do ut do e SpazioC21 - Arte Fiera: Paolo Pellegrin ed EGS in mostra
Redazione Art-Vibes | On 29, Gen 2026
In mostra ad Artefiera a Bologna due artisti internazionali e iconici si confrontano sul tema dell’identità.
di Redazione Art Vibes
Picture: SPAZIOC21 – EGS, Sparks That Drew the Map, 2025, 39x23x14, 49x20x16, 40x22x20 cm. Ph: Dario Lasagni.
Nella quarantanovesima edizione di Artefiera, do ut do e SpazioC21 presentano – nello spazio espositivo del padiglione 26 Stand B90 – due artisti internazionali e iconici che si confrontano sul tema dell’ “Identità”, scelto da do ut do per il ciclo 2026.
Ad esso si ispirano le opere selezionate da SpazioC21, un dialogo tra un fotografo italiano di fama internazionale ed uno dei più promettenti artisti della scena contemporanea finlandese.
Le grandi fotografie a colori di Paolo Pellegrin, realizzate nell’estate 2025 nella storica vetreria Seguso Vetri d’Arte a Murano, sono immagini potenti, evocative, quasi metafisiche, che pongono attenzione allo spazio e ai suoi dettagli quasi fermandoli nel tempo.
Sono istanti del backstage della produzione di sculture in vetro soffiato realizzate dall’altro artista esposto – EGS – che esaltano la versatilità della materia nel farsi forma.

SPAZIOC21 – PAOLO PELLEGRIN, Untitled, 2025, 74,5 x 100 cm. Ph: Paolo Pellegrin
Artefatti colorati e trasparenti, caratterizzate da forme plastiche, curvilinee e sensuali che nei loro volumi alternano concavità e convessità attraverso cui filtra e rimbalza la luce. Le sculture realizzate a Murano dialogheranno con esemplari unici prodotti in Finlandia.
Per Paolo Pellegrin l’identità è insieme radice e processo. Da un lato nasce e si sviluppa nelle origini, nella storia, nella memoria, nei legami che ci costituiscono.
Dall’altro è qualcosa in costante divenire che costruiamo attivamente attraverso le scelte, le relazioni, le narrazioni che diamo di noi stessi. Non è un dato fisso ma piuttosto un dialogo continuo tra ciò che siamo stati, ciò che siamo e ciò che vogliamo diventare.
L’obiettivo cattura l’identità dello spazio e dell’azione, il silenzio della fornace, nature morte impregnate di una storia in cui il tempo sembra essersi fermato e spazi dominati da un’alchimia di materia, fuoco e mani; secondi in cui accade qualcosa di magico, eventi che sembrano quasi accidentali, lontani dall’epitome della perfezione, anzi, ancora più incantevoli proprio perché imperfetti.
La composizione attenta e geometrica dello scatto guida l’occhio dello spettatore verso il soggetto principale – un attrezzo, una scheggia di vetro o una palla di fuoco – mantenendo un forte equilibrio visivo, un contrasto acuto tra luce e ombra, che crea un realismo drammatico e dei chiaroscuri teatrali che accentuano l’identità dei soggetti ritratti.

SPAZIOC21 – PAOLO PELLEGRIN, Untitled, 2025, 74,5 x 100 cm. Ph: Paolo Pellegrin
Per EGS l’identità è una cartografia di emozioni, memoria e luce. L’artista si immagina l’identità come qualcosa di fluido, plasmato dal viaggio, dalla luce e da geografie mutevoli. L’identità di EGS è espressa nei vetri soffiati, oggetti che esplorano la memoria, la trasformazione e gli strati invisibili del se.
Queste opere tracciano gli spazi tra ciò che può essere visto e ciò che rimane nascosto: riflessi del tempo, del mare e del movimento resi nella materia.
Ogni pezzo è il frammento di una mappa più grande: una storia tracciata da orizzonti mutevoli, da percorsi non segnati ma ricordati. Attraverso la trasparenza e la distorsione, EGS cerca forme che racchiudano sia la presenza che la scomparsa, la fragilità e la resistenza. L’identità nasce nella relazione tra il tempo in cui silice, soda, calcare e fuoco diventano vetro e la pellicola su cui è impresso l’attimo in cui la materia diventa forma.
Spazio C21
SpazioC21 è una galleria d’arte contemporanea di Reggio Emilia, fondata nel 2016 da due collezionisti che per quasi 20 anni hanno investigato le espressioni delle sottoculture metropolitane, dell’arte underground e dell’ “artivismo” con le loro deviazioni e derivazioni.
Arte di una comunità globale che dalla fine degli anni Sessanta in poi ha largamente influenzato la cultura giovanile, prima negli Stati Uniti e poi in Europa, travalicando i confini delle discipline, introducendo sperimentazione e trasgressione nel mondo delle arti figurative ed attivando una forte integrazione tra forme espressive.
Una quota del ricavato dalle vendite delle opere esposte verrà assegnato da do ut do, in forma di donazione, alla Fondazione Hospice MT Chiantore Seràgnoli di Bologna.
Paolo Pellegrin
Paolo Pellegrin (Roma, 1964) è un fotografo di fama internazionale, riconosciuto tra gli eredi dei grandi maestri della fotografia italiana, celebre per il suo lavoro di reportage, spesso focalizzato su temi di conflitto, crisi umanitaria e ambientale.
Pellegrin è stato rappresentato dall’Agence VU di Parigi. Nel 2001 ha iniziato la collaborazione con l’agenzia Magnum Photos di cui è membro effettivo dal 2005. Per 10 anni ha collaborato con la rivista Newsweek.
EGS
EGS (Helsinki, 1974) è un artista visivo, uno dei nomi più significativi della scena artistica contemporanea finlandese. Pittore astratto, ha sperimentato per dieci anni la scultura in vetro soffiato e si è affermato come uno dei principali specialisti europei del medium.
Ha conseguito un BA in Graphic Design alla University of Arts di Londra nel 2000; dal 2006 inizia ad essere incluso in mostre collettive nelle principali capitali europee ed è protagonista di numerose mostre personali.
Nel 2020 ottiene la sua prima retrospettiva presso il Museo del Vetro Finlandese: un importante riconoscimento dal mondo istituzionale dell’arte. EGS è stato ospite alla prima Biennale della sua città nel 2021 e sue opere sono state acquisite dalle più importanti fondazioni, collezioni private e musei dei paesi nordici; dalla Galleria Nazionale Finlandese, al Museo d’Arte Contemporanea Kiasma, dal Museo Serlachius, al Didrichsen.











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