“RI-SCATTI. PRIMA CHE SIA NOTTE”. Donne migranti e rifugiate si raccontano attraverso la fotografia
Redazione Art-Vibes | On 10, Ott 2026
Dal 10 al 25 ottobre al PAC Padiglione d’Arte Contemporanea di Milano la dodicesima edizione del progetto di fotografia sociale ideato da RI-SCATTI ODV e promosso dal Comune di Milano con il sostegno di Tod’s.
di Redazione Art Vibes
Picture: Salinas – RI-SCATTI. PRIMA CHE SIA NOTTE.
“RI-SCATTI. Prima che sia notte” è il titolo della mostra in programma dal 10 al 25 ottobre al PAC Padiglione d’Arte Contemporanea di Milano, la dodicesima ideata e organizzata insieme a RI-SCATTI ODV, l’associazione di volontariato che dal 2014 realizza progetti di riscatto sociale attraverso la fotografia, e promossa dal Comune di Milano con il sostegno di Tod’s, a cura di Diego Sileo.
L’edizione di quest’anno porta al centro lo sguardo di donne migranti e rifugiate, accompagnate dal Milano Welcome Center, che attraverso la fotografia raccontano il proprio percorso, i legami, la maternità, i diritti e la ricerca di un nuovo futuro.
Il progetto nasce dalla volontà di sottrarre queste esperienze a una narrazione spesso semplificata e stereotipata, restituendo invece alle protagoniste la possibilità di scegliere cosa raccontare, cosa mostrare e cosa lasciare fuori dall’inquadratura.
La fotografia diventa così uno strumento per prendere parola e consapevolezza, trasformando la città da luogo estraneo a spazio di relazione, osservazione e cittadinanza.
«Gli sguardi e gli scatti di queste donne, pur partendo da un background difficile e lontano dalla nostra realtà contingente, ci raccontano una quotidianità in cui tutte e tutti possiamo riconoscerci – hanno dichiarato gli assessori Lamberto Bertolé (Welfare e Salute) e Tommaso Sacchi (Cultura).
Amal Kanita – RI-SCATTI. PRIMA CHE SIA NOTTE.
Lo smart working, la difficoltà di organizzare il proprio tempo con la famiglia, la voglia di reinventarsi sono azioni e sensazioni che ritroviamo nelle foto e che ci accomunano e ci confermano, una volta per tutte, che, pur nelle differenze, siamo comunità.
Il progetto “Prima che sia notte” accende un faro su queste vite e, dall’importante palcoscenico del PAC, restituisce valore al lavoro che ogni giorno il sistema dell’accoglienza milanese porta avanti per una Milano sempre più aperta, solidale e internazionale, accompagnando le donne protagoniste di questa mostra a uscire da una narrazione fatta spesso di luoghi comuni a e riconoscere finalmente questa città come la loro casa».
Il titolo “Prima che sia notte” è tratto dall’omonimo romanzo autobiografico dello scrittore cubano Reinaldo Arenas, pubblicato nel 1992, che racconta la vita dell’autore, gli anni trascorsi in prigione e la fuga negli Stati Uniti.
Un testo sulla migrazione e sulla ricerca della libertà metafora universale e contemporanea, riletta in questa nuova edizione di RI-SCATTI attraverso la specificità dell’esperienza femminile. Migrare, infatti, non significa soltanto attraversare un confine geografico, ma affrontare una profonda trasformazione delle relazioni, del ruolo sociale, della propria identità e in alcuni casi del proprio corpo.
Maya K – RI-SCATTI. PRIMA CHE SIA NOTTE
Per alcune delle protagoniste il viaggio nasce dalla fuga da guerre, persecuzioni o violenze; per altre dal desiderio di ricongiungersi con i propri familiari e ricostruire una vita altrove. In entrambi i casi, il percorso migratorio porta con sé la necessità di ritrovare uno spazio di appartenenza e una nuova consapevolezza di sé.
Durante il percorso, le 23 partecipanti, accompagnate da alcune operatrici del Milano Welcome Center e provenienti da Paesi diversi e con storie personali e migratorie differenti, hanno seguito un laboratorio di fotografia supervisionato dai fotografi professionisti volontari di RI-SCATTI.
Attraverso lezioni teoriche e momenti di pratica, hanno imparato a utilizzare la macchina fotografica come uno strumento di osservazione e di espressione, trasformando esperienze, emozioni, relazioni e quotidianità in immagini.
Tenara Onali Liyansa Amarasinha – RI-SCATTI. PRIMA CHE SIA NOTTE
Gli scatti raccontano così una pluralità di vissuti che sfuggono a qualsiasi definizione univoca. Amal Kanita, palestinese, dopo l’esperienza vissuta a Gaza, ha trovato nella fotografia uno strumento concreto di espressione, relazione e possibile riscatto personale.
Arina, arrivata dall’Ucraina, ha scelto invece di fotografare i momenti più luminosi della vita delle persone, concentrandosi sulle emozioni autentiche degli amici durante feste e momenti di condivisione.
Cloé Villar de Souza, brasiliana, ha trasformato la propria quotidianità, trascorsa prevalentemente in casa, a causa del lavoro da remoto con il fuso orario brasiliano, in una riflessione sulla luce naturale e artificiale e sul proprio rapporto con lo spazio domestico.
Yasmine Fatih, marocchina, racconta attraverso strade, volti e piccoli dettagli la propria ricerca di una “casa”, facendo della macchina fotografica una vera e propria lingua personale.
Fatima Samir, palestinese, ha vissuto il corso come un primo passo verso l’integrazione e la comunicazione dopo una drammatica esperienza legata alla guerra a Gaza. Hajar Lamkhanter, marocchina, ha invece scoperto nella fotografia un nuovo modo di guardare il mondo, imparando che le immagini più autentiche non si vedono soltanto con gli occhi, ma si sentono anche con il cuore.
Consuelo Cortez – RI-SCATTI. PRIMA CHE SIA NOTTE
C’è poi Maya K., siriana, arrivata in Italia dal Canada dopo aver costruito per anni la propria identità professionale come avvocata: nel suo progetto un blazer diventa il simbolo di una carriera lasciata alle spalle, ma non ancora completamente abbandonata, accompagnandola nella costruzione di una nuova identità.
Moran e Valeria, madre e figlia, originarie di El Salvador, hanno condiviso il percorso fotografico trasformandolo in un’occasione per ritagliarsi tempo insieme, mentre Cynthia Oruama, dalla Nigeria, ha trovato nel corso l’opportunità di acquisire nuove competenze tecniche e una maggiore sicurezza, con l’obiettivo di continuare a crescere fino a diventare una fotografa professionista.
Queste esperienze, diverse per origine, età e vissuto, compongono un mosaico nel quale la migrazione non è raccontata come un fenomeno astratto, ma attraverso la concretezza di vite individuali: il rapporto con i figli, il ricordo del Paese d’origine, il desiderio di costruire un futuro, la nostalgia, la solitudine, le relazioni, il lavoro, la scoperta di una nuova città e la ricerca di una nuova identità. La mostra invita così il pubblico a incontrare queste donne non attraverso categorie o definizioni, ma attraverso il loro sguardo, le loro scelte e le immagini con cui hanno deciso di raccontarsi.
Cloé Villar de Souza – RI-SCATTI. PRIMA CHE SIA NOTTE
“RI-SCATTI. Prima che sia notte” sarà visitabile gratuitamente fino al 25 ottobre al PAC Padiglione d’Arte Contemporanea di Milano ad ingresso libero. Le fotografie e il catalogo sono in vendita e l’intero ricavato sarà devoluto a sostegno dei progetti di accoglienza e inclusione del sistema cittadino Milano Welcome, con particolare attenzione alle donne che hanno partecipato a Ri-scatti, accompagnandole in un percorso di crescita e supportandole nella realizzazione dei propri desideri e progetti.
Nelle stesse date, il PAC presenta inoltre nella Project Room un video dell’artista Francesco Clerici realizzato in collaborazione con l’antropologa Khaoula Matri. Strettamente connessa ai temi della mostra, l’opera è dedicata alle rotte migratorie delle donne subsahariane nel Nord Africa ed è inserita nel programma della Giornata del Contemporaneo.
Noor – RI-SCATTI. PRIMA CHE SIA NOTTE
– Exhibition info: “RI-SCATTI. PRIMA CHE SIA NOTTE”, a cura di Diego Sileo. Con un’offerta per gli scatti in mostra si potrà contribuire a sostenere
i progetti di accoglienza e inclusione del sistema cittadino Milano Welcome dedicati a donne migranti e rifugiate.
– When: 10 – 25 ottobre 2026.
– Where: PAC Milano.
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