"Second life of books": un’installazione e residenza di Opiemme per Urban Forms Foundation a Łódź
Redazione Art-Vibes | On 09, Ott 2026
Opiemme rileggerà lo spazio urbano di Łódź non solo come tela, ma come corpo scultoreo vivo, in grado di lasciare la propria traccia sui libri.
di Redazione Art Vibes
Picture: Opiemme – Calle Maracaibo, Medellin, 2025.
Anche i libri fanno spesso parte della filiera dello spreco e dei rifiuti. E se trovassero una nuova vita che, da un lato, li riporti a essere quella materia cresciuta grazie al sole e alle piogge, e dall’altro li trasformi in materia scultorea?
Questo sarà il focus della residenza artistica promossa dalla Fondazione Urban Forms a Łódź che ospiterà Opiemme (formatosi a Torino nel 1998), gruppo noto per la sua poesia di strada che negli anni ha sviluppato un linguaggio riconoscibile, in cui parole e opere visive si intrecciano in un dialogo che trasforma il pensiero in immagine e l’immagine in pensiero.
Una pratica verbo-visiva (in cui parole e immagini si fondono in un unico linguaggio) che si unisce all’arte pubblica per trasformare facciate e contesti urbani in superfici narrative aperte alla relazione con le comunità e con i luoghi, in processi spesso partecipati.
Una ricerca nata con la volontà di fare uscire le parole dai libri e portarle incontro alle persone, trasforma i libri stessi in materia scultorea, e li porta in un contesto urbano all’aperto.
Opiemme (during a painting performance at Theater TAG, IT)
“Second life of books” è un progetto volto alla realizzazione di un’installazione pubblica permanente durante la residenza che si terrà dal 1 al 31 ottobre 2026, realizzato con il sostegno dell’Istituto Italiano di Cultura di Varsavia.
Vincitore del bando Culture Moves Europe, promosso dal Goethe-Institut, l’intervento sottolinea un’evoluzione significativa nella poetica di Opiemme, con il passaggio dal muralismo ad interventi di scultura pubblica.
L’installazione trasforma il libro in materia scultorea, integrandosi nel tessuto cittadino attraverso un dialogo con lo spazio circostante.
Utilizzando libri destinati al macero come elementi di assemblaggio, Opiemme esplora il concetto di riuso come atto etico e consapevole: un’azione artistica che invita a ripensare la nostra relazione con il pianeta, di fronte alla necessità costante di cambiare e di evolvere verso forme più responsabili di convivenza con l’ambiente.
Opiemme – Bandiere (Flags), 2026, books installation, 150 x 250 x ca 20 cm.
È il concetto del “Ciò che resta, ciò che cambia” (2024), come si intitolava una sua mostra presso Marignana Arte a Venezia.
Già attivo in passato in Polonia, con un murale monumentale a Gdańsk, un intervento a Cracovia dedicato all’apertura del parco intitolato a Wisława Szymborska, un intervento per lo scrittore Günter Grass e quattro grandi murales a Łódź realizzati con la Fondazione Urban Forms, tra cui una nota “aringa” dipinta nel luogo in cui un tempo si svolgeva il mercato di Bałuty.
Opiemme – Vortex and Rainbow Irradiation, 2014, Gdansk, Polonia
Questo nuovo progetto si inserisce in un percorso già avviato da Opiemme attorno al libro come materia poetica e scultorea: nel 2025, in Colombia, con l’Istituto Italiano di Cultura di Bogotá e la Galería Paul Bardwell, diretta da Alejandro Vásquez, ha realizzato un progetto dedicato alla poesia di Andrea Zanzotto e alla frase “In questo progresso scorsoio non so se vengo ingoiato o se ingoio”, con un’ installazione di libri in calle Maracaibo a Medellín; la ricerca è poi proseguita a Carpinone con la curatela di Tommaso Evangelista, dove è stata creata una nuova installazione di libri che è entrata a far parte del percorso di arte e poesia creato nel borgo (“Meriggiare pallido e assorto“, Limiti Inchiusi 2024).
Con questo lavoro scultoreo e installativo a Łódź, Opiemme rileggerà lo spazio urbano non solo come tela, ma come corpo scultoreo vivo, in grado di lasciare la propria traccia sui libri.
I libri, sottratti allo scarto, diventano elementi plastici parte di un assemblaggio scultoreo, capaci di dialogare con i luoghi, con la luce, con la natura e con il tempo. Vengono scolpiti dal sole. (in rapporto con una natura che li scolpisce e che ne ha creato l’essenza).
Oltre alla realizzazione dell’opera, la residenza prevede un ciclo di laboratori volti a coinvolgere la comunità locale, trasformando l’intervento in un momento di co-creazione e riflessione critica.











Submit a Comment