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Art Vibes | November 14, 2018

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PENDULUM - Merci e Persone in Movimento

PENDULUM – Merci e Persone in Movimento

| On 05, Nov 2018

Merci e Persone in Movimento: immagini dalla Collezione di Fondazione MAST.

di Redazione Art Vibes


Picture: Mimmo Jodice – Napoli, Manifestazione a Piazza Garibaldi / Naples, Demonstration in Piazza Garibaldi, 1967. Stampa ai sali d’argento / Gelatin silver print, 19,3 x 29 cm © Mimmo Jodice


In occasione dei 5 anni di apertura dell’omonimo Centro culturale multifunzionale, la FONDAZIONE MAST espone una selezione di opere dalla propria collezione di fotografie e immagini in movimento sul tema Industria e Lavoro. Oltre 250 immagini storiche e contemporanee di 65 artisti di tutto il mondo mostrano la genialità e l’energia che negli ultimi due secoli hanno spinto gli uomini a progettare mezzi e infrastrutture per muovere merci, persone e dati.

La nuova mostra, a cura di Urs Sthael, allestita negli spazi espositivi della PhotoGallery, propone una riflessione, a più voci, sul tema della velocità che caratterizza l’attuale società globale.

Il pendolo simboleggia questo moto perenne del mondo e dei suoi abitanti nello spazio e nel tempo. Il suo oscillare è sinonimo di cambiamenti improvvisi d’opinione, di convinzioni che si ribaltano nel loro esatto contrario. Inoltre, la sua immagine evoca il traffico pendolare, i milioni di persone che la mattina presto per lavoro raggiungono il centro delle città e la sera tornano stanche ai loro quartieri dormitorio. Ma il pendolo è anche un simbolo valido per i traffici in genere, per quel perenne scambio di merci a fronte di altre merci, di denaro, di promesse.

 

Helen Levitt - N.Y. (metropolitana), dalla serie (Metropolitana) / N.Y. (subway), from the series (Subway), 1975, Stampa ai sali d’argento / gelatin silver print, 19,4 x 29,4 cm © Film Documents LLC, courtesy Galerie Thomas Zander, Cologne
Helen Levitt – N.Y. (metropolitana), dalla serie (Metropolitana) / N.Y. (subway), from the series (Subway), 1975
Stampa ai sali d’argento / gelatin silver print, 19,4 x 29,4 cm © Film Documents LLC, courtesy Galerie Thomas Zander, Cologne

A questo dinamismo incessante si contrappone un fenomeno di segno opposto come spiega Urs Stahel: “Da decenni si continua ad aumentare il ritmo e la velocità: la crescente accelerazione dei processi economici e sociali è iniziata ai primordi della rivoluzione industriale fino a toccare oggi livelli vertiginosi. Il solo fenomeno che ci spinge a rallentare il passo, a cercare persino di fermare tutto, è quello delle migrazioni. Le uniche barriere esistenti sono quelle che frenano i perdenti locali e globali della modernità.”


La mostra illustra visivamente le energie contrastanti e diametralmente opposte che si sprigionano da questi due fenomeni: da una parte la forza prorompente dei motori, l’enorme accelerazione, i mezzi di trasporto trasformati in feticcio del nostro tempo e dall’altra il rallentamento, la brusca, violenta frenata, il blocco dei flussi di persone che migrano.

Psychomotor di Rémy Markowitsch, le auto da corsa di Ugo Mulas e il monumentale trittico in onore del feticcio-automobile di Luciano Rigolini impattano contro le complesse installazioni di Ulrich Gebert e Xavier Ribas sul tema della migrazione e del nomadismo allestite sulle pareti della PhotoGallery.

I container di Sonja Braas, l’epopea dei truckers di Annica Karlsson Rixon, la serie di Yto Barrada sui manovali narrano con immagini forti e suggestive il trasporto di merci e il trasferimento di persone costrette a muoversi per lavoro. Nei suoi intensi ritratti quasi in bianco e nero, Helen Levitt fotografa i pendolari nelle metropolitane degli anni settanta e ottanta, ne indaga gli stati d’animo, gli umori, mentre David Goldblatt, con le sue immagini scure, cupe, documenta la fatica di affrontare quattro ore di viaggio in autobus per recarsi al lavoro e lo sforzo ancora maggiore necessario a percorrere il tragitto inverso dopo un turno di dieci ore.

 

Annica Karlsson Rixon - Camionisti (bianchi) / Truckers (white), 1994-1999. 738 stampe digitali a colori montate su d-bond / 738 digital prints mounted on d-bond 8,5 x 12,5 cm ciascuna / each - © Annica Karlsson Rixon
Annica Karlsson Rixon – Camionisti (bianchi) / Truckers (white), 1994-1999. 738 stampe digitali a colori montate su d-bond / 738 digital prints mounted on d-bond 8,5 x 12,5 cm ciascuna / each – © Annica Karlsson Rixon

Nella sua video installazione Jacqueline Hassink ritrae i pendolari moderni in sette città del nostro mondo globalizzato e mostra come ognuno di loro si muova i due modi: prima di tutto verso la propria destinazione, il posto di lavoro, e contemporaneamente in un perenne viaggio virtuale con il telefono cellulare o il tablet su cui tutti, senza eccezione, tengono gli occhi puntati.

Richard Mosse associa il commercio globale alle migrazioni: nell’opera lunga sette metri dal titolo Skaramaghas centinaia di container occupano un’area portuale. Lungo il margine sinistro dell’immagine la sua termocamera, uno strumento ottico in grado di rilevare differenze di calore a trenta chilometri di distanza, fotografa il trasporto di merci lungo le rotte mondiali, mentre sulla destra, gli stessi container sono impiegati come abitazioni per i migranti.
Individui rimasti bloccati, persone che non possono andare avanti né tornare indietro e che temono il momento in cui sapranno se hanno ottenuto il permesso di proseguire il viaggio o se invece verranno reimbarcate verso il paese d’origine. Un’unica immagine che condensa tutto il sistema.

 

O. Winston Link - Licenza al treno a doppia trazione / Highball for the Double Header, 1959 Stampa ai sali d’argento / gelatin silver print, 39 x 48,8 cm
© O. Winston Link, courtesy Robert Mann Gallery
O. Winston Link – Licenza al treno a doppia trazione / Highball for the Double Header, 1959 Stampa ai sali d’argento / gelatin silver print, 39 x 48,8 cm. © O. Winston Link, courtesy Robert Mann Gallery

– via: Art Vibes submission – images courtesy of: Fondazione MAST, via: Studio Lucia Crespi


Exhibition info: PENDULUM – Merci e Persone in Movimento, Immagini dalla Collezzione di Fondazione MAST

When: 4 ottobre 2018 – 13 gennaio 2019
Where: Fondazione MAST, via Speranza 42, Bologna.


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