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Art Vibes | May 19, 2019

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Miguel Chevalier - Pixels Noir Lumière 2019

Miguel Chevalier – Pixels Noir Lumière 2019

| On 14, Mag 2019

Un dialogo intergenerazionale tra il “pittore” sperimentale, cultore di un colore virtuale, e il pittore astratto, radicale nella sperimentazione. In mostra al Soulages Museum un nuovo linguaggio pittorico in cui il pixel diventa l’equivalente della rappresentazione pittorica.

di Redazione Art Vibes


Picture: Miguel Chevalier – Pixels Noir Lumière 2019. Frame from Miguel CHEVALIER “Pixels Noir Lumière 2019” Musée Soulages, Rodez (France), video by Claude Mossessian.


La materia vive di luce: questo il litemotiv che accompagna la poetica artistica di Pierre Soulages, celebre pittore, incisore, scultore francese, che quest’anno taglierà l’invidiabile traguardo del secolo di vita.

Per omaggiare la carriera di un così grande artista il Soulages Museum ha organizzato per tutto l’arco del 2019 una serie di mostre tematiche, riunendo differenti personalità creative.

Dal 19 aprile al 26 maggio 2019 è in corso l’esibizione di Miguel Chevalier, intitolata Pixels Noir Lumière. L’artista francese, considerato a livello internazionale uno dei pionieri dell’arte digitale e virtuale, celebra la potenza e la plasticità della luce attraverso incredibili installazioni immersive, esplora e sperimenta un nuovo linguaggio pittorico in cui il pixel diventa l’equivalente della rappresentazione pittorica.

L’ammirazione per i dipinti astratti degli anni ’50 di Pierre Soulages, Jackson Pollock e Sam Francis, lo ha condotto a sviluppare una particolare tecnica, il cosiddetto “electronic dripping” dove lo spettatore interagisce con lo spazio pittorico proiettato modificandone le forme estetiche.

Si innesca così un potente dialogo intergenerazionale tra il “pittore” sperimentale, cultore di un colore virtuale, e il pittore astratto, radicale nella sperimentazione, che mescola da sempre nero, materia e luce in modo sistematico e innovativo.

 

Miguel CHEVALIER “Pixels Noir Lumière 2019” Musée Soulages, Rodez (France). video courtesy of: Claude Mossessian

Miguel Chevalier è portavoce di un’era che ha vissuto un grande cambiamento nella storia dell’arte alla fine degli anni ’70, quando la società dell’informazione, l’informatica e le scienze digitali hanno incominciato a muovere i primi passi. Stiamo parlando di un’arte emergente, dipendente dal progresso materiale e tecnologico, che si evolve ad un ritmo esplosivo, una sorta di intelligenza artificiale che sfida contemporaneamente la scienza, la società e l’artista. Con Chevalier la luce digitale si trasforma in un vero materiale artistico per creare nuove esperienze e sensazioni che vanno oltre il fenomeno ottico.

The Origin of the World, ad esempio è un’installazione generativa e interattiva di realtà virtuale che offre ai visitatori un’esperienza immersiva attraverso una proiezione monumentale sul terreno (12 x 7,50 m). Le trame visive mutano in tempo reale reagendo ai movimenti degli spettatori. I sensori rilevano i loro movimenti che generano interferenze, ondulazioni, turbolenze che creano nuove esperienze visive sotto i loro piedi, giocando con percezioni e sensazioni.

Si genera così un universo sintetico e artificiale, vortici di pixel si diffondono secondo ritmi differenti, una metafora della vita sulla terra, un ritorno alle origini, una celebrazione della vita cellulare che sostanzia la materia. Mezzo scienziato, mezzo alchimista dell’ibridazione, Miguel Chevalier crea una “zuppa primordiale” sintetizzata dal computer.

Il confronto con l’operato di Soulages è inevitabile: con Outrenoir (1979) il pittore ha spinto lo spettatore a passare alla scoperta totale delle sfumature generate dalla luce, scandite dal ritmo dei materiali che delineano le composizioni. A seconda di dove l’osservatore si trovi di fronte alla tela, una linea chiara su una superficie scura può essere invertita per diventare una linea scura su una superficie chiara. I dipinti di Soulages in qualche modo “seguono” lo spettatore, i raggi luminosi proiettano il lavoro in avanti, riempiono lo spazio tra la tela e lo spettatore, creando così una dimensione immersiva, punto di partenza per un’esperienza pittorica straniante, in continuo divenire.

 

Miguel CHEVALIER “Pixels Noir Lumière 2019” Musée Soulages, Rodez (France) version interview. video courtesy of: Claude Mossessian

Anche Miguel Chevalier usa la luce, ma in modo diverso. La luce che emerge da un videoproiettore per rivelare, ad esempio in Pixel Liquides 2019, una pelle di pixel neri e blu con effetti sorprendenti. Coinvolge altresì il movimento dello spettatore che trasforma la “pittura di luce” in una scena sempre nuova, una continua variazione di trama, commovente e unica per il suo carattere effimero.

Ogni corpo di spettatore-attore diventa un pennello digitale che dipinge per tutto il tempo dell’interazione. Tuttavia in questo caso l’esperienza può essere condivisa da e tra i diversi attori che cambiano insieme alla creazione, mentre, con Soulages, l’esperienza è sempre solitaria. Cambia l’approccio ma la relazione è sempre triangolarelavoro – spettatore – movimento”, la tecnica alla fine scompare dietro una sensazione, andando oltre l’aspetto ottico e giocoso, aprendo la strada all’introspezione e alle emozioni.

Oltre a queste due spettacolari installazioni partecipative che stimolano un’esperienza sensoriale e riflessiva, la mostra rende omaggio al punto fondamentale di qualsiasi immagine digitale: il pixel, un marchio di fabbrica del lavoro e della ricerca di Miguel Chevalier, un pixel sovradimensionato che compone mondi astratti sfumati di poesia.


– via: miguel-chevalier.com – top image: frame form video by Claude Mossessian


Exhibition info: Miguel Chevalier – Pixels Noir Lumière. 2019. Production technique : Voxels Productions

When: 19 aprile – 26 maggio 2019.
Where: Musée Soulages, Rodez, France.


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