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Emergency - “Uomo in mare”

Emergency – “Uomo in mare”

| On 22, Gen 2024

“Non rimanere a guardare”: un video per far riflettere sul delicato tema dell’immigrazione e dell’accoglienza.


di Francesco Spaghi


Picture: Emergency – “Uomo in mare” (still frame video). via: youtube.com/watch?v=9ovofA2kKnA


Nonostante il freddo di questi giorni proseguono senza sosta per migliaia di uomini, donne e bambini, i viaggi della speranza via mare: il Mar Mediterraneo si sta rivelando sempre più un cimitero, basti pensare che solo nel 2023 sono circa 2678 persone sono morte o scomparse tentando di attraversarlo.

Dal 2014 si attestano oltre 28.000 vittime, donne uomini e bambini, annegati perché cercavano di raggiungere l’Europa sognando un futuro migliore, nella speranza di vedere rispettati i loro diritti.

Ancora troppo poche persone riflettono realmente sulla questione, sono troppi gli individui anestetizzati o ammaestrati, che di fronte a queste sciagure non riescono a ragionare con logica e buon senso, ma si lasciano influenzare da opinioni mainstream discutibili e alquanto devianti.

E poi ci sono le persone e le organizzazioni che dedicano i loro sforzi a tentare di salvare dal mare tante vite. Emergency si spende in prima linea con la sua imbarcazione “Life support”, la nave SAR (Ricerca e Soccorso) impiegata nelle acque del Mediterraneo per soccorrere i i natanti in difficoltà, lungo una delle rotte migratorie più pericolose al mondo.

E così mentre qualcuno mosso dal cuore cerca di aiutare qualcun altro più sfortunato, in tanti restano a guardare, bloccando tentativi di missioni di soccorso coordinate e la creazione in mare di canali di accesso legali e sicuri.

In un anno di navigazione e in quattordici missioni, la nave di EMERGENCY ha soccorso 1.219 persone, tra cui uomini, donne, bambini e minori non accompagnati.

 

Uomo in mare. video courtesy of: Emergency

Per stimolare una maggiore presa di coscienza sul tema, Emergency alla fine del 2023 ha pubblicato una campagna di comunicazione che vede come punta di diamante un video molto significativo, intitolato “Uomo in mare”, un’iniziativa firmata Ogilvy e prodotta da The Family che con ironia e acume affronta la delicata questione.

Nel video un bagnino intento a scrutare l’orizzonte scorge in mare un bagnante in difficoltà che si dimena in acqua perché sta affogando. Il bagnino scende dalla torretta e si precipita per soccorrerlo ma nel mentre viene fermato sulla spiaggia da altri bagnanti che gli intimano di non effettuare il salvataggio argomentando bizzarre tesi, farcite di stereotipi e luoghi comuni inerenti al tema dell’immigrazione e dell’ accoglienza.

Chissà da dove arriva quello lì”, “Ma poi dove lo mettiamo? Qui non ce lo voglio”, “Finché sanno che c’è qualcuno che li salva, continueranno a fare il bagno”. E ancora: “Quelli non hanno voglia di fare niente” e “Dovrebbero starsene a casa loro”, queste alcune delle frasi pronunciate.

Il bagnino di fronte a questa marea di opinioni non riesce a buttarsi in acqua, di conseguenza l’uomo in mare annega, risucchiato dalla vorace indifferenza collettiva, un’arma tanto potente quanto una dirompente corrente del mare.

L’allusione alle tragedie che quotidianamente sconvolgono il Mediterraneo è evidente, la questione inquadrata attraverso un’ ottica alternativa, assume un’allure differente e si ammanta di un misto di drammaticità ed ironia che conferisce al video una vibrante potenza comunicativa.

Così come il bagnino e così come tutti gli altri, nessuno di noi può continuare a rimanere solo a guardare, perché come diceva Gino Strada, fondatore di Emergency ed anima illuminata, “I diritti devono essere di tutti, altrimenti sono solo privilegi”.

 

Emergency - “Uomo in mare” (still frame video)
Emergency – “Uomo in mare” (still frame video)

– via: emergency.it/uomo-in-mare


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