Mohammad Dadsetan trionfa ai Creative Photo Awards 2026
Annalisa Grassano | On 15, Ott 2026
Il fotografo iraniano Mohammad Dadsetan è il Creative Photographer of Year 2026 con lo scatto intitolato “Metaverse”, un’opera che esplora la connessione intrinseca tra l’umanità e il mondo naturale.
di Redazione Art Vibes
– Picture: ©Mohammad Dadsetan – “Metaverse“, Tehran (Iran). Creative Photo of the Year 2026. (Ispirata alla teoria dei mondi paralleli e all’esistenza umana nel metaverso, questa composizione esplora la nostra connessione intrinseca con il mondo naturale: simboleggia il viaggio di ritorno dell’umanità verso le proprie origini).
Nell’ambito dei Siena Awards 2026, il contest dei Creative Photo Awards è stato vinto dal fotografo iraniano Mohammad Dadsetan con lo scatto intitolato “Metaverse“, un’opera che esplora la connessione intrinseca tra l’umanità e il mondo naturale, una composizione che simboleggia il viaggio di ritorno dell’umanità alle sue origini e trae ispirazione dalla teoria dei mondi paralleli e dalla presenza degli esseri umani nel metaverso.
Nella categoria Fine Art si è classificato al primo posto il fotografo Mohamed Nahi con lo scatto intitolato “Where Ideas Learn to Fly”, una metafora visiva di pensiero e libertà: il cerchio diventa mente e l’uccello un’idea che sfugge ai suoi limiti. L’ombra evoca la presenza umana dietro ogni atto di immaginazione, dove la visione interiore si trasforma in volo esteriore.

©Mohamed Nahi – Where Ideas Learn to Fly, Oran (Algeria), Fine Art, 1st classified, Creative Photo Awards 2026. (In questa metafora visiva di pensiero e libertà, il cerchio diventa mente e l’uccello un’idea che sfugge ai suoi limiti. L’ombra evoca la presenza umana dietro ogni atto di immaginazione, dove la visione interiore si trasforma in volo esteriore).
Nella Categoria “Architecture” al primo posto si è posizionato Frank Loddenkemper con lo scatto intitolato Wall House #2 Groningen, una Wall House progettata dall’architetto americano John Hejduk. Sebbene il design risalga al 1973, l’edificio è stato completato solo nel 2001, dopo la sua morte e risulta essere l’unico esempio realizzato di una serie di 24 progetti.
Sempre nella categoria “Architecture”, spicca lo scatto di Anna Wacker intitolato “In the balance”, una composizione che isolando l’intersezione strutturale, trasforma pesanti elementi architettonici in un equilibrio delicato, sfidando la percezione che l’osservatore ha del peso, della stabilità e delle forze invisibili che ci ancorano, un’esplorazione visiva della precaria tensione tra massa e gravità.
Nella categoria “Nature” a trionfare è stato lo scatto di Yoshiki Nakamura, intitolato “Symphony in motion”, una ripresa da un elicottero sopra il lago Natron, che ha immortalato migliaia di fenicotteri che si levano in volo su un paesaggio d’acqua salata, formando un mosaico di rosa e blu in movimento.

©Yoshiki Nakamura – Symphony in Motion, Lake Natron (Tanzania). Nature & Landscape 1st Classified, Creative Photo Awards 2026. (Da un elicottero sopra il lago Natron, migliaia di fenicotteri si levano in volo su un paesaggio d’acqua salata, formando un mosaico di rosa e blu in movimento. L’immagine impiega un tempo di scatto lungo con uno zoom e una rotazione leggeri, sfruttando il movimento per creare una trama astratta di energia.)
L’immagine ha impiegato un tempo di scatto lungo con uno zoom e una rotazione leggeri, sfruttando il movimento per creare una trama astratta di energia.
Nella categoria “Advertising” si è classificato al primo posto Cheraine Collette con lo scatto intitolato “7EVEN” che vede protagonista una Ferrari 275 GTB (1965), un’immagine che riflette sul progresso umano come estensione della natura stessa, suggerendo che le nostre più grandi innovazioni non si discostano dal mondo naturale, ma ne sono espressioni nate.
Nella categoria “Animals/Pets” lo scatto di Ysabela Coll, “Vanishing Acts” ritrae una razza che con un rapido movimento delle pinne pettorali svanisce nel blu, lasciandosi dietro una nuvola vorticosa di sabbia. Più che uno spettacolo, questo scatto è pura strategia di sopravvivenza: smuovendo il fondale, la razza crea una barriera visiva che confonde i predatori, guadagnando secondi preziosi per fuggire, una vera e propria illusione del fondale marino.
Nella categoria “People”, lo scatto “Golden Bruden” di Pinu Rahman si posiziona l primo posto, un’immagine che ritrae un bracciante della iuta mentre trasporta sulla testa un pesante carico di fibra grezza, immortalato nell’atto di scaricarlo da un trasporto fluviale in Bangladesh. La “Fibra d’Oro” si fonde con la sua barba e il suo volto, simboleggiando quanto sia legata profondamente alla sua identità, resilienza, sopravvivenza, oltre che ai mezzi di sussistenza rurali.
Nella categoria “Open theme” l’immagine di Marko Klavs, intitolata “Infinite Pears” ritrae una natura morta artistica con diverse pere disposte tra e all’interno di cornici vintage annidate, creando un effetto specchio infinito su uno sfondo grigio scuro, poggiate su una superficie in legno.

©Ysabela Coll – Vanishing Act, Cozumel (Mexico). Animals & Pets, 1st Classified, Creative Photo Awards 2026. (Con un rapido movimento delle pinne pettorali, la razza svanisce nel blu, lasciandosi dietro una nuvola vorticosa di sabbia. Più che uno spettacolo, questo scatto è pura strategia di sopravvivenza: smuovendo il fondale, la razza crea una barriera visiva che confonde i predatori, guadagnando secondi preziosi per fuggire — una vera e propria illusione del fondale marino.)

©Pinu Rahman – The Golden Burden, Bangladesh. People, 1st Classified, Creative Photo Awards 2026. (Un bracciante della iuta trasporta sulla testa un pesante carico di fibra grezza, scaricandolo da un trasporto fluviale in Bangladesh. La “Fibra d’Oro” si fonde con la sua barba e il suo volto, simboleggiando quanto sia legata profondamente alla sua identità, resilienza, sopravvivenza, oltre che ai mezzi di sussistenza rurali.)

©Frank Loddenkemper – Wall House #2 Groningen, Groningen (the Netherlands). 1st Classified, Architecture, Creative Photo Awards 2026. (La Wall House #2 a Groningen è stata progettata dall’architetto americano John Hejduk. Sebbene il design risalga al 1973, l’edificio è stato completato solo nel 2001, dopo la sua morte. È l’unico esempio realizzato di una serie di 24 progetti).

©Marko Klavs – Infinite Pears, Möhlin (Switzerland). Open Theme, 1st Classified, Creative Photo Awards 2026. (Una natura morta artistica mostra diverse pere disposte tra e all’interno di cornici vintage annidate, creando un effetto specchio infinito su uno sfondo grigio scuro, poggiate su una superficie in legno).
– website: creative.sienawards.com
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