MAM - Media Art Museum: l primo museo permanente a Roma interamente dedicato alla Media Art
Redazione Art-Vibes | On 07, Ott 2026
Uno spazio di 1.000 mq che riunisce mostre, installazioni, performance, ricerca, formazione e attività educative. In mostra HyperMedia che raccoglie più di 25 anni di creatività digitale.
di Redazione Art Vibes
Picture: MAM – Media Art Museum, installation view.
Un luogo in cui l’arte esce dagli schermi per dialogare con il pubblico, diventando materia viva e interattiva.
Tutto questo diventa possibile al MAM – Media Art Museum, il primo museo permanente di Roma interamente dedicato alla Media Art che apre le porte al pubblico da venerdì 9 ottobre: un luogo in cui tecnologia e arte si fondono in esperienze che ridefiniscono il rapporto tra opera, spazio e pubblico.
Situato in Corso d’Italia 37/D il MAM, diretto da Gianluca Del Gobbo, occupa circa 1.000 metri quadrati e riunisce mostre, installazioni, performance, ricerca, formazione e attività educative: al centro si trova una sala immersiva di 300 metri quadrati, resa unica da un palco e 27 proiettori che trasformano pareti, soffitto e pavimento in un unico ambiente visivo.
Oltre alla mostra, il MAM si anima con festival ed eventi dedicati alle arti digitali, audiovisive e immersive dal vivo.
Il museo nasce da oltre venticinque anni di attività nelle arti digitali e audiovisive, dai pionieri del web e dell’intelligenza artificiale fino alle pratiche generative e alle esperienze immersive, con un percorso tra opere storiche e contemporanee che raccontano come tecnologia, immagini, codice e spazio hanno trasformato il modo di creare e vivere l’arte.
MAM – Media Art Museum, installation view
Net Art e NFT, live immersivi, AI art, opere interattive, installazioni e molto altro trovano spazio all’interno di HyperMedia, la mostra permanente del Media Art Museum curata dal suo stesso direttore, contenente l’archivio storico di Shockart.net con più di 25 anni di creatività, insieme alle produzioni di artisti provenienti dalla rete AVnode. Più che un museo, il MAM è un luogo che racconta l’evoluzione dell’arte e il suo rapporto con il fruitore che, attraverso l’interazione, la rende materia viva e mutevole.
HyperMedia conta 35 collettivi artistici (per un totale di 48 artisti) di fama internazionale e provenienti da dieci stati diversi (tra questi Australia, Stati Uniti, Ungheria, Italia, Turchia, Cile, Francia) che portano al MAM le loro creazioni fatte di pixel, immagini mutevoli e codici html.
A incuriosire sono le opere immersive che modificano completamente la relazione tra spettatore e opera d’arte, abbattendo ogni barriera e rendendo il tutto un unico spazio di fruizione.
MAM – Media Art Museum, installation view
Questo concetto è ben visibile in Continuum, l’opera dell’ungherese Kati Katona, già presente a Fotonica 2024, in cui esplora la struttura dello spazio e del tempo su scala cosmica: il fruitore è infatti immerso in una bolla temporale in cui tempo, spazio e movimento si dissolvono gradualmente mettendo così in discussione la percezione della progressione del tempo e la dimensione dello spazio.
Insieme a lei anche il progetto Pixel Orchestra vs FLxER dello studio italiano Ultravioletto: un’installazione interattiva in cui due software (Pixel Orchestra e FLxER) dialogano creando immagini che lo spettatore può comporre e manipolare.
Il programma dei Live Immersivi si arricchisce anche con le opere degli italiani Alice Felloni, FLxER, Dario Buratti, martae, Carlo Alfano, Angela D’onghia e Simona Vacca, insieme a Stanislav Glazov (Ungheria), SARV (Francia), Infratonal (Francia), Susan Kosti (Australia), Lake Heckaman (Stati Uniti), Sergey Prokofyev (Germania), Konx-on-pax (Regno Unito), Jana Tox e Bruno Tripodi (Cile), Pandelis Diamantides (Olanda), Anna Bacheva (Francia), Benjamin Sandro Jantzen (Germania), Bad Pedestrian (Stati Uniti), DECOL Media Arts Studio (Turchia).
In HyperMedia è possibile ammirare anche opere generate con l’Intelligenza Artificiale.
Ad esporre in questa sezione, sono l’italiana Francesca Fini con Blood & Ink, una serie di animazioni che nascono da un archivio personale; l’ungherese David Szauder, protagonista a Fotonica 2024, con I Believe with All My Soul in cui intelligenza artificiale, memoria e cultura visiva creano un tempo sospeso, in cui l’assenza è parte fondamentale dell’opera.
E ancora V3RBO che partendo dall’arte dei graffiti esplora anche quella digitale, con Metamorphosis Insectorum: un’opera in cui le lettere dell’alfabeto si scompongono e ricompongono diventando delle armature, mettendo così in discussione il confine tra struttura artificiale e organismo vivente.
Insieme alle precedenti forme d’arte, HyperMedia dedica uno spazio anche alla NetArt in cui la rete diventa medium e spazio dell’opera, creando una correlazione tra codice, immagini, link e interazione. Per questa sezione ci saranno le creazioni degli americani GMUNK, Perfectl00p, Chris Maestas (0009), Ghassan Naji (g0naji) e Joshua Davis, Jaromil (Olanda), Ross Mawdsley (Regno Unito) e Deliriouniversale.com(a) (Italia).
La programmazione del museo comincia nella giornata di sabato 10 ottobre con Visual Sound Academy dedicato alla creatività delle nuove generazioni di artisti digitali: fino al 21 ottobre, accoglierà residenze artistiche e workshop intensivi con artisti professionisti internazionali. Nei suoi spazi inoltre, gli studenti esporranno le opere create in questa occasione.
MAM – Media Art Museum, installation view
Il MAM è anche sede di alcuni dei festival residenti più longevi del panorama artistico-digitale internazionale come la XXVI edizione di LPM – Live Performers Meeting (il più grande evento mondiale di Audio Visual Performing Arts) in programma dal 22 al 25 ottobre.
Successivamente, gli spazi del museo ospiteranno Live Cinema Festival dal 5 al 7 novembre, dedicata al live cinema e alle performance audiovisive e la X edizione di Fotonica Festival, il festival internazionale di Audio Visual Digital Art e Luce, in programma dal 20 al 28 novembre.
Dai videomapping futuristici alle residenze artistiche, passando per performance artistiche, musica elettronica e workshop per tutte le età, Fotonica celebra l’arte digitale e la sperimentazione audiovisiva presentando le migliori esperienze mondiali e contribuendo alla creazione di un network globale che raduna le più importanti realtà del settore.
Il programma completo verrà svelato nelle prossime settimane e si suddividerà nella sede del MAM e dell’Accademia di Ungheria, che ospiteranno residenze artistiche, workshop e incontri con gli artisti.
Infine il Media Art Museum è anche luogo di workshop e di didattica rivolta non solo a giovani artisti ma anche a scuole, bambini e famiglie, un luogo vivo con una programmazione che interseca mostre, festival internazionali e attività didattiche per tutte le età: dal 2027 infatti saranno attivati dei corsi per bambini e ragazzi con l’obiettivo di avvicinarli al mondo della digital art, attraverso laboratori, installazioni interattive e percorsi educativi.
– website: mediaartmuseum.org











Submit a Comment