waves alongside surfers at Tamarama Beach, Sydney, during a powerful swell and offshore winds. The pod stayed with the surfers for more than an hour, moving through the lineup as naturally as the people around them. Captured from the water, this image shows the ocean as a shared space, where humans and wildlife briefly move together within the same powerful coastal environment.

©Thomas Pavy – Conservation Hope, Winner Ocean Photographer of the Year 2026 – Rangiroa, French Polynesia. A great hammerhead shark – known as Tamataroa in French Polynesia – is photographed at 55 metres depth in Tiputa Pass, Rangiroa Atoll, during a population survey. This image represents the moment an anonymous shark becomes a known individual. Through photo identification and laser-calibrated video photogrammetry, scientists can track sharks over time, measuring size, sex and population trends. Conducted without bait or attractants, this research helps reveal the lives of Tamataroa, a culturally respected species protected in French Polynesia.
Storie di pesca eccessiva e catture accidentali, inquinamento da plastica che miete vittime tra i mammiferi marini e l’uccisione di balene pilota nelle Isole Faroe sono temi ricorrenti nelle opere finaliste della categoria.
Queste immagini sono condensate dalla categoria “Conservation Hope“, vinta da Thomas Pavy, la cui immagine di subacquei scientifici che utilizzano la fotogrammetria video laser-calibrata durante un censimento della popolazione marina, mette in luce l’ingegnosità adottata dagli ambientalisti per proteggere al meglio l’oceano e le specie che lo abitano.
La categoria “Ocean Fine Art” è stata vinta da Matty Smith, il cui ritratto in bianco e nero di uno squalo nutrice, affiancato da remore in perfetta formazione, è uno studio di forma e immobilità, e un promemoria mozzafiato della magia e della meraviglia del nostro pianeta oceanico.
Will Harrison, fondatore e direttore di Ocean Photographer of the Year, ha dichiarato: “Quando l’immagine di Julien Anton è apparsa per la prima volta sullo schermo, la giuria è rimasta in silenzio. È un’immagine che richiede riflessione, una pausa di pensiero, e certamente l’ha suscitata in noi. L’immagine è carica di un’energia silenziosa, un’energia figlia delle emozioni umane proiettate sullo scatto: il capo del padre chinato, i piccoli che si voltano verso di lui, il divario generazionale e il futuro incerto dei neonati. Che tipo di oceano stiamo lasciando a chi verrà dopo di noi? È la fotografia oceanica nella sua forma più potente: intima, urgente e impossibile da ignorare.”

©James Ferrara, Conservation Impact Winner Ocean Photographer of the Year 2026 – Raa Atoll, Maldives. A whale shark is surrounded by divers and snorkelers in the Maldives, revealing the overwhelming pressure crowded wildlife tourism can place on marine animals. With almost 50 people visible in the frame, this image captures the reality behind some popular wildlife encounters: an animal seeking space while people compete for a closer view. It challenges us to rethink how we experience and protect the species we admire.
Il concorso Ocean Photographer of the Year, presentato da Oceanographic e Blancpain, ha una missione semplice: far luce sulla meraviglia e la fragilità del nostro pianeta blu e celebrare i fotografi che gli danno voce. Il concorso è un pilastro fondamentale del Blancpain Ocean Commitment, che unisce tutti gli sforzi del marchio per la protezione degli oceani.
Il programma si compone di tre pilastri interconnessi: sensibilizzare sulla bellezza degli oceani, sostenere la ricerca scientifica sugli ecosistemi e sui fenomeni sottomarini e intraprendere azioni concrete di conservazione, come contribuire alla creazione di aree marine protette in tutto il mondo.
Marc A. Hayek, Presidente e CEO di Blancpain, ha dichiarato: “La Fifty Fathoms ha da tempo svolto un ruolo pionieristico nella storia delle immersioni e dell’esplorazione oceanica. Oggi, attraverso il nostro programma Ocean Commitment e il concorso Ocean Photographer of the Year, siamo orgogliosi di continuare a sostenere la fotografia subacquea come potente alleata nell’esplorazione e nella conservazione degli oceani, contribuendo a sensibilizzare, ispirare e promuovere la protezione”.
– website: oceanographicmagazine.com/winners-gallery











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