Memorabilia Quattro Castella - Il primo archivio di comunità dell'Emilia-Romagna
Redazione Art-Vibes | On 20, Ott 2026
Un archivio unico che si configura come uno strumento per ricomporre memorie storiche in una narrazione corale, capace di raccontare il territorio nella sua pluralità.
di Redazione Art Vibes
– Picture: Scuola gratuita di Ricamo, Reggio Emilia.
Un archivio realizzato dalla comunità, che raccoglie fotografie, documenti, video, registrazioni audio e testimonianze per ricostruire la memoria collettiva di un territorio e renderla accessibile a tutti.
Nasce Memorabilia Quattro Castella, il primo archivio di comunità dell’Emilia-Romagna: un progetto partecipativo che mette al centro le storie delle persone e trasforma i ricordi custoditi nelle case in un patrimonio condiviso, aperto e in continua evoluzione.
Non un semplice archivio digitale, ma un processo collettivo che continua a costruirsi nel tempo attraverso il contributo diretto della comunità.
L’archivio è infatti aperto a chiunque conservi fotografie, lettere, documenti, video, registrazioni o ricordi legati al Comune di Quattro Castella in provincia di Reggio Emilia: non solo a chi vive oggi nel territorio, ma anche a chi, pur avendolo lasciato, continua a custodirne la memoria e il legame affettivo.
Ideato e coordinato da Riverrun, centro di ideazione e progettazione culturale specializzato in processi partecipativi e innovazione sociale, il progetto è stato realizzato insieme al Comune di Quattro Castella e alla Biblioteca Comunale “Carlo Levi”, con il contributo della Regione Emilia-Romagna nell’ambito della legge regionale sulla Memoria del Novecento (L.R. 3/2016). Nel percorso sono state coinvolte anche numerose associazioni e realtà locali, che hanno contribuito con materiali, competenze e memoria storica.
A un anno dall’avvio, il progetto sarà presentato ufficialmente con una festa aperta alla cittadinanza mercoledì 21 ottobre 2026 alle h 19.30 presso la sala eventi della Birreria Corte Mancina a Quattro Castella.

Elvia Carri, matrimonio mamma, 1960
Memorabilia Quattro Castella nasce dall’esperienza di “Sconfinamenti. Arte e natura nelle Terre Matildiche” e dall’esigenza, emersa durante quel percorso, di creare connessioni tra le diverse comunità che compongono il comune: Montecavolo, Puianello, Salvarano, Rubbianino, Roncolo e il capoluogo.
Pur appartenendo alla stessa realtà amministrativa, queste frazioni custodiscono storie, identità e tradizioni differenti. L’archivio diventa così uno strumento per ricomporre queste memorie in una narrazione corale, capace di raccontare il territorio nella sua pluralità.
Per dodici mesi la costruzione dell’archivio è avvenuta dal basso, attraverso un percorso fatto di incontri, laboratori e momenti di raccolta nei diversi luoghi del territorio.
Sono stati organizzati laboratori partecipativi per far emergere il genius loci e attivati tour nelle frazioni per incontrare gli abitanti. In biblioteca sono stati inoltre attivati punti di raccolta permanenti, veri e propri presìdi di una “comunità memoriale”, dove continuare a mettere a disposizione materiali e testimonianze.

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Anche i QR code, installati nei muri dei luoghi storicamente deputati all’incontro e allo scambio sociale, e che permettono di accedere direttamente all’archivio, sono nati da un processo partecipativo: sono stati realizzati con i bambini del territorio durante laboratori di mosaico romano condotti da La Musa Mosaici di Castel Gandolfo. Pezzo dopo pezzo, attraverso il contributo di abitanti di diverse generazioni, l’archivio è stato così costruito insieme alla comunità.
Più che un archivio storico tradizionale, Memorabilia è un archivio emozionale. I materiali raccolti non vengono conservati soltanto per il loro valore documentario, ma diventano occasioni per riattivare relazioni, ricordi ed empatia verso i luoghi.
Fotografie di famiglia, lettere, racconti, filmati e piccoli frammenti di vita quotidiana permettono di riscoprire il territorio attraverso lo sguardo di chi lo ha vissuto, costruendo una memoria condivisa dal basso, capace di andare oltre una narrazione esclusivamente istituzionale.
«La Convenzione di Faro del Consiglio d’Europa – spiega Lorenzo Mori, direttore di Riverrun – ha operato un passaggio fondamentale: il patrimonio non è tale solo perché riconosciuto dalle istituzioni, ma perché una comunità gli attribuisce valore. Memorabilia fa un passo ulteriore: non chiede che cosa riconosciamo come patrimonio, ma quali tracce producono relazione, emozione e trasformazione nel presente. I ricordi familiari possono così entrare nel processo senza che il loro valore sia stabilito a priori. È nella condivisione, nel confronto e nella cura che questo valore può emergere. La comunità non si limita quindi a custodire un patrimonio ricevuto, ma lo produce mentre costruisce se stessa».

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A raccontare il valore di Memorabilia sono anche le prime storie emerse dalla raccolta dei materiali, frammenti di vita quotidiana capaci di restituire un’immagine inedita del territorio e delle persone che lo hanno abitato.
Attraverso gli album di famiglia messi a disposizione da Carla e Luigi Baldi, è stato possibile recuperare le immagini storiche della famiglia di Gabriella Farinelli.
Originarie di Montecavolo, queste persone erano commercianti di patate emigrati nel Sud della Francia alla fine del XIX secolo e poi rientrati in paese negli anni Venti.
Grazie al fatto che la famiglia possedeva già una macchina fotografica negli anni Trenta, l’archivio conserva oggi immagini inedite dei figli nelle scuole francesi e scorci di Montecavolo di quel periodo, restituendo il racconto di una storia di emigrazione, ritorno e radicamento nel territorio.
La memoria passa anche dai luoghi di incontro quotidiani, come il negozio di Carlo Acconciature, conosciuto in paese come “Al barbierein”, lo storico salone di Quattro Castella che per decenni è stato molto più di una bottega: un punto di ritrovo, di conversazione e di socialità.
La documentazione raccolta ha permesso di recuperare immagini dell’attività e fotografie delle squadre di calcio locali sponsorizzate dal negozio tra gli anni Cinquanta e Settanta, con i volti dei giovani calciatori che hanno animato la vita sportiva della comunità.
Anche le abitudini e i rituali collettivi trovano spazio nell’archivio, come nel caso del Ristorante Albergo Maddalena di Quattro Castella. Tra i ricordi recuperati c’è quello del campo da bocce del locale, dove negli anni Sessanta era consuetudine che sposi e invitati si sfidassero dopo il pranzo di nozze. Un piccolo gesto di festa e convivialità che racconta un modo diverso di vivere i luoghi della comunità, prima che il campo venisse smantellato negli anni Settanta per lasciare spazio alla nuova struttura del ristorante.
– website: memorabilia.digital











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