The Feminine Gaze: on shifting perspectives
Redazione Art-Vibes | On 02, Nov 2026
Lisen Stibeck, Birgit Graschopf, Ingrid Dorner, Florence D’Elle: l’estetica dello sguardo femminile in mostra presso IN-DEPENDANCE by IBASHO.
di Redazione Art Vibes
– Picture: Ingrid Dorner, Zimmer23-01 (2025), courtesy of IN-DEPENDANCE by IBASHO.
IN-DEPENDANCE by IBASHO presenta The Feminine Gaze, una mostra collettiva che riunisce quattro voci distinte della fotografia contemporanea: Lisen Stibeck, Birgit Graschopf, Ingrid Dorner e Florence D’Elle.
Come sognatrici, artiste ed esploratrici, queste poetesse visive propongono un modo diverso di vedere, senza dare per scontata la prospettiva maschile.
Più che un’estetica, lo sguardo femminile è una prospettiva mutevole che si interroga non solo su cosa vediamo, ma anche attraverso quali occhi stiamo guardando.
Il potere delle donne
In Un Conte, l’artista belga e autrice-fotografa autodidatta Florence D’Elle abbraccia la lentezza e la materialità della fotografia di grande formato e del collodio umido per rivisitare una storia profondamente personale.
Attraverso autoritratti e immagini di sua figlia, esplora il ruolo delle donne nel mondo simbolico delle fiabe, attingendo a un passato silenzioso e luminoso, ma anche segnato dalla violenza.
Ispirata dagli universi magici di Jean Cocteau e Jane Campion, D’Elle crea un regno onirico in cui gesti e motivi simbolici si aprono su un’altra realtà.
Le imperfezioni intrinseche al processo al collodio diventano parte essenziale del suo linguaggio visivo, conferendo alle immagini una qualità organica, sensuale e senza tempo.
Per la mostra, D’Elle presenterà Opprinnelsen, un libro frutto della sua residenza artistica presso il Sunnhordland Museum sull’isola di Halsnøy, in Norvegia.

Florene D’Elle, Le Sens (2020), courtesy of IN-DEPENDANCE by IBASHO
Ingrid Dorner è un’artista francese residente a Monaco di Baviera, nota per le sue evocative opere fotografiche di ispirazione surrealista.
In mostra, Dorner presenta opere tratte da tre serie: Liminal, Zimmer 23 e Merveille. Ognuna rappresenta una tappa diversa dello stesso percorso: uno spazio interiore, un processo di trasformazione e una riapertura delle possibilità. Zimmer 23 è incentrata sullo spazio interiore.
Qui, la stanza diventa uno spazio sia fisico che psicologico: un luogo di intimità, protezione, confinamento e tempo sospeso.
Liminal occupa la soglia. È quel momento instabile in cui qualcosa non è più ciò che era, ma non è ancora diventato qualcos’altro. Qui, tempo, chimica e manipolazione agiscono direttamente sul materiale fotografico.
La trasformazione non è solo rappresentata, ma avviene fisicamente all’interno dell’immagine attraverso il processo fotografico chiamato mordançage.
Merveille suggerisce una riapertura. Non una cancellazione di ciò che è stato, né una semplice risoluzione, ma il fragile ritorno del movimento, dell’immaginazione, della sensualità e delle possibilità.
Insieme, le tre serie formano un passaggio verso la possibilità di vedere e abitare il mondo in modo diverso. Durante la mostra, Dorner presenterà il suo libro di recente pubblicazione Liminal – La chimie du temps, edito da Hopper&Fuchs.

Birgit Graschopf, Untitled (2024), Federleicht, courtesy of IN-DEPENDANCE by IBASHO
Birgit Graschopf è un’artista viennese che crea scene misteriose, a volte stravaganti, che pongono sempre figure femminili al centro, raffigurando i mondi interiori dei soggetti fotografati.
Richiamando gesti del Romanticismo e del Surrealismo, il suo linguaggio visivo oscilla tra un’atmosfera di familiarità e intimità e di estraneità e inquietudine.
Spesso, Graschopf colora parzialmente a mano le sue fotografie in bianco e nero, il che, insieme alla precedente applicazione manuale di emulsione fotografica su carta vetrata o cemento, conferisce un aspetto pittorico e contribuisce in modo significativo al carattere distintivo delle immagini. Il risultato di questo processo è sempre presente nella sua serie intitolata Still/Silence (2022-2026).

Lisen Stibeck, Out of Frame (2026), courtesy of IN-DEPENDANCE by IBASHO
Lisen Stibeck è una fotografa svedese con un profondo interesse per l’identità adolescenziale e il paesaggio interiore della psiche, che lavora con sogni e archetipi, plasmando il suo lavoro in una forma di realismo magico. Per The Feminine Gaze, Stibeck presenta A Quiet Distance, una serie che oscilla in uno stato di trasformazione, tra mondo interiore ed esteriore, tra presenza e scomparsa.
Questo progetto esplora la percezione dello sguardo femminile sul cambiamento di un’un’esperienza vissuta, intuitiva e corporea, piuttosto che come un evento definito.
Il titolo si riferisce allo spazio tra ciò che si vede e ciò che si sente, suggerendo una quieta consapevolezza che precede la trasformazione. Le opere invitano a uno sguardo più lento, uno sguardo che ascolta piuttosto che guardare, che percepisce piuttosto che definire.
– Exhibition info: The Feminine Gaze – Lisen Stibeck, Birgit Graschopf, Ingrid Dorner e Florence D’Elle.
– When: 31 ottobre – 20 dicembre 2026
– Where: IN-DEPENDANCE by IBASHO, Waalsekaai 59, 2000 Antwerp.
– website: in-dependancegallery.com











Submit a Comment