62° Wildlife Photographer of the Year - The Winners
Redazione Art-Vibes | On 15, Ott 2026
Il Wildlife Photographer of the Year 2026 è il fotografo naturalista italiano Federico Veronesi con uno scatto che ritrae una femmina adulta di elefante mentre emerge dalla boscaglia portando con sé il corpo senza vita del proprio piccolo.
di Redazione Art Vibes
– Picture: ©Federico Veronesi, Italia – Dopo la tragedia, Valle del fiume Huab, Damaraland, Namibia. Vincitore Wildlife Photographer of the Year 2026. Vincitore, Comportamento: mammiferi. (Un momento intenso in cui un elefante trasporta un cucciolo morto: un comportamento animale complesso. Federico stava seguendo gli elefanti quando si è imbattuto in una serie insolita di segni di trascinamento sulla sabbia del letto di un fiume in secca. La causa è diventata chiara quando ha raggiunto un gruppo familiare. Una femmina è emersa con il cucciolo, la cui zampa era stretta tra la zanna e la proboscide. Comportamenti legati alla morte – come vocalizzazioni, veglia del cadavere, ispezione e manipolazione di ossa, trasporto dei deceduti – sono stati osservati negli elefanti sia africani sia asiatici. Alcuni ricercatori suggeriscono che potrebbero indicare il percorso di un elefante verso la comprensione della morte, altri interpretano questi gesti come manifestazione del lutto. «Questa fotografia funziona su così tanti livelli. Emotivamente è un pugno allo stomaco, straziante e commovente. Ritrae tutto quello che il fotografo ha visto in questi animali incredibili: la capacità cognitiva, l’empatia, la compassione, la consapevolezza di sé e la complessità emotiva. Questa fotografia dice davvero tutto» – Kathy Moran – Presidente della giuria. Dettagli tecnici: Nikon Z8 + obiettivo 400mm f2.8; 1/1000 a f2.8; ISO 72
Il Wildlife Photographer of the Year, la mostra di fotografie naturalistiche più rinomata al mondo, torna a Milano dal 20 novembre 2026 al 7 febbraio 2027 nella prestigiosa sede del Museo della Permanente, organizzata dall’Associazione culturale Radicediunopercento, presieduta da Roberto Di Leo, con media partner LifeGate.
In contemporanea con l’esposizione londinese, protagoniste le 100 fotografie premiate alla 62a edizione del concorso indetto dal Natural History Museum, selezionate tra il numero record di 65.403 candidature provenienti da 113 Paesi, che sono state giudicate in forma anonima da una giuria internazionale di esperti sulla base di creatività, originalità e tecnica degli scatti, e della loro rilevanza per la tutela della natura.
Sono immagini capaci di raccontare la natura nelle sue forme più affascinanti e sorprendenti: dai comportamenti degli animali ai dettagli del mondo vegetale, dagli habitat più remoti alle specie minacciate, fino alle conseguenze della trasformazione degli ecosistemi e del cambiamento climatico.
Lo spettacolo è valorizzato da grandi cornici retroilluminate a LED che esaltano ogni dettaglio fotografico con una nitidezza e una profondità eccezionali, inoltre 25 scatti selezionati dal pubblico nell’ambito del People’s Choice, si possono ammirare in slideshow su uno schermo di 4 metri, e filmati di backstage delle fotografie vincitrici, interviste e altri contenuti legati alla mostra, sono fruibili nella sala video.
Il vincitore del Wildlife Photographer of the Year 2026 è il fotografo naturalista italiano Federico Veronesi, da oltre vent’anni residente in Kenya, con The Aftermath (Dopo la tragedia), realizzata nella Huab River Valley, in Damaraland, Namibia. La fotografia ritrae una femmina adulta di elefante mentre emerge dalla boscaglia portando con sé il corpo senza vita del proprio piccolo. Un’immagine di grande intensità che rivela in modo straordinariamente potente la complessità emotiva e sociale di questi animali.
Il titolo di Young Wildlife Photographer of the Year 2026 è stato assegnato a Oscar Whitfield, giovane fotografo dello Zimbabwe/Regno Unito, per Labour of Love (Un atto d’amore), scattata nel Parco Nazionale di Zambezi, in Zimbabwe, che mostra una femmina di scarabeo stercorario mentre trasporta una pallina di sterco, destinata al nutrimento della propria larva. Uno scatto che racchiude una storia completa e che testimonia la capacità di osservare e raccontare anche i più piccoli protagonisti degli ecosistemi.
©Francisco Negroni, Cile – Segnale di avvertimento, Route 40, Provincia di Santa Cruz, Argentina. Vincitore, Fotogiornalismo, Wildlife Photographer of the Year. (Un puma morto immerso nella bellezza selvaggia e battuta dal vento della Patagonia argentina. Legato alla recinzione ed esposto come un trofeo di caccia: Francisco non aveva «mai osservato o fotografato prima d’ora» una scena del genere. Nel 2025, la Provincia di Santa Cruz ha proibito la caccia ai puma, ma la persecuzione illegale continua. La predazione del bestiame è una delle cause maggiori del conflitto tra esseri umani e puma (Puma concolor). Si ipotizza che recintare le pecore di notte e ricorrere a cani da guardia possa ridurre in modo significativo la perdita di bestiame senza dover ricorrere alla caccia. Nel Cile meridionale, alcuni proprietari hanno addirittura abbandonato l’allevamento di pecore a favore del turismo legato ai puma). Dettagli tecnici: Canon EOS R5 + obiettivo 70-200mm f2.8; 1/640 a f3.2; ISO 100.
Federico Veronesi è inoltre protagonista di un altro importante riconoscimento: la sua Sanctuary Survivors (Sopravvissuti del Santuario), che racconta una storia di successo nella conservazione, è stata premiata con l’Impact Award 2026 e ha ricevuto la Menzione d’onore nella categoria “Ritratti di Animali”.
Si tratta di un gruppo di rinoceronti bianchi meridionali che si avvicina a una pozza d’acqua, sollevando una nuvola di polvere, fotografato nella Solio Game Reserve, il primo santuario in Kenya con un ruolo fondamentale nella protezione e nella riproduzione del rinoceronte nero, specie in pericolo critico, e del rinoceronte bianco meridionale, oltre che nei programmi di trasferimento degli animali verso altre aree protette.
©Oscar Whitfield, Zimbabwe/UK – Un atto d’amore, Zambesi National Park, Distretto di Hwange, Zimbabwe. Vincitore Young Wildlife Photographer of the Year 2026. (Lo sforzo estenuante di uno scarabeo stercorario mentre spinge il suo prezioso carico. Usando un tempo di scatto rapido e un’alta sensibilità alla luce, Oscar si è disteso a terra per fotografare questo scarabeo della specie Pachylomera femoralis all’altezza degli occhi, mentre la luce del sole e il calore creavano polvere secca tutt’intorno a lui. Gli scarabei stercorari – oltre 5.000 specie in tutto il mondo – svolgono un ruolo fondamentale nei loro ecosistemi. Sminuzzando lo sterco e seppellendolo, impediscono il verificarsi delle condizioni necessarie alla produzione di metano, riducendo così la quantità di emissioni di gas serra. Seppellire lo sterco ne accelera inoltre la decomposizione, diminuendo il numero di parassiti che colpiscono il bestiame e la fauna selvatica. «Questo è un esempio perfetto di fotografia narrativa: un’intera storia racchiusa in un’unica immagine. Ciò che la rende particolarmente straordinaria è che tutto sta accadendo sotto ai nostri piedi, eppure il fotografo è sceso a livello del suolo ed è riuscito a immortalare una scena incredibile» Kathy Moran – Presidente della giuria. Dettagli tecnici: Canon EOS R6 Mark II + obiettivo Sigma 150-600mm f5-6.3; 1/1250 a f6.3; ISO 3200
Le altre eccellenze italiane premiate con Menzione d’onore sono: Marco Colombo, nella categoria “Subacquee”, per Cave of Wonder (La grotta delle Meraviglie), realizzata in una grotta del Friuli-Venezia Giulia, dove si vede un raro proteo, anfibio tipico degli ambienti carsici sotterranei, considerato a rischio a causa dell’inquinamento delle acque; Fabio Sartori, nella categoria “Arte della natura”, per Swept Away (Spazzato via), immagine realizzata a Valpiana, in provincia di Grosseto, che crea l’illusione ottica di una formica sospesa in aria mentre viene trasportata dal vento su un seme; Carlo Antonio D’Aurizio, nella categoria “Zone umide – la visione d’insieme”, per Starling Morning Cloud (Nuvola di storni mattutina), spettacolare stormo di storni in volo sopra il fiume Tirino, in Abruzzo.
Ognuna delle 100 fotografie esposte ha una storia eccezionale riportata nelle didascalie, arricchite dalle emozioni dell’autore durante la realizzazione dello scatto, dai dati tecnici, dalle informazioni scientifiche sulle specie ritratte e dalle citazioni dei fotografi e della giuria.
Un viaggio per immagini che assume un significato ancora più ampio grazie al tema della salute della biodiversità della Terra che è possibile approfondire, per alcuni degli habitat raffigurati, attraverso il Biodiversity Intactness Index (BII).
L’indice sviluppato dagli scienziati del Natural History Museum misura quanto un ecosistema sia rimasto integro e individua le aree maggiormente compromesse, offrendo a ricercatori, istituzioni e decisori politici uno strumento utile per orientare le azioni di protezione e ripristino.
Per gli appassionati e tutti gli interessati, l’Associazione Culturale Radicediunopercento proporrà, come di consueto, un programma di corsi teorici di fotografia, seminari di scienze naturali, incontri di divulgazione scientifica e workshop pratici in natura, con fotografi naturalisti e importanti esperti e divulgatori, secondo un calendario che sarà comunicato prossimamente.
©James Lewin – Il luogo di ritrovo, ol Donyo Lodge, Chyulu Hills National Park, Contea di Makueni, Kenya, Vincitore, Animali nel loro ambiente, Wildlife Photographer of the Year. (Un giovane elefante maschio che spruzza acqua su un gruppo di zebre radunate sulle colline Chyulu, in Kenya. Sebbene non mancassero certo soggetti e azione intorno a questa pozza d’acqua, James ha dovuto fare i conti con una luce cruda e spietata. Ha scelto di ammorbidirla utilizzando una fotocamera convertita a infrarossi, creando questa scena onirica. Le pozze d’acqua possono rappresentare una fonte di vita fondamentale durante gravi periodi di siccità. Gli animali di taglia più grande, come gli elefanti, hanno la priorità sugli altri nell’accesso alle pozze. Gli erbivori trascorrono più tempo in questi punti quando sono presenti gli elefanti, forse perché le loro dimensioni scoraggiano i predatori, anche se la competizione per l’accesso all’acqua potrebbe prolungare la loro permanenza). (Dettagli tecnici: Nikon Z 7II + obiettivo 28-75mm f2.8; 1/800 a f7.1 (+1 e/v); ISO 800; macchina fotografica convertita a infrarossi).
©Anton Sorokin, USA – Posa protettiva, Contea di Contra Costa, California, USA. Vincitore, Comportamento: anfibi e rettili, Wildlife Photographer of the Year. (Un tritone della California deporre le sue uova mentre stringe la vegetazione su cui c’era già un ammasso di uova. Anton non aveva mai assistito a quella scena, nonostante avesse documentato il comportamento dei tritoni ogni inverno. Lo stagno era troppo torbido per nuotarci, perciò con i piedi nell’acqua, lungo la riva, ha immerso con cautela la macchina fotografica e le luci sotto la superficie per immortalare questa scena eccezionale di cura parentale. I tritoni della California (Taricha torosa) intrecciano le loro zampe posteriori per proteggere le uova, esposte alla predazione da parte di altri tritoni. Rimarranno in questa posizione fino a quando la massa gelatinosa attorno alle uova non si sarà gonfiata al punto da diventare troppo grande per essere mangiata e non si sarà solidificata sullo stelo). (Dettagli tecnici: Nikon D850 + obiettivo fisheye 8-15mm; 1/100 a f18; ISO 400; custodia Nauticam; flash subacquei Seacam 60D)
©Alex Visbal, Colombia – Il grande divario, Stansbury Bay, Great Salt Lake, Utah, USA. Vincitore zone umide: visione d’insieme, Wildlife Photographer of the Year 2026. (Come una singola linea artificiale possa rimodellare un’intera area umida. Questa fotografia fa parte del progetto a lungo termine di Alex che documenta l’impatto delle industrie sui corpi d’acqua. Il caratteristico colore rosa sulla sinistra è causato da batteri rosa acceso che proliferano nell’acqua a salinità elevata, condizione che si verifica quando un’area viene privata dell’apporto di acqua dolce. L’ecologia del lago sta subendo un forte degrado a causa dell’utilizzo industriale, delle deviazioni a monte e del cambiamento climatico. Da quando è stata scattata questa foto, lo Stato dello Utah ha sottoposto l’area a un programma di gestione conservativa). Dettagli tecnici: Canon EOS R5 Mark II + obiettivo 70-200mm f2.8; 1/640 a f3.2 (-0.67 e/v); ISO 1250.
©Kutub Uddin, Bangladesh/Regno Unito – Secret Worlds, Hesworth Common, West Sussex, Inghilterra, UK. Vincitore del premio Portfolio, Wildlife Photographer of the year 2026. (Il mondo magico e spesso surreale dei mixomiceti (o muffe mucillaginose), organismi appena visibili a occhio nudo. Kutub ha iniziato a interessarsi ai mixomiceti nel 2024 e, in qualità di fotografo macro, oggi dedica gran parte del suo tempo a rivelare questo minuscolo mondo nascosto. Ama esplorare i boschi vicino a casa, nel sud-est dell’Inghilterra, dove i tronchi caduti e il sottobosco umido offrono l’opportunità di scoprire questi affascinanti organismi. I mixomiceti sono diffusi in tutto il mondo; crescono principalmente su legno morto o lettiera di foglie, nutrendosi di altri microrganismi. Le strutture ritratte in questo portfolio sono alte appena uno o due millimetri (meno di un dodicesimo di pollice. Il movimento giocoso di un gruppo di corpi fruttiferi ‘danzanti’ di Cribraria aurantiaca. Kutub stava cercando Cribraria aurantiaca da diversi mesi e alla fine trovò questo piccolo raggruppamento che cresceva su un tronco di pino caduto. La loro disposizione sembrava quasi un incontro di wrestling in miniatura – o una danza – che ha immediatamente catturato la sua attenzione.)
– Exhibition info: Wildlife Photographer of the Year
– When: 20 novembre 2026 – 7 febbraio 2027
– Where: Museo della Permanente, Via Filippo Turati 34, 20121 Milano.
– website: nhm.ac.uk/wpy











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