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Art Vibes – Let's share beauty | May 20, 2024

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CRAC - Lights in the storm

CRAC – Lights in the storm

| On 28, Ott 2016

Diversi linguaggi artistici, caratteristici della contemporaneità, illuminano la scena calabrese di CRAC.

di Redazione Art Vibes


Picture: Guido Guglielmelli – A Pitë, festa della Pitë, Alessandria del Carretto, Cosenza.


LIGHTS IN THE STORM” è la seconda stagione organizzata dal CRAC | Centro di Ricerca per le Arti Contemporanee di Lamezia Terme (CZ): arti visive, danza, musica, installazioni, djset ed eventi legati al food di qualità.
Il titolo viene fuori da una riflessione sul rapporto tra il territorio e le realtà di operatori culturali coesistenti a CRAC: “In questi ultimi due anni abbiamo assistito ad una voglia di mettersi al lavoro, ad una necessità di progresso da parte degli operatori locali, ad un desiderio di ricreare nella nostra terra ciò che esiste da tanti anni nel resto dell’Italia. Ci è venuta quindi in mente la tempesta, in rapporto al senso di rabbia che un giovane calabrese poteva provare fino a qualche anno fa non trovando qualcosa di stimolante da fare: una mostra, uno spettacolo di ricerca, un concerto di musica elettronica ad esempio. E le luci di cui parliamo sono proprio le realtà come CRAC che in questa rassegna, come nella scorsa, mira a mixare diversi linguaggi artistici caratteristici della contemporaneità.

Si inizia venerdì 28 ottobre con le mostre fotografiche di due artisti calabresi, Valentina Procopio e Guido Guglielmelli. Valentina Procopio, classe ’88, di Catanzaro, presenterà il suo progetto “Luce Madre Casa“. L’intento è quello di leggere una cultura locale attraverso un simbolo religioso, in questo caso la Madonna della Luce, madre protettrice di San Pietro Magisano, piccolo borgo in provincia di Catanzaro.
Una statuetta, la sua piccola effige, popola ogni casa del borgo. Partendo dal suo punto di vista si riesce a raccontare qualcosa della famiglia che l’accoglie: ognuno in un modo personalissimo ed evocativo immerge, circonda e decora la propria statuetta.
Attraverso la chiave religiosa, arrivando all’essenza, ci accorgiamo che luce diventa metafora della fotografia stessa, madre come femminilità che diventa il punto focale del progetto. Giocando con i dittici s’intersecano i significati e i simboli in un racconto essenziale, naturale e neutrale, evidenziando le relazioni tra anima e corpo, tra Dio e l’Uomo, tra leggenda e folklore.

 

Guido Guglielmelli - A Pitë, festa della Pitë, Alessandria del Carretto, Cosenza.
Guido Guglielmelli – A Pitë, festa della Pitë, Alessandria del Carretto, Cosenza.

Guido Guglielmelli, classe ’83, di Cosenza, presenta “A Pitë“, progetto fotografico con focus su Alessandria del Carretto, piccolissima città nel cuore del parco del Pollino, nel profondo Sud Italia. La sua posizione geografica così particolare ha contribuito a pre-servarla intatta nel tempo, con tutte le sue tradizioni secolari. La festa della Pitë (festa dell’Abete) si ripete ogni anno sempre uguale. La leggenda narra che nel 1600 un pastore trovò all’interno di un Abete bianco l’immagine di S. Alessandro Martire.
Da allora, per devozione, ogni anno gli uomini alessandrini trainano a mano un enorme abete bianco dai monti più alti giù fino in paese. L’abete viene trascinato rigorosamente a mano lungo un percorso di circa 6 km. Nei giorni successivi l’albero viene levigato e issato a mano.

All’estremità dell’abete viene fissata la cima di un secondo albero, a cui vengono appesi dei doni che potrà avere solo chi è in grado di scalare la Pitë. La gara è aperta, e gli abitanti di Alessandria sono tutti con il fiato sospeso. Al tramonto la gara può concludersi. La Pitë viene abbattuta, inizia il conto alla rovescia per il prossimo anno. La festa della Pitë riesce a riconciliare l’uomo con la natura, con le antiche tradizioni e con le proprie radici. Tutti sono indispensabili per la buona riuscita dell’impresa, la solidarietà e l’uguaglianza tra tutti i partecipanti sono valori preziosissimi che vengono tramandati di generazione in generazione.

Domenica 30 ottobre arriva invece a CRAC la musica di Giungla, progetto solista di Emanuela Drei, già voce dei Heike Has the Giggles e bassista per His Clancyness. Oltre duecentomila ascolti tra Spotify e Soundcloud senza un album pubblicato, una cover di ‘How do you do it‘ di Empress Of e lodi internazionali che citano il suo EP di debutto ‘Camo’ (Factory Flaws, 2016) come ‘puro minimalismo, drappeggiato delicatamente con echi melodici dei Beach House e The xx‘ secondo Nylon Magazine, oppure ‘simile a quello che The xx avrebbero pubblicato se fossero stati in riva al mare e non a Londra‘ per The Wild And Honey Pie e ‘una nuova dimensione dream pop‘ per il NME.
Nuovo talento italiano da tener d’occhio, anche i live di Giungla esprimono energia pura, modellati da un set up sonoro davvero soprendente per una one-woman-band.

 

Giungla - Emanuela Drei
Giungla – Emanuela Drei

– via: Art Vibes submission


Further reading:

– CRAC facebook: facebook.com/CRAC


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